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MICROSOFT SKYDRIVE 5 GB E BETA PUBBLICA PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
mercoledì 27 febbraio 2008

MICROSOFT SKYDRIVE 5 GB E BETA PUBBLICA

 

Microsoft apre al pubblico la beta diSkyDrive il suo servizio di storage online che da 1 passa a 5 GB. La fase beta pubblica, aperta anche agli utenti italiani, è accessibile agli utenti Windows Live, Hotmail e MSN. Gli utenti che utilizzeranno SkyDrive avranno un vero e proprio hard disk virtuale online, sempre disponibile e condivisibile con i vostri contatti. Gli utenti potranno caricare file da 50 MB ciascuno per volta.

A partire da oggi, potrete accedere ai vostri file personali, che siano foto o documenti di lavoro da qualunque parte e condividerli con la vostra famiglia, amici e colleghi", ha dichiarato Jonathan Hulse, direttore del gruppo Windows Live.

Il periodo di test in atto servirà agli utenti per farsi un'idea del servizio e a Microsoft per continuare a migliorare il sistema di criptazione dei dati, quantomai importante per un servizio in cui diversi utenti potrebbero riversare ondate di dati confidenziali.

 
GOOGLE METTE ONLINE LE CARTELLE CLINICHE PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
mercoledì 27 febbraio 2008

GOOGLE METTE ONLINE LE CARTELLE CLINICHE

 

Quali sono le informazioni più preziose per una persona? Quelle relative alla sua salute, molto probabilmente. E qual è quel servizio ormai sinonimo pressoché universale di ricerca in un mare di dati? Google, altrettanto probabilmente.

Sembra dunque una conseguenza logica la scelta di Google stessa di lanciare un servizio per la gestione online dei dati sanitari: il finora tanto vociferato e finalmente annunciato ufficialmente Google Health, che a breve inizierà concretamente a funzionare con un progetto pilota.

L'occasione per la nascita ufficiale è l'accordo stretto tra Google e la Cleveland Clinic, clinica statunitense che già aveva avviato un proprio programma per rendere disponibili online ai pazienti le loro stesse cartelle sanitarie. Ben 120 mila persone avevano aderito al programma, chiamato eCleveland Clinic MyChart, pensando alla comodità di non dover più farsi largo in un oceano di carta composto da cartelle, ricette e indicazioni mediche varie.

Ora, grazie alla nuova collaborazione, questi pazienti potranno - se acconsentiranno - trasferire tutte le proprie informazioni in un account Google: i dati saranno così indipendenti da una struttura ospedaliera e potranno essere sempre a disposizione per ogni necessità, dalla consultazione da parte del medico di famiglia alla soluzione di un dubbio del farmacista, fino alla possibilità per i pazienti di raccogliere la propria storia medica in un unico servizio sempre disponibile.

Il rovescio della medaglia paventato da molti riguarda, come al solito, la questione della privacy. Come può una compagnia come Google, che - per dirne una - basa parte delle proprie entrate sulla presenza di pubblicità mirata, resistere alla tentazione di "vendersi" le preziose informazioni raccolte, magari per analisi statistiche o chissà che altro?

In un post nel blog ufficiale di Google, Alan Newberger garantisce che "tutti i dati sulla salute rimarranno vostri - privati e confidenziali. Solo voi avete il controllo sul quando condividerli con i membri della famiglia e gli operatori sanitari".

D'altra parte l'esistenza di Google Health favorirebbe una cospicua riduzione del materiale cartaceo rendendo allo stesso tempo disponibili praticamente dovunque le medesime informazioni. Il tutto accessibile attraverso il proprio Google Account, il tutto affidato alle capaci mani del maggior motore di ricerca.

Chi temesse l'accentramento di tutte queste informazioni personali e del potere che ne deriva nei server di un solo soggetto, può forse tranquillizzarsi (o agitarsi ulteriormente) considerando che Google non avrà mano libera nel tentare di monopolizzare il settore della gestione delle informazioni sanitarie: Microsoft, tramite un iniziativa, promette di avviare una battaglia per fornire lo stesso servizio.

 
LETTERA APERTA A UNA MICROSOFT CHE CAMBIA PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
mercoledì 27 febbraio 2008

LETTERA APERTA A UNA MICROSOFT CHE CAMBIA

 

Benvenuta, Microsoft.

Oggi, sulla scorta del vostro annuncio, siamo pronti a collaborare con voi per la promozione dei formati aperti, per sostenervi in quello che per voi è sicuramente un percorso nuovo nell'area delle suite per ufficio. Siamo pronti a collaborare, ma saremo anche dei critici severi e inflessibili di fronte a ogni incertezza e a ogni sbandata. L'interoperabilità non ammette trucchi e mezze misure: è una scelta di parte, quella degli utenti.

Noi siamo più possibilisti della Commissione Europea, che ha sottolineato come questo sia il quarto annuncio Microsoft sull'argomento dell'interoperabilità, senza ricadute - fino a oggi - sulla strategia dell'azienda.

Riteniamo opportuno sperare che questa volta, per diversi motivi - tra i quali la nostra opposizione costruttiva a una prematura approvazione del formato dei file di Office 2007, che continuerà se non verranno apportate tutte le necessarie modifiche - ci siano più probabilità che in passato perché le parole diventino fatti.

Allo stesso tempo, invitiamo le aziende che, insieme a noi, sostengono il formato ODF - e quelle che fanno parte della comunità OpenOffice.org: Sun, IBM, Novell e Red Flag - a lavorare per una piena interoperabilità, adesso che gli impedimenti tecnici e legali stanno per cadere, per consentire agli utenti di Microsoft Office di parlare in modo trasparente con quelli di OpenOffice.org, e viceversa. Chiediamo che l'industria del software, che non ha sede a Redmond, si impegni insieme a noi per far diventare ODF uno standard più diffuso.

 
MICROSOFT RITIRA DUE PATCH PER WINDOWS VISTA PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
mercoledì 27 febbraio 2008

MICROSOFT RITIRA DUE PATCH PER WINDOWS VISTA

 

Per quanto atteso con trepidazione da pressoché tutti gli utenti di Windows Vista, il Service Pack 1 sembra non poter fare a meno di creare problemi, ancor prima di venir rilasciato. O ancora prima di venire installato.

Dopo gli inconvenienti con i driver, infatti, ecco presentarsi i problemi con le patch che quegli inconvenienti dovevano sistemare. Tutto ciò, per un software che sostanzialmente è un'ulteriore raccolta di patch, risulta imbarazzante.

In pratica, alcuni tra coloro che hanno installato le patch per risolvere gli ormai noti problemi di incompatibilità segnalati e poter quindi finalmente installare il Service Pack 1 si sono trovati il computer bloccato in un ciclo di riavvii senza fine.

I due aggiornamenti ritirati da Microsoft perché portatori di guai anziché di soluzioni sono il 935509 e il 938371. Entrambi erano elencati come prerequisiti per l'aggiornamento di Vista al Service Pack 1 ma, dopo l'apparizione dei primi problemi, la loro distribuzione è stata sospesa.

Per il momento le fonti Microsoft hanno dichiarato soltanto: "Siamo stati in grado di determinare che questo problema colpisce solo un piccolo numero di utenti in circostanze uniche. Stiamo lavorando per identificare le soluzioni possibili e renderemo nuovamente disponibile gli aggiornamenti subito dopo aver sistemato il problema".

Chi fosse già incorso nel problema può tentare di affidarsi al ripristino di sistema o telefonare al supporto Microsoft.

Ciò che è strano è che alcuni tester avevano già segnalato il problema alla fine del mese scorso, prima che le due patch venissero rilasciate al pubblico, ma non erano stati presi in considerazione. Perché Microsoft faccia testare i propri prodotti e poi si disinteressi dei commenti dei tester resta un mistero.

 

 
BUCATA LA POSTA DI GMAIL PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
mercoledì 27 febbraio 2008

BUCATA LA POSTA DI GMAIL

 

Gli utenti di Gmail in Kuwait hanno recentemente avuto seri problemi di privacy, secondo quanto riporta Cnet.

Un utente del servizio di posta di Google e lettore del sito, infatti, ha segnalato problemi nell'accesso al proprio account, mentre per contro riusciva ad accedere alle informazioni personali di altre persone. A prova di quanto affermato, tale Abdulaziz Al-Shalabi avrebbe fornito degli screenshot, preoccupato per il fatto che, se lui poteva accedere agli account di altri, probabilmente altri potevano accedere al suo.

La colpa di quanto accaduto, tuttavia, non sarebbe di Google ma di un Isp kuwaitiano (il cui nome non è stato rivelato) che avrebbe avuto problemi con la gestione della cache. Secondo il portavoce della compagnia di Mountain View, subito dopo la segnalazione all'Isp sarebbe già stato offerto un sistema per aggirare il problema, in attesa della soluzione definitiva, raggiunta mercoledì.

Problemi analoghi sarebbero stati segnalati anche per i servizi di eBay, ma nessuno ha ancora commentato la notizia.

 
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