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BECCATI 4 UPLOADER, SCATTANO MULTE MILIONARIE PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
martedì 20 novembre 2007
Una cifra fuori misura? Una somma stellare irrecuperabile? Una multa inutile? Se ne sentono tante in queste ore tra le reazioni di chi ha già saputo che quattro utenti Internet del milanese sono stati sanzionati per 125 milioni di euro, centesimo più centesimo meno. Dei fatti parla un comunicato della Guardia di Finanza proprio dal comando provinciale di Milano delle Fiamme Gialle era partita nei mesi scorsi l'operazione Genux che ha consentito di ricostruire le attività online dei 4 denunciati, ai quali si ascrive la messa in condivisione sulle piattaforme di scambio di più di un terabyte di opere protette. Nell'operazione, di quattro giovani utenti delle piattaforme di peering dediti alla cattura di qualche brano musicale di proprio interesse, quanto invece di persone impegnate nella pubblicazione massiva online senza autorizzazione di ogni genere di materiale Sono tutti e quattro considerati heavy uploaders, "grandi condivisori", pizzicati, spiega la Guardia di Finanza, in una operazione che va inquadrata "in un contesto di prevenzione e repressione del fenomeno della illecita diffusione di materiale coperto da copyright, che costituisce una grave turbativa del mercato legale e genera mancati introiti all'Erario per milioni di euro all'anno". Il blitz scattato ieri nelle abitazioni dei quattro ha portato, secondo le prime stime, al sequestro di circa 120mila opere poste in condivisione. Le perquisizioni, coordinate dal Sostituto procuratore della Procura di Lodi, Alessandra Simion, hanno portato nel complesso al sequestro di 6 computer, 7 hard disk, 2 schede di memoria e alcune migliaia tra CD-R e DVD. Tra gli mp3 sequestrati, fa sapere la Guardia di Finanza, anche le discografie complete di artisti italiani come Vasco Rossi, Elisa e Zucchero, nonché film usciti di recente nelle sale, videogiochi e software come Windows Vista, Microsoft Office, Norton Antivirus e via dicendo. Tutti e quattro sono dunque stati denunciati per violazione delle normative sul diritto d'autore (633/1941 - art. 171), normative che in casi come questo prevedono, almeno sulla carta, sanzioni potenzialmente molto elevate. Nel comunicato diffuso dalle Fiamme Gialle, come accennato, si afferma: "Ai soggetti responsabili sono state comminate sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 12.521.298,00 Euro, ad un massimo di 125.456.112,00 Euro". Ad applaudire i risultati dell'operazione è stata proprio FIMI che ricorda che nelle scorse settimane "anche la GdF di Bergamo ha denunciato diversi soggetti che distribuivano illegalmente musica tramite le reti P2P irrogando sanzioni amministrative per un totale di 8 milioni e mezzo di euro".
 
ADSL 200 volte più veloce? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
martedì 20 novembre 2007

Si chiama John Papandriopoulos studente Americano , che per la sua tesi (non ancora completata) ha già richiesto due brevetti: uno in Australia e uno negli Stati Uniti. Se le sue teorie si riveleranno esatte, e soprattutto realizzabili, le connessioni a banda larga di tutto il mondo potrebbero compiere un balzo in avanti non indifferente.

Sì, perché gli studi di John sembra che promettano la Luna o quasi: sui normali cavi di rame, quelli che avrebbero dovuto essere sostituiti con la fibra ottica da un bel pezzo, potrebbero passare dati fino a bitrate di 200 megabit per secondo. Considerato che la maggior parte delle ADSL in circolazione viaggia sui 2 megabit, un guadagno notevole. Il problema, spiega il ricercatore, è che i cavi di rame che circolano nelle mura dei palazzi e sotto le strade della città, interferiscono l'uno con l'altro: una volta il problema riguardava anche i servizi voce - alzando la cornetta si sentivano le chiacchiere di qualcun altro mentre oggi il problema resta circoscritto al traffico dati. Il sogno, tuttavia, al momento è puramente teorico.

Ci vorranno anni prima che arrivi nelle case dei consumatori, visto che si tratta del primo caso di tecniche di gestione dinamica dello spettro DSM che non siano troppo complesse da essere messe in pratica. Non resta che attendere con fiducia.

 
NOTEBOOK CON WINDOWS? RIMBORSO OBBLIGATO PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
martedì 20 novembre 2007

Quanti di voi si saranno ritrovati ad acquistare un personal computer con il sistema operativo Windows Vista installato e chiedere al vostro tecnico di fiducia di effettuare un (Downgrade) chiedendo di ritornare a Windows XP? con la risposta negativa.

Oppure ritrovarselo pre-installato senza aver potuto scegliere cosa si voleva? È una sentenza che per sua natura non produce giurisprudenza, ma è comunque una ulteriore conferma del buon diritto di quegli utenti che, comprato un personal computer, intendono rinunciare al sistema operativo Windows che vi è pre-installato.

E che vogliono, di conseguenza, venire rimborsati della spesa "in più" sostenuta. Un giudice durante una sentenza ha ritenuto di condannare HP Italia a rimborsare 140 euro ad un acquirente che non intendeva utilizzare il sistema operativo Windows pre-installato sul proprio notebook condannando inoltre HP anche al pagamento delle spese legali.

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OTTO MEGAPIXEL CMOS SUI CELLULARI PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
martedì 20 novembre 2007

Le performance fotografiche degli smartphone di fascia alta sono destinate ad avvicinarsi sempre più a quelle delle fotocamere digitali entry-level. A stabilire una nuova pietra miliare in questo percorso evolutivo è Samsung, che ha appena introdotto sul mercato un sensore CMOS da 8 megapixel per telefoni cellulari.

Il nuovo sensore ha all'incirca le stesse dimensioni - 10,5 x 11,5 x 9,4 millimetri - dell'attuale sensore di Samsung da 3 megapixel, ma è in grado di scattare immagini ad una risoluzione nettamente più elevata, pari a 3.264 x 2.444 pixel.

L'azienda afferma inoltre che il suo nuovo sensore consuma meno di quello precedente e fornisce una più estesa gamma dinamica. Il sensore appena lanciato fa parte di un modulo che comprende anche otturatore e sistema autofocus: un componente già pronto per essere integrato sulle schede dei telefoni cellulari o dei PDA.

 
Ebay in pericolo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
venerdì 16 novembre 2007
PROBLEMI DI SICUREZZA PER EBAY, IN RETE UN TROJAN CHE REINDIRIZZA GLI UTENTI VERSO UN PORTALE FASULLO. Si chiama Trojan.Bayrob, e pare che arrivi dalla Romania: si installa sul computer dei malcapitati, filtrando le richieste di pagine web e reindirizzandoli su siti clone degli originali. Una una delle solite architetture di phishing rivedute e corrette. Il meccanismo della truffa è piuttosto complesso: una asta autentica viene aperta sulla sezione motori di eBay. Capita spesso che chi pensi di fare un'offerta per un' oggetto rivolga qualche domanda sulle condizioni dello stesso: a questo punto, scatta la trappola. Al termine dell'asta, il venditore invia un'email a chiunque abbia fatto qualche richiesta: l’oggetto non è stato venduto, spiega nella lettera, perché chi se l'era aggiudicata si è tirato indietro. Allegato c'è un eseguibile (.exe), che contiene altre info dell’ oggetto . Ma non solo. Una volta lanciato il file .exe, la vittima vedrà effettivamente delle info sull’oggetto: peccato che, in realtà, se dispone di un sistema Windows non presidiato un server proxy sia stato installato sul suo computer e dirotterà su un sito clone, da quel momento in avanti, tutto il traffico diretto verso eBay. Il problema andrebbe avanti da circa un mese, e il trojan è già stato modificato tre volte per sfuggire agli antivirus. Un grave rischio di immagine e di fiducia che i consumatori ripongono in eBay: se dovesse venir meno, l'azienda potrebbe trovarsi in seri guai.
 
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