Quanto appena letto è un caposaldo nel Codice Etico del neonato Partito Democratico, al quale parte di questa Maggioranza dice di appartenere.
Si parla di Etica. Ma è lecito parlare di Etica in un contesto politico ?
E qualora dovesse essere lecito, ironizzo, vuoi vedere che il Partito Democratico mi ha copiato ?
Infatti il sottoscritto, se taluno ricorda, si azzardò a trattare siffatto argomento ad inizio di questo mandato amministrativo ma i “marinai politici di lungo corso” aborrirono quasi si volesse parlare di castità in un postribolo d’angiporto.
Per urgenza di fatti e incoraggiato dal dettato del Partito Democratico vorrei riproporre tale tematica stasera ma, onde evitare nuovi travasi di bile ai Soloni della Legalità di Comodo che, quel dì, si inviperirono, mi soffermerò semplicemente sul rispetto dovuto alle leggi e sul sacrosanto principio che le leggi, in quanto tali, dove vige davvero democrazia, debbano essere uguali per tutti.
Ne tratterò astraendomi da qualsiasi evidenza di identità, vuoi per il dovuto rispetto alla privacy dei cittadini coinvolti, ma, soprattutto, perché il mio non intende essere, in alcun modo, un attacco a qualcuno ma piuttosto ad un modus operandi amministrativo che ritengo deprecabile, dannoso, addirittura illegale per il benessere di ogni comunità democratica.
Tempo fa resi nota a Codesta Assemblea Consiliare la mia decisione di adire la Procura della Repubblica.
Tale intenzione derivava dalla constatazione che la struttura comunale, in modo arrogante e codardo, mi negava l’accesso agli atti in relazione ad un presunto abuso edilizio dal sottoscritto, a tempo debito, denunciato su istanza di nostri concittadini.
Ebbene, pure stavolta, come in altra precedente occasione, la parola Procura, a guisa dello spot del lassativo Confetto Falqui, ha sortito l’effetto sperato.
Finalmente ho potuto disporre degli atti richiesti. Meglio tardi che mai.
Da tali atti si evince ciò che taluni di Voi, per dovere istituzionale, avrebbero dovuto sapere, ovvero che l’abuso edilizio di cui si tratta non era ipoteticamente presunto ma concretamente reale.
E purtroppo si evince, altrettanto chiaramente, che i responsabili della struttura comunale, a seguito del mio esposto, non hanno ottemperato in merito nei modi e nei tempi dovuti.
E si evince pure che, taluno di Voi Signori dell’Esecutivo, nonostante le mie sollecitazioni e benché ne avesse specifico dovere – vedasi il D.L. 267 - attuando una condotta pilatesca, ha preferito non intervenire per porre fine ad una smaccata contravvenzione delle vigenti norme.
Per dire ancora una volta pane al pane e vino al vino, parliamo di atti, fatti e misfatti:
- il mio esposto risale addirittura al 10 ottobre 2007 mentre ferveva e si compiva l’abuso edilizio;
- la richiesta di concessione edilizia pertinente l’immobile in questione, incredibile ma vero, è stata inoltrata da privati cittadini ai competenti uffici comunali solo il 19 ottobre 2007, ovvero 9 giorni dopo il mio esposto e addirittura quando i lavori erano già ultimati;
- risulta altresì dagli atti che, la Polizia Municipale, anziché intervenire tempestivamente, a fronte della mia denuncia, si è limitata “ufficialmente” e come suol dirsi “a babbo morto” ad un verbale posticcio risalente, altrettanto incredibile ma altrettanto vero, solo al 13 marzo scorso, (quando già v’era nell’aria lo Zeffiro della Procura) ed ha finalmente ammesso, testualmente, che “l’opera è da considerarsi abusiva”.
Al cospetto di cotanto squallido lassismo, chiedo, in modo specifico a quei Signori dell’Esecutivo che ne hanno diretta responsabilità :
- come mai, a suo tempo, è stato scovato, con chirurgica precisione e sanzionato con il sequestro, un immobile abusivo, nascosto in campagna tra la macchia mediterranea, di proprietà di poveri cristi senza santi in Paradiso e non ci si è accorti d’un abuso edilizio perpetrato in pieno Centro Storico in un sito ad alta visibilità, peraltro solitamente frequentato da taluno di Voi ?
- ammesso e non concesso, poiché i dubbi vengono sgomberati dai fatti, che tale abuso possa essere sfuggito, come mai non ci si è attivati ad interromperlo o a sanzionarlo neppure a seguito del mio esposto-denuncia?
- a cosa è dovuta, da dove scaturisce, come viene giustificata questa deprecabile azione o meglio omissione amministrativa, questa assurda procedura dei “due pesi e delle due misure”, di cui Voi Signori dell’Esecutivo, se non direttamente artefici, risultate perlomeno vergognosamente complici ?
Siete consci che, in difetto di Vostre doverose giustificazioni, taluno potrebbe approfittarne per insinuare uno squallido mercimonio elettorale,. una nauseabonda questua clientelare o, addirittura, una Vostra manifesta incapacità di amministrare con responsabilità, equità e legalità ?
Intendete far sciogliere le briglie al Pegaso delle Malelingue o preferite saggiamente chiarire l’equivoco o addirittura, con un postumo rigurgito di responsabilità, ammettere e regolarizzare l’omissione amministrativa ?
Trovo curioso ma, non più di tanto, considerato l’andazzo presente e passato, che alcuni dipendenti della struttura comunale, a fronte di questa mia azione di controllo m’abbiano chiesto: “ Franco, ma chi te lo fa fare? ”. Ho risposto loro di rimando: “ Il dovere ! “. Può bastare o serve altro ?
Tutti noi ben sappiamo che in un governo democratico la Maggioranza ha il diritto-dovere di amministrare ma di farlo nella legalità.
Diritto-dovere della Minoranza, alla quale il sottoscritto appartiene, è l’azione di controllo sulla regolarità dell’attività amministrativa svolta dalla Maggioranza.
Come Consigliere di Minoranza, per mio specifico dovere e non per astio nei confronti di singoli cittadini, (come qualche pescatore nel torbido ha squallidamente ed irresponsabilmente insinuato) ho evidenziato una irregolarità amministrativa che Voi Signori dell’esecutivo, avete preferito trascurare ma che, comunque, non Vi è concesso assolutamente di eludere.
Pertanto, ora, compete a Voi e solo a Voi risolverla.
Io necessariamente - e auspico lo facciano finalmente e responsabilmente pure i colleghi di Minoranza - dovrò continuare a vigilare.
Di alcuni atti assolutamente esecrabili, giorni orsono, sono state vittime, nella nostra Capoterra, una famiglia di cittadini extracomunitari, una struttura socio-assistenziale ed alcuni onesti lavoratori.
Non intendo assolutamente soffermarmi sugli autori di tali vandalismi perché basta e avanza la loro codarda azione per dare adeguato ed esaustivo commento sulla loro identità.
Sono semplicemente dei fuorilegge che, di proposito o per ignoranza, non accettano oppure decifrano a modo loro le regole del vivere e del convivere civile.
Sarebbe utile, anzi indispensabile, che noi, i cosiddetti benpensanti, più che con i pistolotti d’ordinanza a mezzo stampa, soprattutto con la concretezza dei fatti e delle azioni indicassimo loro la retta via, quella del rispetto delle Leggi appunto, e li convincessimo a percorrerla, sino in fondo, vita natural durante.
Ma se i Paladini della Legge, dell’Equità, della Giustizia (noi amministratori dovremmo esserlo) sbandano e sconfinano, fuori legge, è indubitabile che non possano di certo fruire, a loro volta, di credibilità e tantomeno d’ascolto.
Pertanto, ritengo che, chi si è reso artefice o complice dell’omissione amministrativa denunciata, se vuole davvero riacquistare credibilità ed adoperarsi per convertire questi Eretici della Legalità, abbia una sola arma efficace da sfruttare: quella del silenzio, d’una giusta riflessione magari sul Codice Etico su menzionato, d’un contrito e sincero mea culpa.
Ciò, potrà essere sicuramente il miglior esempio di redenzione per quei giovani irregolari e per il loro gratuito e nocivo vandalismo.
In attesa che il Signor Sindaco e l’Assessore di competenza forniscano adeguata ed esaustiva risposta a questa mia interrogazione, ringrazio per la cortese attenzione.
Il Consigliere
Franco Bayre