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MONDO LINUX, ARRIVA UBUNTU 8.04 PDF Stampa E-mail
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giovedì 27 marzo 2008

MONDO LINUX, ARRIVA UBUNTU 8.04

L'attesa release 8.04 della distribuzione Linux Ubuntu è entrata in beta ed è stata rilasciata perché gli utenti possano provarla e partecipare ai lavori di sviluppo segnalando i bug incontrati.

Il rilascio definitivo di Hardy Heron (nome in codice di Ubuntu 8.04) è fissato per il 24 aprile: manca dunque ancora circa un mese perché la distribuzione possa essere utilizzata su macchine di produzione.

Chi ha già provato la beta appena resa pubblica, infatti, ha notato la presenza di alcuni bug (cosa normale in un prodotto non ancora dichiarato completo) pur apprezzandone le novità, da Gnome 2.22 alla scelta di usare Firefox 3 (altro software ancora in beta ma che presto dovrebbe raggiungere la versione finale) come browser predefinito, dal nuovo server sonoro Pulse Audio alla possibilità di installare Ubuntu come se fosse una applicazione di Windows tramite Wubi.

Il lavoro svolto su Hardy Heron ha tra i suoi scopi principali il miglioramento dell'interazione con l'utente e far sì che Linux possa rappresentare una alternativa possibile a Windows anche quanto a semplicità di installazione e utilizzo.

 
GOOGLE RISCHIA DI PERDERE GMAIL PDF Stampa E-mail
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venerdì 21 marzo 2008

GOOGLE RISCHIA DI PERDERE GMAIL

Gmail, il servizio di posta elettronica offerto da Google, non si chiama Gmail dappertutto. In Germania, per esempio, (ma anche nel Regno Unito e in Svizzera, per altri motivi) si chiama GoogleMail.

Questo accade perché G-mail, con il trattino, è un marchio registrato nel 2000 da un certo Daniel Giersch: in questo caso, naturalmente, la G sta per Giersch.

Google si era appellata all'Unione Europea per sciogliere la questione, sostenendo che l'iniziativa di Giersch creava confusione negli utenti. Bruxelles, però, aveva dato ragione all'imprenditore tedesco, per cui la posta di Google, per i tedeschi, ha continuato a chiamarsi GoogleMail.

Ora l'Unione Europea ha decretato che il marchio Gmail, quello di Google, non può essere protetto dalle leggi europee sui marchi, in quanto troppo simile all'altro. E adesso Google dunque rischia di perdere il diritto d'uso del nome Gmail in tutta Europa.

Ancora non si sa quali saranno le prossime mosse dell'azienda di Mountain View: potrebbe fare riscorso, oppure rassegnarsi e cambiare il nome in GoogleMail per tutti gli europei. Gli utenti attuali, però, possono stare tranquilli: gli account già attivi resteranno tali; in caso di cambio di dominio, solo i nuovi utenti avranno indirizzi @googlemail.com.

Volendo poi scavare ancora un po', si nota che problemi analoghi potrebbero sorgere anche in Italia: visitando il sito gmail.it non si viene rimandati ai server di Google, ma a un servizio di webmail italiano.

 

 
UN ACCESS POINT A 100 KM DI DISTANZA? SI PUO’ PDF Stampa E-mail
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venerdì 21 marzo 2008

UN ACCESS POINT A 100 KM DI DISTANZA? SI PUO’

Mentre in Italia le vittime del digital divide sperano nel WiMax, Intel è riuscita a realizzare una connessione Wi-Fi a quasi 100 Km di distanza, riuscendo a comunicare alla rispettabile velocità di 6 Mbit al secondo.

La tecnologia che ha permesso ciò si chiama Rural Connectivity Platform, ed è proprio pensata per portare Internet là dove non arrivano i cavi perché la posa sarebbe troppo dispendiosa. Per l'utilizzo, i dispositivi - che costano circa 500 dollari l'uno - vanno usati in coppia: il progetto di Intel è posizionarne uno ai limiti di un'area cittadina, e l'altro nella zona da raggiungere.

Secondo Jeff Galinovsky, di Intel, non c'è nulla di particolarmente innovativo nell'hardware di Rcp: l'apparato è composto sostanzialmente da un router e da un'antenna direzionale; è il software a essere particolare.

Con il Wi-Fi tradizionale, quando un dato è ricevuto viene inviato al trasmettitore il segnale di acknowledgment, che indica la correttezza della trasmissione; se questo segnale non viene ricevuto entro un certo tempo, il dato viene considerato perduto e viene ritrasmesso.

Con Rcp, invece, "non consumiamo tutta la banda aspettando il segnale di ricevuto", dice Galinovsky: anziché usare il metodo tradizionale, vengono definite delle finestre temporali nelle quali i due dispositivi ricevono e trasmettono; non ci sono dati di conferma della trasmissione.

La massima distanza raggiungibile si aggira intorno alle 60 miglia: oltre, la curvatura terrestre crea problemi alle trasmissioni. Nella pratica, la distanza ottimale tra due dispositivi sarà sulle trenta miglia (quasi 50 Km).

Il tutto consuma pochissima corrente e può dunque anche essere alimentato a energia solare. Degli test sono già in corso in India, Panam, Vietnam e Sud Africa.

In un blog dei ricercatori Intel è presente anche un video, che vi proponiamo qui sotto, che spiega il funzionamento e l'utilità della tecnologia Rcp.

 
IL TROJAN CHE FA MAN BASSA SU EBAY PDF Stampa E-mail
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venerdì 21 marzo 2008

IL TROJAN CHE FA MAN BASSA SU EBAY

EbayRob.B e WinFake.A. sono le nuove minacce di questa settimana segnalate da Panda Security.

Il trojan EbayRob.B è progettato per il furto di dati inseriti in form di siti come eBay, che vengono poi inviti via email agli autori del malware. Inoltre, il codice modificherà il Registro di Windows per catalogarsi come un servizio ed eseguirsi così automaticamente ogni volta che il sistema viene avviato.

Il trojan inoltre modifica i file host per reindirizzare l'accesso a una serie di siti Internet sul PC colpito, per essere in grado di monitorare le visite. Quando viene eseguito dall'utente, EbayRob.B mostra numerose immagini di automobili.

Winfake.A è un worm che attacca tutti i drive disponibili. Blocca il funzionamento di alcune utility, funzioni (come regedit) o la console di Windows ed il normale utilizzo della clipboard.

Il codice appare sotto le sembianze di un'icona di Microsoft Word chiamata Love. Una volta eseguito, creerà varie copie di se stesso sul sistema, denominate con titoli di canzoni per cercare di invitare l'utente ad aprirle.

 
SOTRATTI 4 MILIONI DI NUMERI DI CARTE DI CREDITO PDF Stampa E-mail
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venerdì 21 marzo 2008

SOTRATTI 4 MILIONI DI NUMERI DI CARTE DI CREDITO

I numeri delle carte di credito di più di 4 milioni di cittadini americani (o che hanno acquistato negli Usa) sono stati sottratti tramite una falla nella sicurezza nel sistema informatico di una catena di supermercati.

Dal 7 dicembre fino al 10 di marzo, ogni volta che un cliente della catena Hannaford usava la propria carta per pagare il numero e la data di scadenza venivano sottratti: o dettagli su come ciò avvenisse, tuttavia, non sono stati rivelati.

Secondo il Boston Globe, i dati così raccolti (tra i quali per fortuna non c'erano anche nomi e indirizzi) sono riconducibili a 1.800 casi di frode avvenuti nella zona del New England.

Il direttore della catena si è scusato con i clienti pubblicando una lettera sul sito, deplorando l'intrusione nei sistemi ma assicurando che questi sono "i più robusti nell'industria". Figuriamoci se fossero stati i più deboli.

 
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