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Capoterra: città del rock PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
mercoledì 05 marzo 2008
note Una trentina le band a Capoterra
Studenti e impiegati che, finito il turno di lavoro, si dedicano alla musica ma i protagonisti lamentano una mancanza di attenzione da parte delle istituzioni: «Forse la scuola di musica segnerà una svolta».
«Lore sei come il rock, vivrai per sempre». È la dedica murale degli amici a Lorenzo Piccinini, operaio musicista, scomparso tragicamente a 23 anni. Un epitaffio indelebile per ricordare il leader degli Anal Firing Pin Strikers che racconta la vocazione rock capoterrese. Oltre una trentina le band, forse un primato assoluto in tutta la provincia, un movimento che non ha età: dai 17enni che suonano nella ludoteca a quanti dalla fine degli anni Settanta tengono viva la voglia di fare musica. Studenti e impiegati, c’è chi campa montando ponteggi, qualcuno è operaio alla Saras. Dopo ore di lavoro si sfogano e si abbandonano a momenti di relax al basso, batteria e chitarra elettrica, strumenti principe delle rock band.

Dal centro storico alla periferia è un proliferare di salette dove si fa musica. Sono per lo più quelle messe in piedi dalla working class di Capoterra, seguendo un copione che richiama alla memoria i musicisti operai delle fumose Liverpool e Manchester, la Dublino degli U2 e di numerose band che hanno scritto la storia del rock. Capoterra da trent’anni è protagonista di interminabili stagioni rock e di artisti ancora non baciati dal successo, ma che non hanno perso la voglia di musica. Rock and roll, punk, beat, garage, rockabilly, jazz acustico, hardcore melodico, metal: dai vicoli alle piazzette fino ai metri quadri di terreno racchiuso dalle serre non c’è angolo dove non si respira musica. Dal gruppo storico ’Dilemma’ sono arrivati ’Five For Garage’, ’The Wheelers’, ’L’Armeria dei Briganti’, ’Mixture’, ’Erotic Monkey’, ’Colori Felici’, ’Radio Caos’, ’Radio Red Hot Session’, le ’Tanka Kyriè’ e tante altre.

Oltre alle band stabili c’è un continuo scambio di collaborazioni. «Non abbiamo spazi per organizzare eventi e confrontare idee ed esperienze, più di un musicista potrebbe fare il grande salto e sfiorare il successo se solo ci fosse data un’opportunità», racconta Su Lupu, Luca Manca, leader dei Five For Garage. Gli fanno eco Gianfranco Zucca degli Wheelers e Renzo Cugis, chitarra e voce dell’Armeria dei Briganti. «Per gli artigiani hanno creato uno spazio loro a Sant’Angelo, anche noi siamo artigiani, della musica, ma non ci è stato riservato nulla», aggiunge Patrizio Atzori, presidente dell’associazione Ami, che come la Superpicci cerca di dare visibilità alle realtà musicali locali: « Tutto questo fermento è qualcosa di più di una risorsa culturale, è un patrimonio che svolge una funzione sociale, un deterrente contro l’emarginazione giovanile». Parole di speranza giungono dal batterista dei Mixture, Piero Palmas: «C’è da augurarsi che la neonata scuola civica di Musica segni l’inizio di un’attenzione rivolta anche a noi».

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Commenti (1)Add Comment
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scritto da kero, 05 marzo 2008, 17:41:19
E' bello sapere che uno dei pochi artisti Capoterresi che è riuscito a sfondare e ad oltrepassare le barriere della nostra isola sfrutti la propria professionalità e talento a favore delle band emergenti locali..
Ho ascoltato alcuni pezzi dei RADIO CAOS e secondo me hanno le carte giuste per diventare qualcuno..
In bocca a su lupu..

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