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Hi-tech la rubrica sulle nuove tecnologie
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Microsoft ti paga per usare il suo motore di ricerca |
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Scritto da Administrator
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lunedì 26 maggio 2008 |
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Microsoft ti paga per
usare il suo motore di ricerca
"Il 2008 è l'anno in cui la ricerca è diventata competitiva"
ha detto Bill Gates. E non è facile dargli torto, viste le complicate vicende
che hanno coinvolto Microsoft e Yahoo (che ora sembrano includere un
riavvicinamento tra le due società) e lo strapotere di Google nel settore della
pubblicità online legate alle ricerche sul web.
Se vuole non solo sopravvivere ma anche conquistare una bella fetta di
clienti in questo mercato, Microsoft deve dunque inventarsi qualcosa di nuovo, e proprio questo ha fatto, creando
il motore di ricerca che ti rimborsa (se compri).
Si chiama LiveSearch CashBack e il suo funzionamento di base non è diverso
da quello dei concorrenti: permette di ricercare i prodotti che si desiderano confrontando prezzi e condizioni tra
un certo numero di negozi online che offrono la medesima merce.
La particolarità sta nel fatto che per ogni acquisto effettuato tramite
questo sistema si può venire rimborsati
in base a una percentuale del prezzo dell'oggetto comprato che varia da
2 al 30 per cento.
Prima di ricevere il "freddo e
duro denaro" occorre
raggiungere la cifra base di 5 dollari rimborsati; a quel punto la somma
potrà essere accreditata sul proprio account PayPal o sul conto corrente
bancario. Almeno per il momento il servizio è riservato ai soli cittadini degli
Stati Uniti.
L'annuncio di CashBack ha suscitato reazioni disparate: da chi la considera
un'idea niente male a chi ritiene (come il fondatore di GigaOm) che "Microsoft è come un cattivo ristorante - non importa quale sia
l'incentivo, nessuno vuole mangiare lì". Per altri, invece, si
tratta di una possibilità interessante per incentivare i consumi in un periodo
in cui la voglia di spendere è piuttosto bassa.
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Google Sites è aperto a tutti |
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Scritto da Administrator
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lunedì 26 maggio 2008 |
Google Sites è aperto a tutti. Un novello
Geocities?
Qualche mese fa Google aveva lanciato il servizio Sites per fornire agli
utenti business di Google Apps la possibilità di creare facilmente un sito Internet professionale.
Ora a Mountain View hanno deciso che i tempi sono maturi per compiere il
passo successivo: aprire Google Sites a chiunque
abbia un account Google.
La creazione del proprio sito non
richiede alcuna conoscienza di Html: tutto viene fatto con strumenti user friendly la cui interfaccia
richiama quella ormai familiare a molti di Google Docs. L'idea che sta alla
base di questo servizio è la costruzione di siti collaborativi, cui più persone
possono mettere mano secondo diversi livelli di accesso.
Esiste infatti la possibilità di abbonarsi
al sito creato per venire informati sui cambiamenti; in questo modo la
piattaforma si offre principalmente per chi abbia necessità di condividere informazioni e progetti
tra più utenti sparsi in giro per il mondo. L'indirizzo del sito sarà del tipo http://sites.google.com/nomedelsito.
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Microsoft Office supporterà OpenDocument e Pdf |
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Scritto da Administrator
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lunedì 26 maggio 2008 |
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Microsoft Office
supporterà OpenDocument e Pdf
Non sempre, quando l'oggetto della discussione è Microsoft, bisogna parlarne
male. Pare forse strano, i motivi potranno essere oscuri o dubbi, ma da Redmond
arrivano anche buone notizie.
Una di queste buone notizie è che Office 2007 inizierà a supportare il
formato open source e standard Iso OpenDocument a partire dal Service Pack 2,
che dovrebbe fare la propria comparsa nei
primi mesi del 2009. Di più: l'azienda entrerà a far parte del comitato
tecnico di Oasis, l'organizzazione creatrice di Odf.
Dopo la lunga lotta e l'opposizione
fatta finora - e portata avanti tramite la creazione del formato
concorrente Ooxml - non sembra vero che Microsoft voglia promuovere
l'interoperabilità in questo modo concreto, come peraltro istituzioni e utenti
le richiedono.
Finora chi voleva usare OpenDocument con Office doveva munirsi di un
convertitore sviluppato da un partner francese di Microsoft; dall'anno prossimo
ciò non sarà più necessario visto che il supporto diventerà nativo, anche il progetto ospitato da SourceForge non
morirà.
Difficile che il supporto a Odf (che non sarà il formato di default) sia dettato solo da bontà d'animo; più
facile che a spingere al grande passo sia stata l'intezione annunciata da
diverse nazioni (tra cui anche l'Italia) e da alcuni stati americani
(Massachusetts e California in testa) di adottarlo per i propri documenti.
Le sorprese, comunque, non finiscono qui: anche il formato Pdf, bloccato
tempo fa dal veto di Adobe indispettita dall'esistenza di Xps, tornerà in
Office grazie al Service Pack 2. Saranno supportate le versioni 1.5 e Pdf/A.
Anche qui, l'intento è probabilmente mettersi alla pari con la suite OpenOffice (che pur mancando delle funzioni
avanzate di Microsoft Office esporta in Pdf da una vita) e permettere agli
utenti di usare un formato standard de facto - e che probabilmente
riceverà il sigillo dell'Iso - senza costringerli ad affidarsi a soluzioni
concorrenti.
Quali che siano le motivazioni di Redmond, la notizia resta buona: forse
arriverà il momento in cui gli utenti di OpenOffice potranno inviare documenti
agli utenti di Microsoft Office senza
doverli convertire.
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WINDOWS XP SP3 E I REBOOT INFINITI |
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Scritto da Administrator
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giovedì 15 maggio 2008 |
WINDOWS XP SP3 E I REBOOT INFINITI
Nonostante il notevole ritardo con cui è arrivato nelle mani
degli utenti, il giovane Service Pack 3 (SP3) per Windows XP non può dirsi
modello di perfezione. Negli scorsi giorni sono infatti emersi alcuni problemi,
i più gravi dei quali causano il riavvio infinito del sistema. Per uno strano
scherzo del destino, questa è la stessa magagna che poco tempo fa ha costretto
Microsoft a posticipare la distribuzione dell'SP1 per Windows Vista.
Per fortuna, sembra che la sindrome da "riavvio acuto post-SP3"
affligga soltanto un piccolo numero di sistemi, ed in particolare quelli
che utilizzano una certa combinazione di driver e di hardware. Microsoft non si
è ancora espressa ufficialmente. Il primo a indagare in profondità sulla
questione è stato Jesper Johansson, un ex program manager di Microsoft che
sul proprio blog fornisce un'analisi del problema e alcune possibili soluzioni:
una di queste è caricare Windows in safe mode e disattivare il riavvio
automatico del sistema in caso di crash.
Johansson elenca anche altre circostanze che possono causare il crash di
Windows XP SP3 in fase di avvio, innescando un ciclo infinito di reboot: una di
queste sembra verificarsi esclusivamente con alcuni modelli di schede madri con socket AMD
prodotte da Asus.
L'SP3 è afflitto anche da altri
difettucci: in certe circostanze, ad esempio, dopo ogni
riavvio del sistema parte in automatico l'installazione di Windows Live
Messenger. Perché ciò si verifichi, pare che l'applicazione debba già essere
installata nel sistema. In altri casi gli utenti hanno segnalato la comparsa,
ma in questo caso solo dopo il primo riavvio, di una finestra del DOS
contenente una sequenza di errori "parametro non corretto": questo
evento non sembra tuttavia inficiare la stabilità o le funzionalità del
sistema.
Albergati: Vista è il migliore OS
Nel frattempo Fabrizio Albergati, direttore della Divisione Windows Client di
Microsoft Italia, ha dichiarato al Sole 24 ore che Windows Vista SP1
"è a tutti gli effetti il miglior sistema operativo mai prodotto
finora". Un'affermazione a suo dire giustificata dai miglioramenti
introdotti dal service pack alle performance, ai consumi, alla grafica, alle
funzionalità di cut and paste ed a quelle di copia dei file dalla rete.
Le parole di Albergati riecheggiano quelle espresse di recente dal CEO di
Microsoft, Steve Ballmer, che sebbene abbia definito Vista un "work in
progress", riconoscendo dunque che la versione RTM non era priva di lacune
e incrinature, ha detto che Vista è di gran lunga superiore a XP.
Office 2007 SP1 pronto al grande salto:
Restando in tema di service pack, Microsoft ha annunciato che intorno alla metà
di giugno renderà disponibile l'SP1 per Office 2007 attraverso Windows Update e
la funzione Aggiornamenti automatici di Windows. L'azienda ha detto
che la distribuzione automatica dell'aggiornamento avverrà in modo graduale,
questo per evitare di congestionare il traffico ai propri server.
Il big di Redmond sostiene che fino ad oggi l'SP1 per Office 2007 è stato
scaricato decine di milioni di volte, ed ha ricevuto "un'ottima
accoglienza" da parte degli uten
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Microsoft non acquisterà Yahoo |
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Scritto da Administrator
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martedì 06 maggio 2008 |
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MICROSOFT NON ACQUISIRA’ YAHOO
Anche se la guerra continua, la grande battaglia - durata 94 giorni - è finita, con il rientro al quartier generale
di Redmond. Microsoft ha ufficialmente rinunciato all'acquisto di Yahoo.
Mancato l'accordo, non ci sarà nemmeno alcuna Opa ostile.
Sembra di vederlo, Steve Ballmer, mentre con un sorriso forzato sul volto
per nascondere l'ira verga le parole
gentili dirette a Jerry Yang, il Ceo di Yahoo, e ai dirigenti della
società, con le quali annuncia il ritiro di Microsoft dalla lotta.
"Desidero innanzitutto
porgervi i miei ringraziamenti [...] perché avete preso in considerazione la
nostra proposta. Apprezzo il tempo e
l'attenzione che voi tutti avete prestato a questa faccenda. [...] Credo
che le nostre discussioni questa settimana siano state particolarmente utili,
mostrandomi per la prima volta con vera chiarezza che cosa è e che cosa non è
possibile".
Immediatamente dopo, però, il tono cambia: "Sono deluso per la
mancata accettazione da parte di Yahoo della nostra proposta".
Parafrasando: vi abbiamo offerto 31 dollari per azione, che si traducono in
44,6 miliardi di dollari totali, e avete rifiutato. Allora ve ne abbiamo
offerti 33 (che fanno 47,5 miliardi) e avete rifiutato ancora.
Avidi! Avete detto che non vi sareste mossi per meno di 37 dollari ad azione, ossia 53
miliardi. Grazie tante, allora, ma Microsoft non è disposta a sborsare tale
cifra e preferisce lasciar perdere.
Non illudetevi però di aver vinto: ora
Google avrà mano libera per monopolizzare il settore della pubblicità
online. Noi faremo il possibile per contrastarlo, ma se verrete schiacciati non
venite poi a piangere da mamma Microsoft.
Inoltre le ultime mosse di Yahoo, in particolar modo l'inizio di una collaborazione
con Mountain View, non sono piaciute a Microsoft: ciò ha reso il motore di
ricerca di Sunnyvale meno appetitoso di
quanto fosse prima.
Chi in tutto questo alla fine ci perderà, conclude Steve Ballmer, sarà
proprio Yahoo: "Credo ancora a
tutt'oggi la nostra offerta rimanga la
sola alternativa che garantisca ai vostri azionisti il pieno valore
delle loro azioni". Proprio gli azionisti, infatti, potrebbero non
gradire questa conclusione.
In effetti ora Yahoo deve affrontare
la prova della Borsa non appena si riapriranno i mercati: non sono in
pochi a temere un tonfo del titolo, che potrebbe forse far rinascere un certo
interesse in Microsoft. Allo stesso modo, comunque, anche le azioni di Redmond
potrebbero subire una qualche flessione.
Infine, qualcuno dice che non appena la notizia del ritiro di Microsoft si è
diffusa un grido di gioia sia stato udito esplodere all'interno del Googleplex:
il motore di ricerca di Mountain View ha le carte in regola per rafforzare la
propria posizione di dominatore incontrastato della pubblicità online fino a
renderla inattaccabile.
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