Ve ne parlo perché un nostro concittadino, - non anonimo ma di cui peraltro ignoro la specifica identità,- in una missiva ai siti di Capoterra.net e Capoterra On line, lamenta, in modo vibrato ma corretto, una omissione di legale comunicazione da parte di Codesta Amministrazione, in merito alla normativa di cui trattasi.
Ma ve ne parlo soprattutto perché ho constatato - e nel prosieguo del mio intervento ve ne fornirò giusta conferma – che, quanto lamentato dal nostro concittadino non è certamente un caso isolato ed accidentale di “disattenzione amministrativa” ma,qui da noi, fa parte d’uno stantio ed abusato cerimoniale.
Per scrupolo e dovere istituzionale sono andato a verificare se, quanto lamentato dal cittadino, fruisse di veridicità.
Ebbene sì. Nell’asfittico sito del nostro Comune, neppure una diafana ombra di quanto la normativa in questione impone.
Ho ritenuto opportuno approfondire la ricerca in rete.
Ho digitato questa specifica normativa inerente la finanziaria 2008. Una miriade di siti di enti locali si sono materializzati sul monitor .
E’ costante, in essi, la presenza d’una giusta, puntuale, perfetta osservanza della norma di cui trattasi.
Ho scelto, tra i tanti, il primo a portata di mouse per estrapolarne esaustiva documentazione da presentare in codesta assemblea consiliare a suffragio di quanto vado esternandoVi: il Comune di Sanremo.
In esso, incarichi, ragione degli incarichi, compensi e percettori, notificati coram populo e coram deo, soddisfano in toto quanto dettato dalla legge 244/2007 articolo 3 comma 54.
Alla luce di codesti fatti, è lecito chiedersi: “ Perché il Comune di Sanremo sì e quello di Capoterra nò ? “.
Usando un briciolo di salutare facezia, riteniamo che il Pippo nazionale di fronte a siffatta domanda, lapidario avrebbe risposto: “Perché Sanremo è Sanremo !”.
Ma Voi ben sapete che il responso baudiano, dogmatico a livello mediatico, non può assolutamente essere addotto a giustificare, in modo serio e responsabile, la negligenza da parte della nostra amministrazione.
A meno che…a meno che, qualcuno dei Signori dell’Esecutivo non voglia certificare con adeguata bolla che a Sanremo cantano solo ugole professionistiche e invece a Capoterra, - in un ambito di democrazia totale, - “si lasciano cantare” tutti i cittadini, o perlomeno quelli che non sono allineati.
Aldilà dell’ironica boutade, resta la necessità ma soprattutto l’imperio legislativo che, chi di dovere, nell’ambito della propria specifica responsabilità amministrativa, con urgenza, puntualità e totale chiarezza giustifichi e ponga rimedio a questo macroscopico nonché illegale disservizio.
Restiamo in attesa. Auspichiamo che tale attesa non sia lunga e tantomeno vana.
Il cittadino su menzionato, si è lamentato che la nostra Amministrazione Comunale, difetta di trasparenza, di correttezza, e addirittura si permette il lusso o l’abuso di negare giusta conoscenza degli atti ai cittadini, giungendo persino ad adottare arbitrariamente due pesi e due misure.
Che dire ?
Io ritengo sia necessario e intellettualmente onesto dare sempre a Cesare quel che è di Cesare.
Pertanto, risponderò in modo adeguato e inconfutabile a questo signore.
Non è assolutamente vera questa storia dei due pesi e delle due misure.
Anzi oserei dire che l’equità nella nostra Amministrazione è quasi a livello di maniacale pignoleria.
Ecco la prova provata e incontrovertibile:
- un cittadino chiede, nel rispetto delle norme vigenti, l’accesso o la trasparenza degli atti.
L’Amministrazione comunale nicchia, non risponde, non ottempera, cela. Bene, anzi male.
- anche il sottoscritto, in qualità di consigliere comunale, ha chiesto, per un presunto abuso edilizio segnalatogli da nostri concittadini, accesso agli atti. Ebbene, pur essendo abbondantemente scaduti i termini, non ha ottenuto alcuna concreta risposta a detta richiesta. (Ad onor del vero, l’unico movimento riscontrato è stato quello degli scaricabarile. Madonna che squallida frenesia!)
Stando così le cose, caro cittadino, di grazia, mi vuol significare dove sta la differenza di trattamento ?
Amministratori (taluni) e amministrati (anche qui taluni) come vede siamo sulla stessa iperforata barca. Se non è equità questa...
L’unico salvagente di cui disponiamo se non vogliamo schiantarci sulle toste paratie dell’Arroganza erette da infingardi “spacciatori di falsa democrazia” porta in bella evidenza la scritta “Procura della Repubblica”. Ma si deve arrivare a tanto ?
Ricordo, e forse lo tenete a mente anche Voi, che il nostro Signor Sindaco, in una precedente assemblea consiliare dichiarò che fare politica è pressoché antitetico o mal si concilia con l’intraprendere l’iter della Procura.
Signor Sindaco, la sua esperienza politica travalica di gran lunga mia, perlomeno sul piano temporale.
E suonerebbe oltremodo presuntuoso, da parte mia, non riflettere su quanto dettato dalla Sua esperienza.
Ho riflettuto. Giuro, l’ho fatto in modo ponderato.
In effetti è giusta questa Sua Affermazione. Però trova validità solo quando gli interlocutori sono persone dotate di buon senso e di responsabilità nell’ammissione dei propri errori.
Ma, di fronte a questo enigmatico “gioco delle tre carte” , posto in essere da taluni dell’entourage amministrativo locale che, con goffa prestidigitazione, fanno apparire e scomparire e addirittura non concedono, come legge prevede, atti pubblici, rinunciare alla Procura si concretizzerebbe, in un sol colpo, nel farsi prendere per il deretano e, altresì, nel permettere a codesti figuri di calpestare impunemente le leggi, proprio nel luogo dove leggi dovrebbero attuare la loro giusta supremazia.
Quando ho deciso di accettare il mandato ricevuto dai miei elettori intendevo, in pieno e perfetta coscienza, rifiutare assolutamente ed in sommo grado sia l’una che l’altra prospettiva.
Probabilmente, signor Sindaco, abbiamo opinioni diverse o addirittura antitetiche sul senso e sui modi della politica. Chissà.
Chiedo, comunque, la sua solidale comprensione: non me la sento di cambiare il mio modo di pensare, tantomeno mi permetto di stigmatizzare il Suo.
Lei che ben mi conosce sa che, nel bene e nel male, ho sempre seguito la mia coscienza.
Lo farò anche stavolta con pieno senso di responsabilità.
Pertanto, per correttezza, preannuncio a Lei e all’intero Consiglio Comunale, a fronte di quanto espostoVi, la mia ferma volontà, seppure malgrado, di adire immediatamente la Procura della Repubblica non per animosità personali nei confronti di chicchessia ma per il sacrosanto rispetto dovuto e preteso alle leggi e che anch’io, in qualità di consigliere comunale - e per la parte che mi compete - ho il dovere di tutelare. E, a questo dovere, non intendo assolutamente sottrarmi.
Grazie per la Vs. cortese attenzione.
Il Consigliere
Franco Bayre