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Un articolo curioso trovato nella pagina de L'Unione Sarda dedicata alla Città di Quartu SE. Una Città che ha puntato tante risorse sulla differenziata ma che si è trovata a lottare contro gli stessi problemi riscontrati dall'amministrazione di Capoterra. Nonostante la pubblicità martellante durata quasi sei mesi, gli abitanti di Quartu intasano il centralino della società che ha in appalto la raccolta dei rifiuti, De Vizia, con domande curiose quanto assurde. Mi viene da sorridere ma almeno da loro qualcuno risponde al centralino. In attesa delle "chicche" capoterresi ecco l'articolo con le domande più strane dei cugini quartesi.
I quartesi di buona volontà tentano di rispettare
la raccolta differenziata, ma soprattutto
le persone anziane hanno difficoltà
a capirne i meccanismi. Così, alla
De Vizia arrivano le richieste più strane
L’Oscar dell’originalità va
a un’anziana signora che
ha telefonato chiedendo
di poter smaltire il sedile
di un’automobile: «Ritiriamo
solo rifiuti domestici,
e questo non lo è», le
hanno risposto dal contact
center della De Vizia.
«Lo dite voi», ha replicato
la signora, «io quel sedile
lo uso come poltrona
quando guardo la tv».
Non aveva mentito, come
ha potuto verificare una
squadra della ditta d’appalto
che è andata a casa
sua, e alla fine il sedile
gliel’hanno portato via.
LE NOMINATION. Se questa
telefonata vince il premio
Oscar, non mancano
nomination di tutto rispetto:
«Ma i sacchi di Uta devo
andare a prenderli a
Uta o li date
anche voi?»,
ha chiesto una
donna che, evidentemente,
voleva i sacchi
di juta per i residui
delle potature.
Un anziano
si è perfino
arrabbiato:
«Perché dobbiamo
utilizzare
i sacchi dello
Yutan se siamo
quartesi?».
È stato poi difficoltoso
stabilire di che
cosa si dovesse liberare
un’altra signora, che
chiedeva alla De Vizia lo
smaltimento di una «tamborlana
». Alla fine, ma
solo alla fine, si è capito
che trattavasi di tanica di
ferro. LE CHIAMATE. Sono trecento
le telefonate che
ogni giorno arrivano al
contact center (al numero
800.784.333) da parte
di cittadini volenterosi,
ma in evidente difficoltà
di fronte alle regole della
raccolta differenziata, e
una percentuale non trascurabile
di queste chiamate
è decisamente curiosa.
Nel centro di Sa
Serrixedda sette operatori
cercano di rispondere
a tutti, anche se spesso le
linee si intasano e molti
cittadini si lamentano
perché non riescono a
mettersi in contatto con la
De Vizia. Alle telefonate,
si aggiungono poi le richieste
fatte personalmente
allo sportello. SEPARAZIONE. La preoccupazione
maggiore tra
la gente - impegnata a
smaltire i rifiuti tra i contenitori
e le buste per
umido, secco, vetro, carta
e plastica - è quella di dover
gettare la carta igienica
usata (deve farlo chi
ha la fossa settica), i cotton-
fioc e gli escrementi
dei cani: va tutto nell’umido,
ma si tollera che finiscano
nel secco. «In questi
giorni il flusso di telefonate
è altissimo», sostiene
il responsabile della
De Vizia, Paolo Cossu,
«gli operatori cercano di
rispondere a tutti, magari
parlando anche in sardo
con chi si trova più a
suo agio se comunica in
limba». INCOMPRENSIONI. A mettere
in croce gli utenti telefonici
sono senza dubbio
anche le cianfrusaglie
metalliche. Così,
al centro è
arrivata la
chiamata di
un’altra anziana
donna che
richiedeva
l’urgente ritiro
di non meglio
precisate «cose
così». L’operatore
ha iniziato
a sudare
freddo: «Quali
cose così, a
quale tipologia
si riferisce?».
E l’altra, imperturbabile:
«Alla tipologia delle cose
così». La Storia non chiarirà
mai, invece, che cosa
volesse smaltire l’uomo
che chiedeva il ritiro di
«carramazzine», ma chissà:
forse era un sinonimo
di «tamborlane». I TIMORI. Tra le storie
che fanno sorridere,
emergono però anche le
paure. Il nuovo servizio di
raccolta dei rifiuti, che riguarda
ormai ben oltre la
metà dei quartesi, continua
a spaventare. Il timore
più diffuso, svelano al
contact center, «è quello
di vedere le strade sommerse
dai rifiuti, cioè che
la gente getti i sacchetti
per strada, come vedono
in tv nei servizi su Napoli.
Poi ,la solita preoccupazione
che siano rubati
o danneggiati i bidoni.
«Niente panico», assicura
Cossu, «basta sporgere
denuncia al Comando
della Polizia municipale e
poi presentarne una copia
al nostro centro, per
avere a disposizione i
nuovi bidoni».
Fonte: GIORGIA DAGA L'Unione Sarda 10/06/08
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Questo è l'articolo più esilarante mai pubblicato dall unione