Diventa esecutivo lo sfratto del Comune imposto dalla Corte d’Appello. Le ruspe abbattono parte del muro di recinzione del campo sportivo. La proprietà restituita ai privati e la rabbia delle società di calcio e d’atletica.
Alle 11,37 il
muro va giù. Il braccio
meccanico della ruspa, inizialmente
lento, quasi delicato,
acquista poi velocità,
vigore. E la prima fetta
della grande recinzione
che circonda il campo di
calcio di Santa Rosa crolla
con fragore, trascinandosi
dietro le piante ornamentali
che una volta cresciute
avrebbero dovuto nascondere
quella parete grigia.
L’ufficiale giudiziario
della Corte d’Appello di
Cagliari, Gianluigi
Faa, ieri è
tornato a Capoterra
per presenziare
all’intervento
dell’impresa
esecutrice
(la cagliaritana
“Marini
costruzioni
& Serusi”). E in
città c’erano
anche Antonello
Garau, avvocato
del Comune,
e Giovanni
Battista Campus,
legale dell’imprenditore
belga Marcello
Stoffelen (che
non è voluto
mancare ad assistere
allo
sfratto esecutivo),
proprietario
di quel triangolo di terra
occupato abusivamente
dagli impianti sportivi e
che ora il Tribunale, trent’anni
dopo l’inizio della
diatriba giudiziaria con
l’amministrazione cittadina,
gli ha restituito.
Giù il muro, ma ben altri
interventi dovranno essere
fatti a Santa Rosa. Perché
il Comune, l’ha detto a
chiare lettere la Corte
d’Appello, dovrà rinunciare
a un bel pezzo di terreno,
a una parte della gradinata,
a una delle quattro
torri-faro per illuminare il
campo e a una fetta della
pista d’atletica, la “curva
nord”del magnifico circuito
per la corsa che, una
volta cancellato dalle ruspe,
diventerà completamente
inagibile per le
competizioni. E inutilizzabile
- è la paura di tanti
sportivi - potrebbe anche
diventare il campo erboso
(tra i migliori della Sardegna)
che dopo la sistemazione
della futura recinzione
avrebbe l’angolo del
corner troppo vicino (neppure
un metro) al nuovo
muro.
L’ordine del giudice, insomma,
è «ripristino dei
luoghi». Riportare l’area
com’era prima della costruzione
dell’impianto
sportivo.
Ieri la presenza delle ruspe
a Santa Rosa non è
certo passata inosservata.
E se al campo sportivo non
si è presentato nessuno
degli amministratori comunali
e neppure un dipendente
dell’Ufficio tecnico,
sono però arrivati i vigili
urbani che hanno non
soltanto assistito ai lavori
di abbattimento della muraglia
ma anche alla successiva
sistemazione della
rete di recinzione ma anche
preso i nomi dei dipendenti
e dei responsabili
dell’impresa esecutrice.
La polizia municipale dovrà
infatti verificare che gli
interventi siano stati messi
in atto in regolarmente.
L’arrivo delle ruspe, che
forse anche in Municipio
pensavano
(speravano)
potesse slittare
ancora, non è
certo passato
inosservato.
L’assessore allo
Sport, Francesco
Dessì, è visibilmente
preoccupato:
«Pur
nel rispetto del
diritto privato
credo che quella
di stamattina
sia stata un’offesa
all’intera
comunità,
un’azione ingiustificabile.
Una ferita per
Capoterra e
per le migliaia
di giovani che
utilizzano quest’impianto
che, credo, poteva essere
risparmiata. Il Comune ha
già recuperato i fondi per
acquistare quell’area, abbiamo
cinquecentomila
euro».
Furibondo anche il presidente
del Gs Atletica Capoterra,
Gianfranco Pinna:
«Ci riuniremo con le altre
società per capire quali
passi intraprendere, speravamo
almeno in un intervento
più deciso da parte
dell’assessore allo Sport
visto che la pista è stata
transennata da parecchi
giorni ed è dunque inutilizzabile.
I nostri settanta
tesserati dovranno allenarsi
altrove». Per Mariano
Marras, presidente di
Capoterra 2000, «si tratta
di un fatto gravissimo che
avrà ripercussioni sulle attività
sportive ma anche
sull’immagine di Capoterra.
Chissà se questo avrà
riflessi sui programmi futuri
visto che si sta ipotizzando
di ospitare una
prossima edizione del
“Terra Sarda”». Andrea Piras L'Unione Sarda 09/05/2008
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Ma chiediamoci cosa è più paradossale:
1) Che un uomo rivendichi la sua proprietà su cui attualmente sorge una struttura del COMUNE.
2) Che il comune rivendichi un suolo che non gli appartiene e su cui ha pure investito.
Esempio:mi piace il terreno del mio vicino,ci costruisco una casa contro la volontà di questo e poi mi incavolo pure se la casa me la buttano giù?
Non sono sicuro di voler colpevolizzare il signore in questione.
Ricordiamo che il comune non è nuovo a cause di espropri non risarciti.
Se non sbaglio è finita proprio l'anno scorso la 40ennale causa contro il comune da parte di una donna che rivendicava i terreni su cui oggi sorge il municipio.La cosa si è risolta con il rimborso del valore del terreno.