Logo

set Ottobre 2008 nov
LuMaMeGiVeSaDo
   1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
2728293031 

Ultime risposte in NiceTalk

Ha poco da screditare: ...
12 10 2008 - 11:38 Administrator
Forse Soru si salva gra...
12 10 2008 - 11:12 Delerio
mascalzone latino = Sor...
12 10 2008 - 03:46 Diablo Interinale
Per Diablo: le aree cas...
11 10 2008 - 19:44 Delerio
Non entro nel merito de...
11 10 2008 - 15:42 Lavoratore
PER QWUANTO RIGUARDA IL...
11 10 2008 - 14:14 Diablo
iNFATTI LE CASERME LE H...
11 10 2008 - 14:11 Diablo
Jack lo sai che ho pens...
11 10 2008 - 10:18 Milly
Amministratore secondo ...
10 10 2008 - 16:44 Jack
Tutti i commenti firmat...
09 10 2008 - 21:12 Administrator

Ultimi post in NiceTalk

Identità Rubate
09 10 2008 Milly
Per Ratzinger I Soldi Non Contano Niente
09 10 2008 Cristiano
Assunzioni Al Comune "BANDO"
07 10 2008 disoccupato doc
Che Figura
06 10 2008 Jack
Mafia
05 10 2008 skazzu..
San Francesco..che Caos
04 10 2008 Milly
Operazione Fiato Sul Collo
03 10 2008 Il Grillo Parlante
La Dittatura
02 10 2008 Sirio
Pili A Capoterra
02 10 2008 Kero
Capoterraribelle
27 09 2008 cittadino

Sponsor

Login Utente






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Statistiche

Utenti: 62
Notizie: 794
Collegamenti web: 104

Syndication

Casic & Co. Quando il consorzio diventa azienda familiare PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 1
ScarsoOttimo 
Scritto da Administrator   
giovedì 10 luglio 2008
quest Consorzi industriali come alberi della cuccagna
Il Consiglio dei fannulloni riapre i battenti solo per far mancare inizialmente il numero legale (che fatica, andare in aula dopo quattro mesi di pausa…), discutere alcune mozioni e poi fermarsi prima di affrontare il nodo che intriga centrosinistra e centrodestra: la riforma dei Consorzi industriali. Per una metà abbondante degli onorevoli, di tutti i partiti tutti coinvolti nel grande business intoccabile, la riforma non si dovrebbe fare né ora né mai. Molto probabile che si provi ancora a rinviarla, benché sia stata approvata nei mesi scorsi una clausola che consente alla Giunta di commissariarli se non si arriverà al voto. Ma con questo clima prelettorale, le tensioni e le resistenze aumenteranno.

Si può sempre trovare in aula un escamotage per vanificare la ghigliottina e cercare di tenere in scacco Soru, che cerca di riformare da tre anni il carrozzone. Ecco, questi sono i tempi di un Consiglio dove si grida e si chiacchiera tanto per oscurare l'inerzia premeditata e il muro di gomma contro qualsiasi cambiamento. E che, curiosamente, è disinformato di fatti abbastanza clamorosi. Dopo il caso Morioni, una modesta consulenza da 30 mila euro che la Federazione nazionale dei consorzi, con un peso preponderante di quelli sardi (16 su 67), presieduta da Sandro Usai, ha conferito a Sua Grazia(no) Milia, prima consigliere e ora presidente del Casic, oltreché della Provincia di Cagliari. Vamonos: ce n'è per tutti, da tutte le parti.
Capito perché siamo all'“ora e sempre resistenza” contro la riforma che dovrebbe essere alle porte e si cerca di far slittare alla prossima legislatura? Intanto in Consiglio si smaterializzano emendamenti presentati non si sa da chi e con quali obbiettivi: compariranno come per magia in aula, durante la discussione, e chissà quali sorprese ci riserveranno, nell'indecenza di un sabotaggio senza tregua. Intanto non sono ancora superati i contrasti nel Pd, dove si annidano alcuni dei difensori irriducibili dei Consorzi, specie nella Margherita ma anche nei Ds. In primis l'ex vicepresidente ora capogruppo Antonio Biancu, Silvio Cherchi e parecchi altri. Robustamente spalleggiati dall'Udc e dal Pdl (oltreché dal socialista d'assalto Balia), coinvolti fino al collo - anche con loro esponenti di primo piano in Consiglio - nel grande carrozzone.

Enti dove si annida il potere più potere: soldi, assunzioni, uso clientelar-elettorale, piccoli e grandi boiardi che incassano prebende incredibili e garantiscono voti ai politici di riferimento. A partire dal Casic, pietra angolare e simbolo di un sistema indecente che si è autoalimentato per via politica mentre le industrie sparivano e quelle esistenti o nuove si rifiutano giustamente di aderirvi. Figurarsi ora che si approssimano le elezioni e dunque servono battaglioni e munizioni per sostenere la corsa alla poltrona di uscenti e new entries. Un blocco di potere impenetrabile, una cuccagna coperta dal silenzio e da un riserbo sempre osservato, che a stento lascia filtrare qualche brandello di porcate piccole e grandi: come abbiamo documentato nell'inchiesta in molte puntate e con una imponente messe di nomi, numeri, organigrammi, operazione da grande slam. Come l'acquisto dell'aeroporto di Arbatax (proprietario Giorgio Mazzella) da parte del Consorzio di Tortolì (al fallimento) presieduto da uno spregiudicato esponente di Forza Italia in un periodo, salvo errore, nel quale il settore avrebbe dovuto essere controllato dall'allora assessore all'industria Giorgio La Spisa.

L'ultima vicenda vagamente surreale è stata l'assunzione come biologo al Tecnocasic di Cesare Moriconi, in precedenza componente l'assemblea del Casic: come se un consigliere comunale venisse ingaggiato dal Comune di appartenenza. Moriconi, responsabile provvisorio del Pd di Cagliari, è stato assunto dal presidente in aeternum Sandro Usai poco prima di lasciare l'incarico per superati limiti d'età: altrimenti sarebbe ancora lì. In questo modo ha evitato di creare un imbarazzo al successore, appunto Milia. Perché Moriconi, per una vita braccio destro del margherito Paolo Fadda, è assessore nonché vicepresidente della Provincia guidata da Milia, che si trova ad avere il suo vice come dipendente nel Casic-Tecnocasic. Nessuna reazione, non un commento neanche del centrodestra (l'unico a protestare duramente Adriano Salis, dipietrista) a una vicenda con cui si era creduto si fosse toccato il fondo. Ma il fondo semplicemente non esiste. Come prova l'ultima indiscrezione trapelata a stento ma assolutamente comprovata. Nel 2007, Graziano Milia - dal 2005 capo della Provincia ed entrato trionfalmente nel cda del Casic, giusto per confermare la fiducia a Usai - è stato gratificato di una consulenza di 30 mila euro dalla Federazione nazionale dei consorzi.

Il socio di maggioranza di questa Federazione sono appunto i 16 consorzi sardi su 67: anche per le quote del bilancio. Una rappresentanza talmente importante da aver espresso il presidente nazionale nella persona di Sandro Usai. Incarico di cui molti sapevano e tutti tacevano: l'avevamo scoperto casualmente nella nostra inchiesta. Poteva Usai non proporre e utilizzare una professionalità straordinaria come quella di Milia anche a livello nazionale? Ecco dunque la consulenza, con una motivazione travolgente: mantenere i rapporti tra i Consorzi industriali (inesistenti o irrilevanti in tutte le aree produttive del Paese) e le Province: altra istituzione talmente irrinunciabile che Berlusconi ne aveva annunciato lo scioglimento. Qui non si tratta solo di una somma non esorbitante ma dell'inconsistenza della motivazione. Soprattutto, dell'intreccio inestricabile che dal carrozzone sardo si estende a quello nazionale e coinvolge Province (e molti Comuni) in un giro chissà quanto ampio di scambi a ogni livello: ovviamente secretati dall'omertosità dilagante.

Davvero si può credere che gli altri componenti del cda Casic, incluso il fustigatore Ignazio Artizzu, fossero all'oscuro di tutto? Niente si può escludere ma l'incredulità è comunque doverosa. Meglio comunque che Milia non sia stata scelto come competitore di Soru, quale si era proposto. Tra Provincia, Casic, incarichi di rappresentanza connessi e consulenze varie, sarebbe stato un carico di lavoro davvero sovrumano. Certamente in Consiglio gli amici e sodali di tutti i partiti avranno una ragione in più di solidarietà per affossare la riforma. Vogliamo lasciare a piedi e in brache di tela tanti amici?

Fonte: Giorgio Melis L'Altra Voce.net

Trackback(0)
Commenti (6)Add Comment
Ve lo ricordate questo articolo?
scritto da ......, 10 luglio 2008, 13:52:36
Parentopoli: tra concorsi ed elezioni potere ad un solo partito

È la costa d'oro della Margherita: da Capoterra sino a Domusdemaria tutti i posti che contano davvero finiscono allo stesso partito. A cominciare dai sindaci: Giorgio Marongiu a Capoterra, Matteo Muntoni a Villa San Pietro, Walter Cabasino a Pula, Pierluigi Cabras a Domusdemaria sono tutti ?fedeli? al senatore Paolo Fadda, che da queste parti detta legge. Ma c'è anche il clan di Eliseo Secci che non sta a guardare, e ha portato l'ex vicesindaco di Pula Carla Medau all'assessorato al Bilancio in Provincia. In cambio di una ?tregua ?, mai confermata dai diretti protagonisti, tra i due circoli della Margherita: Cabasino, che è anche consigliere provinciale, a Pula sta col centrodestra e a Palazzo Viceregio col centrosinistra. Senza calpestare l'assessore Medau, che è invece nemica tra i banchi dell'opposizione a Pula. E anche l'assessore Gianni Pia, braccio destro del sindaco, è del gruppo vicino a Fadda. Intanto è nei concorsi comunali che si registrano altre coincidenze: a Villa San Pietro la prima classificata per l'assunzione di due vigili urbani è la fidanzata di un nipote di Fadda, Barbara Massa. «Ma non si può certo parlare di Parentopoli- scherza il senatore Fadda- perché a Villa san Pietro sono quasi tutti parenti: non sapevo neppure di questo concorso e non ho mai conosciuto questa ragazza, che è la ragazza del figlio di un mio cugino.

La verità è un'altra: nella costa sud occidentale la Margherita vince perché ha saputo esprimere dei candidati che sono stati accettati dalla popòlazione, creando coesinione e unità nei programmi per governare». In graduatoria a Villa san Pietro erano ben piazzati anche due parenti stretti del sindaco Muntoni: la sorella Martina Muntoni e la cugina Romina Dessì. Più ò meno la storia esatta di Capoterra, dove per il cantiere Lauletta sono finite in cima alla lista due nipoti del vicesindaco Francesco Dessì, che però è della Rosa nel Pugno. Ma anche la sorella e altri parenti del consigliere della Margherita Gianluigi Marras.

Il sindaco Giorgio Marongiu può vantare invece, oltre al fratello Antonello al Tecnocasic, anche la figlia Claudia che è stata assunta al Comune di Domusdemaria. Ultimo lembo della costa degli affari d'oro della Margherita. Poi c'è un'altra storia curiosa: Pinuccio Baire, candidato nella Margherita alle ultime elezioni comunali, è stato prontamente assunto al Casic. Soltanto coincidenze, ma in un unico grande puzzle. Vincente. Paolo Fadda spiega la ricetta del successo: «Faccio un esempio: Walter Cabasino è un candidato che avrebbe vinto con qualunque partito. I Ds tentarono di ?bruciarlo? promettendogli una candidatura che non arrivò.

La Margherita si spaccò tra lui e Carla Medau, ma Cabasino fece l'opposizione ai Ds che governarono. Io comunque lascio agli amministratori locali totale libertà politica: anche a Villa san Pietro, dove si consumò un'altra rottura con i Ds che forse pensavano di vincere senza la Margherita. Che in questa costa vince perché rispetta anche i programmi nazionali del centrosinistra». E già si pensa alle prossime elezioni regionali: in corsa per la Margherita potrebbe esserci il sindaco di Capoterra Marongiu.

FONTE: Jacopo Norfo(Giornale di Sardegna del 2/01/2007)

...
scritto da bob, 10 luglio 2008, 19:49:14
Mammamia questo articolo di giornale e uno scandalo! Fratelli e Figlie di Sindaci,sorelle di consiglieri comunali assunti negli enti.... siamo veramente messi bene!
E vai partecipa ad un concorso per un posto di lavoro?!?!
...
scritto da miu miu, 11 luglio 2008, 09:13:40
e dire che questi tirannosauri hanno ancora la faccia tosta di farsi vedere in giro per capoterra
i più bravi
scritto da convinta, 11 luglio 2008, 13:37:05
Io sono convinta del fatto che i parenti dei politici siano più bravi di tutti solo per questo riescono a superare i concorsi o i colloqui di lavoro, loro sanno studiare meglio, sono più preparati; noi accettiamo questo dato di fatto, nessuno fa obiezione e se ci chiedono il voto diciamo a tutti si per paura di essere schedati intanto però facciamo la fame e se vogliamo lavorare siamo costretti il più delle volte a spostarci nella penisola o all'estero poi molto serenamente li votiamo! Siamo proprio deficienti!
...
scritto da boss, 11 luglio 2008, 14:36:25
son tutti li che accozzano per far passare i concorsi o far dare incarichi ai parenti quando ci sono dei progetti finanziati dalla regione vedi la famosa sardegna fatti bella e il progetto lauletta. Se aspettiamo che qualcuno ci bussi alla porta per un posto di lavoro ci sbagliamo di grosso qualla bussata di porta e solo per chiederci il vosto, salire al potere e farsi i propri comodi.
CASIC
scritto da sancio, 12 luglio 2008, 05:30:34
L'articolo di jacopo Norfo, pubblicato nel "Giornale di Sardegna" del 2/01/07 è servito per spiegarmi un dilemma. Notavo, che ogni qual volta avveniva un lutto all'interno di una famniglia di politici nostrani, regolarmente apparivano nei giornali locali,le condoglianze a nome del CASIC. Non riuscivo a comprendere cosa legasse il politico all'immondezza del CASIC. Cosa avessero in comune; una busta d'immondezza e un politico che ogni giorno si batte con tutte le sue forze per i Diritti dei più deboli, contro le ingiustizie, contro la discriminazione di genere, contro il clientelismo nelle assunzioni........
Grazie a Norfo, oggi ho capito quale è il legame tra politica e immondezza: il parente assunto nel consorzio.

Scrivi commento

busy
 
< Prec.   Pros. >