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Il Mago Giorgino, una poesia di Silvio Matta dedicata ai Bambini PDF Stampa E-mail
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Notizie - Le vostre lettere
Scritto da Amministratore   
Lunedì 09 Novembre 2009 21:55

Tanti anni fa Silvio Matta scrisse questa poesia (ambientata a Capoterra, e che dà un'idea della vita comune che vi si svolgeva) quasi "per scherzo” partecipando ad un concorso nazionale per una antologia di fiabe. A distanza di tanti anni questa poesia ha vinto il primo premio del concorso "C'ERA UNA VOLTA" Antologia di fiabe bandito da Estro-Verso Autori-Artisti-Editori, la cui premiazione si terrà a Roma il 6 Dicembre presso il Teatro LO SPAZIO. Una fiaba ambientata ai giorni nostri che dovrebbe insegnare ai bambini, e soprattutto agli adulti, il valore della propria terra e il rispetto per la natura. Ovviamente ogni riferimento a cose, persone e animali è puramente casuale.

Il Mago Giorgino

C’era una volta in un paese vicino, un principe. Si chiamava Peppino ed abitava in un brutto e vecchio castello, non era ricco e quindi doveva lavorare. Aveva una vecchia carretta che chiamava Ape e con questa passava casa per casa a raccogliere i sacchetti di spazzatura.

Quando il cassone dell’ape, vecchia come lui, era pieno andava in un posto nascosto e metteva sottoterra tutti i sacchetti. Ben presto ce ne furono troppi e comincio’ a bruciarli. Dal fuoco saliva un fumo nero che arrivava al cielo, faceva tossire le persone, soprattutto i bambini, gli uccellini non cinguettavano piu’ tossivano anche loro e non volavano piu’ perché avevano le ali sporche di fuliggine, nei campi non cresceva piu’ l’erba e neppure i fiori, e poi…. l’odore …c’era sempre un brutto odore.

Nel cielo non si vedeva piu’ il sole né le stelle.

Ogni giorno quel fumo e quell’odore diventavano piu’ forti e cosi’ gli uccellini e gli altri animali che vivevano in quei posti dove non cresceva piu’ l’ erba, i coniglietti, le pecorelle, le lumachine, le formichine e tanti altri andarono al castello dei maghi che si chiamava Municipio, per raccontare loro che non potevano piu’ vivere e chiesero loro di aiutarli.

Solo i maialetti non andarono dai maghi perché, come sapete, quelli di loro che non hanno una casa, mangiano proprio la spazzatura e quindi erano amici del principe Peppino.

Il Capo maghi, Giorgino, decise di aiutare le persone, i bambini e gli animaletti, e incarico’ il mago Chicchino di fare una magia.

Il mago Chicchino con la sua bacchetta magica fece apparire moltissime scatole di diversi colori, che regalo’ a ciascuna famiglia, una verde, una marrone, una celeste.

Insegno’ le persone a mettere i rifiuti umidi nella scatola marrone, il secco in quella verde, il vetro nella blu, nelle buste la carta, e la plastica.

Mando’ poi in tutte le case, altri maghetti…Tonino, Tore, Franco e tanti altri a svuotare le scatole quando erano piene.

I maghetti poi, portarono l’umido nei campi dove prima Peppino bruciava la spazzatura e li’ pian piano ricomincio’ a crescere l’erbetta, perché l’umido concimava la terra. Le lumachine ricominciarono a passeggiare, i coniglietti a costruire le tane e le pecorelle a brucare quell’erbetta, gli uccellini a cantare e volare leggeri, le formichine a trovare il mangiare per l’inverno.

Con la plastica, non piu’ bruciata, i maghetti cominciarono a costruire giocattoli che regalarono ai bambini piu’ poveri, vendettero il vetro e costruirono un parco giochi, e con la carta fecero dei libri di favole che regalarono alla fatina Giusy la libraia per darli oggi voi. ( in cambio di una monetina perché la sua carrozza fatata è vecchia, non la revisionano piu’ e deve cambiarla).

Erano tutte belle favole, e in quelle favole il cielo divento’ di nuovo celeste e si vedeva il sole e le stelle, nell’aria si sentiva di nuovo il profumo dei fiori, i bambini poterono di nuovo uscire a giocare e correre nei prati.

Voi vorrete sapere che fine fece Peppino, Beh! Peppino ando’ in pensione, assieme ai maialetti suoi amici e a qualche altro maialone che continuava a buttare i sacchetti per strada, l’Ape di Peppino invece adesso la usano i maghetti di Giorgino per divertirsi (facendo le impennate) quando passano davanti alle case di voi bambini

 

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Commenti (4)Add Comment
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scritto da Mago Giorgino, 10 - 11 - 2009, 09: 13 47
... ma non è che ti sei confuso tra poesia e fiaba!?!
Comunque è molto bella, complimenti a Silvio.
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scritto da Milly, 10 - 11 - 2009, 10: 14 07
Felicissima che Silvio abbia conseguito un altro meritato riconoscimento.

Molti maialini scorrazzano ancora nella terra dei Maghetti, forti del fatto di passare inosservati.
Le lumachine a stento riprendono a passeggiare perchè in molte zone i rifiuti creano colline, e gli uccellini tossiscono proprio come gli abitanti della zona.

La puzza ci saluta all'alba e ci da la buona notte sul crepuscolo.
La differenziata è un grosso passo avanti, ma per divenire un paese "pulito" bisogna proseguire il cammino.:
Occorre la raccolta degli oli esausti; e far cambiare mentalità a molti maialini è un arduo compito che spetta al capo dei Maghi e anche a noi stessi cittadini.

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scritto da Pablo Neruda, 10 - 11 - 2009, 18: 09 19
Sembra fatta apposta per alcuni personaggi di Capoterra Giorgetti, Peppini, Immondizia ecc..! ahahahha! Complimenti a Silvio Matta smilies/grin.gifsmilies/grin.gifsmilies/grin.gifsmilies/grin.gifsmilies/grin.gifsmilies/grin.gif
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scritto da gennaro lupo mannaro, 13 - 11 - 2009, 15: 53 39
Dai che pero' gli Assessori che si sono appropriati dell'Ape del Mago Peppino e fanno le impennate é un'idea brillante e divertente no?

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