Ultimi commenti
I tre tormenti del sind...
E' molto difficile fare i...
I tre tormenti del sind...
I tre tormenti del sindac...
I tre tormenti del sind...
Poteri forti? Ma quando m...
Iniziativa per chiedere...
bella iniziativa. come fa...
Poggio divisa anche dop...
Poggino, sarà difficile...
Poggio divisa anche dop...
E' ora di finirla con que...
Vuoi fare lo scrutatore...
Di cosa vi stupite? L'int...
Disabili, quando parche...
Le cose sono 2: O la fot...
Disabili, quando parche...
Ceeeee! un super EPIC FAI...
Torre degli Ulivi avrà...
Chi è il proprietario??
Più commentati

Articoli più commentati

Disclaimer & Copyright

Questo sitoweb non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'.

Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Le immagini usate per esprimere al meglio i post ivi contenuti sono prese dalla rete
Per qualsiasi esigenza di copyright contattatemi privatamente.

 

Creative Commons License
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.
I Malloreddus PDF Stampa E-mail
(4 voti, media 5.00 di 5)
Notizie
Scritto da Amministratore   
Giovedì 12 Febbraio 2009 14:04

La rubrica " arte e artigianato " prosegue con un argomento che sta molto a cuore a tutti i Capoterresi: i Malloreddus. malloreddusI Malloreddus , come tutti sappiamo, sono un tipo di pasta fresca che appartiene alla tradizione Sarda. L'ingrediente base è la semola di grano duro , che unita all'acqua , all'uovo e un pizzico di sale , da origine a questa antica pasta. L'origine etimologica del " malloreddu" è da ricollegarsi al termine malloru, che in sardo campidanese (Sardegna meridionale e centro-meridionale) significa "toro". Di conseguenza, malloreddus vuol dire "vitellini", termine conferito in relazione alla forma di questa pasta.
Abbiamo chiesto ad una nostra compaesana, la signora Veneranda, di concederci un pò del suo tempo per mostrarci le fasi della preparazione di questo antico piatto nostrano. Si inizia con l'impasto di semola di grano duro, acqua, sale , e uovo. Se si vuole fare malloreddus di vari colori è possibile utilizzare come coloranti lo zafferano, il pomodoro fresco o anche il basilico. Una volta impastata a dovere la miscela , si prende una piccola parte della pasta e con l'utilizzo di un vetro ( noto a tutte le donne che si dilettano in questo lavoro ) si fa scivolare un minuscolo pezzetto di pasta fra il pollice e lo stesso vetro e viene fuori un ricciolino. E' questo un lavoro ma anche un piacevole passatempo. Il prodotto artigianale che si ottiene è una pasta di ottima qualità che si sposa benissimo con il sugo alla campidanese, appunto un piatto di malloreddus accompagnato da del pomodoro, un pò di salsiccia fresca e pecorino rigorosamente sardo. Buon appetito

Si ringrazia la gentile collaborazione della signora Veneranda .

 

Trackback(0)
Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento

busy
Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Settembre 2009 20:29
 
allarme_meteomappa
hotelinfo