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Le chiamate più curiose al call center De Vizia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
martedì 10 giugno 2008
Un articolo curioso trovato nella pagina de L'Unione Sarda dedicata alla Città di Quartu SE. Una Città che ha puntato tante risorse sulla differenziata ma che si è trovata a lottare contro gli stessi problemi riscontrati dall'amministrazione di Capoterra. Nonostante la pubblicità martellante durata quasi sei mesi, gli abitanti di Quartu intasano il centralino della società che ha in appalto la raccolta dei rifiuti, De Vizia, con domande curiose quanto assurde. Mi viene da sorridere ma almeno da loro qualcuno risponde al centralino. In attesa delle "chicche" capoterresi ecco l'articolo con le domande più strane dei cugini quartesi.
I quartesi di buona volontà tentano di rispettare la raccolta differenziata, ma soprattutto le persone anziane hanno difficoltà a capirne i meccanismi. Così, alla De Vizia arrivano le richieste più strane
L’Oscar dell’originalità va a un’anziana signora che ha telefonato chiedendo di poter smaltire il sedile di un’automobile: «Ritiriamo solo rifiuti domestici, e questo non lo è», le hanno risposto dal contact center della De Vizia. «Lo dite voi», ha replicato la signora, «io quel sedile lo uso come poltrona quando guardo la tv». Non aveva mentito, come ha potuto verificare una squadra della ditta d’appalto che è andata a casa sua, e alla fine il sedile gliel’hanno portato via.

LE NOMINATION.
Se questa telefonata vince il premio Oscar, non mancano nomination di tutto rispetto: «Ma i sacchi di Uta devo andare a prenderli a Uta o li date anche voi?», ha chiesto una donna che, evidentemente, voleva i sacchi di juta per i residui delle potature. Un anziano si è perfino arrabbiato: «Perché dobbiamo utilizzare i sacchi dello Yutan se siamo quartesi?». È stato poi difficoltoso stabilire di che cosa si dovesse liberare un’altra signora, che chiedeva alla De Vizia lo smaltimento di una «tamborlana ». Alla fine, ma solo alla fine, si è capito che trattavasi di tanica di ferro.
LE CHIAMATE.
Sono trecento le telefonate che ogni giorno arrivano al contact center (al numero 800.784.333) da parte di cittadini volenterosi, ma in evidente difficoltà di fronte alle regole della raccolta differenziata, e una percentuale non trascurabile di queste chiamate è decisamente curiosa. Nel centro di Sa Serrixedda sette operatori cercano di rispondere a tutti, anche se spesso le linee si intasano e molti cittadini si lamentano perché non riescono a mettersi in contatto con la De Vizia. Alle telefonate, si aggiungono poi le richieste fatte personalmente allo sportello.
SEPARAZIONE.
La preoccupazione maggiore tra la gente - impegnata a smaltire i rifiuti tra i contenitori e le buste per umido, secco, vetro, carta e plastica - è quella di dover gettare la carta igienica usata (deve farlo chi ha la fossa settica), i cotton- fioc e gli escrementi dei cani: va tutto nell’umido, ma si tollera che finiscano nel secco. «In questi giorni il flusso di telefonate è altissimo», sostiene il responsabile della De Vizia, Paolo Cossu, «gli operatori cercano di rispondere a tutti, magari parlando anche in sardo con chi si trova più a suo agio se comunica in limba».
INCOMPRENSIONI.
A mettere in croce gli utenti telefonici sono senza dubbio anche le cianfrusaglie metalliche. Così, al centro è arrivata la chiamata di un’altra anziana donna che richiedeva l’urgente ritiro di non meglio precisate «cose così». L’operatore ha iniziato a sudare freddo: «Quali cose così, a quale tipologia si riferisce?». E l’altra, imperturbabile: «Alla tipologia delle cose così». La Storia non chiarirà mai, invece, che cosa volesse smaltire l’uomo che chiedeva il ritiro di «carramazzine», ma chissà: forse era un sinonimo di «tamborlane».
I TIMORI.
Tra le storie che fanno sorridere, emergono però anche le paure. Il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti, che riguarda ormai ben oltre la metà dei quartesi, continua a spaventare. Il timore più diffuso, svelano al contact center, «è quello di vedere le strade sommerse dai rifiuti, cioè che la gente getti i sacchetti per strada, come vedono in tv nei servizi su Napoli. Poi ,la solita preoccupazione che siano rubati o danneggiati i bidoni. «Niente panico», assicura Cossu, «basta sporgere denuncia al Comando della Polizia municipale e poi presentarne una copia al nostro centro, per avere a disposizione i nuovi bidoni».

Fonte: GIORGIA DAGA L'Unione Sarda 10/06/08

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Commenti (4)Add Comment
...
scritto da milli, 11 giugno 2008, 12:37:15
chissà se qualcuno ci racconterà le "chicche" capoterresi!
Questo è l'articolo più esilarante mai pubblicato dall unione
forza quartu
scritto da guido, 11 giugno 2008, 14:42:24
Chi non conosce le carramazzine?Sono tutti gli oggetti che rientrano nella categoria(creata dalla anziana donna sopracitata) delle "cose cos"..cianfrusaglie..
E la tamborlana?
Ma dai ,noi la chiamiamo trambullana..
Secondo me gli operatori stanno facendo troppo gli altolocati che non conoscono lo slang popolare..
Posso capire che ci si aspetti un minimo di cultura dai giovani ma se a chiamare un ultra novantenne che poco conosce la differenza tra lo yutan e la juta!
Pazienza ragazzi della callcenter..abbiate molta pazienza!
e continuate a farci conoscere le strane disavventure telefoniche.
...
scritto da guido, 11 giugno 2008, 14:43:34
Ps:Il cotton fiock va sul serio nell'umido?
e la gomma da masticcare?
...
scritto da tony, 11 giugno 2008, 17:18:56
incredibili le domande! smilies/grin.gif

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