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Spiagge da sogno senza bandiere blu PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
giovedì 08 maggio 2008
Spiagge da sogno senza bandiere blu Uno schiaffo alla Sardegna? Macché, non basta il mare limpido La solita scalogna.
In Sardegna, basta andare in un qualsiasi ovile per trovarlo pieno di lingue blu, ma se scendiamo in spiaggia troveremo solo una bandiera di quel colore, a garrire sotto il vento di Santa Teresa di Gallura. Non abbiamo portato a casa altro, con l'edizione italiana del Blue Flag 2007. La campagna, promossa dal FEE (il Fondo per l'Educazione Ambientale, un organismo internazionale con sede in Danimarca) è giunta alla decima edizione e premia con la bandiera blu le spiagge migliori, in base a una serie di stringenti criteri di valutazione. Quest'anno in testa a tutti per numero di località premiate c'è la Toscana, con ben 15 bandiere, seguita dalla Liguria con 13. La Sardegna è la solita cenerentola: sola in fondo alla classifica, alla pari con Basilicata e - addirittura - Lombardia, e preceduta da una Sicilia messa solo un pochino meglio, con tre bandiere.

Possibile? Va bene che non abbiamo autostrade, che ci mancano vere ferrovie, per non parlare di industrie e infrastrutture, ma almeno sulle spiagge pensavamo di essere messi abbastanza bene! Non vorremmo fare una questione di bandiera sulle bandiere blu. A far questo, infatti, ci ha già pensato l'assessore regionale al Turismo Luisanna Depau, con dichiarazioni piuttosto risentite: «Premesso che ovviamente la Sardegna merita molte più bandiere, l´Assessorato si riserva di verificare le modalità con le quali avvengono le assegnazioni».

Dal punto di vista logico qualcosa non torna: siamo sicuri del risultato (meritavamo dieci, cento, anzi mille bandiere) senza però sapere nulla sui criteri di valutazione. Per dare una mano all'Assessorato, che si riserva di controllare, andiamo sul sito italiano della FEE e studiamoci le carte. Scopriamo innanzitutto che, per sperare di avere una bandiera blu, è necessario presentare una domanda, compilando un questionario e consegnandolo entro il 31 gennaio. È un po' come la lotteria: non ci si può lamentare di non aver vinto se non si è comprato almeno un biglietto.

Non si sa quali e quanti Comuni sardi abbiano fatto domanda, e crediamo che la FEE abbia poco interesse a divulgare i nomi di chi è stato bocciato, se bocciature ci sono state. Leggendo il questionario, si scopre comunque che le informazioni da dare non sono poche, e alcune domande sono piuttosto imbarazzanti. Una delle prime questioni è, ovviamente, la pulizia delle acque (del resto il titolo scelto da Repubblica online non lasciare spazio a dubbi: “Ecco le 96 bandiere del mare pulito”. Su questo settore, sebbene le nostre acque non siano sempre così azzurre e cristalline come ci piace pensare, dovremmo essere messi bene, e comunque non certo peggio di Toscana e Liguria. E allora? Il fatto è - qualcuno lo dica anche all'Assessorato - che per infilzare la bandierina sul sardo suolo ci vuole anche altro. Il Comune che chiede il riconoscimento, per prima cosa, deve aver redatto un documento di politica ambientale, ed avere una certificazione secondo norma ISO 140001. Il sistema fognario deve essere capillare e collegato ad un impianto di depurazione, del quale è necessario fornire tutti i dettagli tecnici, compresa la capacità di sopportare i picchi di utilizzo estivi dovuti al grande afflusso dei turisti.

Passiamo poi ai rifiuti: è necessario che si faccia la raccolta differenziata, e vengono chiesti lumi sullo smaltimento degli oli usati e delle batterie al piombo. Va poi messo sul piatto della bilancia tutto quanto si fa per rendere il territorio più vivibile: isole pedonali, piste ciclabili, aree verdi, limitazioni all'inquinamento acustico, ed altre amenità che non capita poi di vedere così spesso dalle nostre parti. Fanno punteggio, inoltre, il recupero e la valorizzazione architettonica dei centri storici, la catalogazione e la divulgazione con apposita segnaletica di specie vegetali rare od in via di estinzione, le iniziative poste in essere per studiare e contenere i fenomeni erosivi delle coste, l'abbattimento di barriere architettoniche, la presenza di servizi igienici, la frequenza con cui le spiagge vengono pulite, la dotazione di servizi di controllo e salvataggio per la balneazione. In tutta sincerità, alcuni di questi requisiti fanno pensare a un tipo di turismo un po' diverso dal nostro: più da stabilmento balneare che da caletta deserta e selvaggia. Non è certo pensabile mettere i parcheggi a Cala Luna o le fontanelle d'acqua potabile tra le dune di Piscinas. E purtroppo certe zone, proprio per le loro peculiarità, sono e saranno sempre poco accessibili ai portatori di handicap. Punti in meno, quindi.

Non va però taciuto che molti dei requisiti necessari per avere una bandiera blu impongono una cultura ed una responsabilità ambientale che è del tutto sconosciuta in gran parte delle nostre zone che vivono di turismo. La legge di tutela delle coste sarde dalla cementificazione selvaggia, che è stata una delle prime iniziative della Giunta Soru, è stata bersagliata a palle incatenate proprio dai sindaci dei paesi costieri, umiliati e offesi per non poter continuare nello scempio di villette a schiera e costruzioni orrende, fatte solo per spremere qualche euro in più allo sprovveduto turista ferragostano.

Gli unici interventi dei Comuni vicino alle spiagge sono spesso dei parcheggi a pagamento, senza nessun servizio aggiuntivo, neanche quando questo sarebbe possibile senza danneggiare l'ambiente. Abbiamo devastato una spiaggia come il Poetto, il nostro mito estivo è Flavio Briatore e solo pochi di noi si sono indignati davanti ai nuraghi e alle cascate di Villa Certosa, posticci come la chioma del suo prestigioso inquilino. Giusto pochi giorni fa, abbiamo gioito per una sentenza di condanna per reati ambientali soltanto perchè era stata tradotta in sardo prima di essere notificata al sindaco di Cabras, il quale probabilmente ora ci farà sapere che la spiaggia di Is Arutas non ha partecipato alla selezione perchè il questionario era solo in italiano.

Davvero abbiamo le carte in regola per indignarci? Le nostre spiagge sono belle, e non abbiamo bisogno certo di coccarde, scudetti e bandierine per segnalarlo. Se poi continueranno a rimanere belle a lungo, questo dipenderà da molte delle crocette che i nostri sindaci saranno in grado di segnare nei questionari degli anni che verranno. Sempre ammesso che a qualcuno di loro interessi farlo.

Fonte: L'Altra Voce.net

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Commenti (4)Add Comment
Una sconfitta per la nostra terra,una sconfitta per noi sardi
scritto da Homo sardus, 08 maggio 2008, 13:00:48
non tutti hanno capito che salvaguardare le nostre coste significa salvaguardare il nostro futuro
La legge di tutela delle coste sarde dalla cementificazione selvaggia, che stata una delle prime iniziative della Giunta Soru, stata bersagliata a palle incatenate proprio dai sindaci dei paesi costieri, umiliati e offesi per non poter continuare nello scempio di villette a schiera e costruzioni orrende, fatte solo per spremere qualche euro in pi allo sprovveduto turista ferragostano


Investire sul turismo ben altro che dissanguare il turista in cambio di uno spiazzo in cui parcheggiare l'auto.

Anche nel nostro piccolo possiamo far molto.
Capoterra ha molto da offrire,non buttiamo il nostro potenziale,impariamo a sfruttarlo ma soprattutto a tutelarlo!

Gli unici interventi dei Comuni vicino alle spiagge sono spesso dei parcheggi a pagamento
Badiere blù
scritto da Peddò, 08 maggio 2008, 14:47:53
Non è un problema, loro hanno solo le bandiere blù (perchè pagano per averle), mentre noi abbiamo il MARE BLU' E LA SABBIA BIANCHISSIMA questo è il vero biglietto da visita per i turisti.
La politica è in aguato sotto l'ombrellone
scritto da kiko, 08 maggio 2008, 17:06:41
Se per caso domenica vi vien voglia di immergervi nella bellezza delle spiagge di Domus de Maria state bene attenti alla spiaggia che scegliete.Gli sciacalli-parcheggiatori sono gi in agguato!
Il parcheggio si paga,e il ricavato va direttamente nelle tasche di un noto personaggio locale che stranamente "lavora" per il comune locale..
Sardegna rialzati,e magari scansati di dosso tutta la gente che specula sulla tua bellezza!
...
scritto da tony, 09 maggio 2008, 15:49:04
la sardegna non ha bisogno di pagare per avere le bandiere blu! da noi il mare pulito

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