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mercoledì 14 maggio 2008 |
Non c'è soltanto l'effetto serra dovuto alle emissioni di CO2. Dal cromo al benzene:
tutti i veleni sparsi dai poli industriali che circondano Capoterra. Si va dal monossido di carbonio agli ossidi di zolfo, dal cromo con i suoi composti agli ossidi di azoto, fino al più noto PM10, le piccolissime polveri sottili prodotte dalla combustione e responsabili di patologie dell'apparato respiratorio e cardio-circolatorio. 
Ultimamente l'argomento inquinamento è stato trattato molto spesso dai quotidiani locali, legato soprattutto all'impatto che ha la Saras sull'ambiente circostante.
Qualche giorno fa nell'"unione sarda" è stata pubblicata un' interessante
intervista ad un noto oncologo che trattava dei casi di tumore nella zona circostante all'agglomerato industriale di Sarroch. I dati non sono confortanti e molto probabilmente interessano non solo la zona limitrofa alla saras e a parer mio pure Capoterra risente di tale influenza. Il nostro paese è circondato da fabbriche di vario genere
che rilasciano nell'atmosfera metalli pesanti.
Nel nostro paese sono aumentati i casi di tumore; in molti manifestano allergie e
episodi di asma.
Ma non è solo la Saras a sfornare problemi di salute. Capoterra è circondata da fabbriche che emettono sia nell'atmosfera sia nelle falde acquifere, innumerevoli sostanze classificate come cancerogene. Nel polo industriale di Macchiareddu, ad esempio, le due imponenti fabbriche Fluorsid e Syndial, che producono rispettivamente fluoro e soda caustica, sono estremamente inquinanti. Da non dimenticare l'incendio del deposito rifiuti avvenuto qualche anno fa in prossimità degli stagni di santa Gilla - ritenuta area protetta - che ha rilasciato nell'atmosfera una quantità incommensurabile di diossina, il tutto messo a tacere dall'ufficio stampa della Protezione Civile etichettando l'accaduto come un "incidente" e i fumi non dannosi.... Fatto sta che se non fosse stato per quell' "incidente" nessuno sarebbe venuto a conoscenza di quel deposito di scorie in prossimità di uno stagno di importanza faunistica non indifferente.Tutt'ora quel sito è in fase di bonifica...a spese nostre. Nonostante le ristrette dimensioni, la Fluorsid è una piccola grande industria chimica . Il processo di produzione del fluoro e derivati è molto semplice. Manipolare la calce con l'acido fluoridrico ottenuto trattando lo zolfo liquido per ricavarne fluoro, fluorite etc. Un processo pulito....soprattutto i denti, se pensate che la maggior parte dei dentifrici utilizza questo prodotto. Non dimentichiamo poi il nostro imponente inceneritore del CASIC che, costruito a ridosso dello stagno, brucia ogni giorno tonnellate su tonnellate di rifiuti di ogni genere, riversando i suoi fumi nell'aria e nelle acque circostanti. Certo, sempre meglio che vedere montagne di spazzatura. Non è finito. Proprio di fianco al CASIC sorge anche il depuratore. L'impianto raccoglie le acque nere di Capoterra riversando le acque trattate direttamente sul mare, anche se lo strano colore del canale che costeggia l'oleodotto della Syndial fa supporre che non tutto viene "trattato" e inviato al più grande cesso del mondo: il mare.
Ma quali sono gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute dell'uomo? In linea generale, sono sostanzialmente di due tipi: Per due terzi l'inquinamento dell'aria è responsabile di malattie cardiovascolari (infarti, ictus), mentre per un terzo è causa di malattie respiratorie e tumori, principalmente al polmone. In più vanno considerati gli effetti molto gravi sui bambini, effetti che possono arrivare a comprometterne in certi casi il corretto sviluppo.
In ogni caso, per chi fosse interessato, la rete mette a disposizione diversi documenti sull'inquinamento della nostra zona. Certo, sono dati tecnici, ma con un po di immaginazione tutti saremo in grado di decifrarli. Per farvi un'idea di cosa respiriamo, mangiamo e beviamo consultate i documenti pubblicati dell'EPER in merito al polo industriale di Macchiareddu e Sarroch. Sono dati inquietanti. Vai al sito dell'EPAR Sardegna
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