| Assemblea consiliare del 09.04.2010 intervento del consigliere Franco Bayre sul Bilancio di Previsione 2010 |
|
|
|
| Notizie - Gli articoli degli utenti | |||
| Scritto da Utente | |||
| Domenica 11 Aprile 2010 07:48 | |||
|
Colleghi Consiglieri, che dire di questo Bilancio di Previsione 2010? Già da una sommaria analisi si ha netta sensazione di trovarsi di fronte ad una sorta di elettroencefalogramma piatto dove qualsiasi ipotesi di vitalità, un seppur minimo sussulto di azione amministrativa o di programmazione risulta totalmente assente. Anzi, in esso é certificata una superficialità d’analisi, un pressapochismo che, inevitabilmente, produrrà nel breve e, Dio non voglia, forse anche nel lungo termine una ipotrofia sociale, ambientale, economica. Da una lettura sinottica dei documenti, si evidenzia un tragicomico “copia e incolla” tra questo bilancio e quelli delle annualità precedenti. Strano ma vero: non vi é stata neppure la “furbizia” di spostare una virgola, magari un punto e virgola, al massimo, pro abundantiam e per dirla alla Totò, un due punti, per tentare di contrabbandarvi un quid di novità.
Pertanto, considerato che, tra le linee programmatiche attuali, figura, quasi per intero, quanto già si aveva intenzione di realizzare nei bilanci precedenti, giocoforza se ne deve dedurre che, detto bilancio, sia stato liquidato, per onor di scadenza di termini, “alla carlona” (é questo di certo non può essere titolo di vanto amministrativo) oppure, (e peggio ancora) di quello che era stato programmato nei precedenti bilanci, nulla abbia avuto l’onore di una concretezza. Da ciò la necessità di una sua integrale riproposizione. Per non dilungarci a dismisura nell’analisi, intendiamo richiamare la Vs. cortese attenzione solo su alcuni dei tanti punti che meriterebbero una immediata correzione. - Settore del commercio, dell’agricoltura, dell’artigianato. Dato di fatto: viviamo un contesto di crisi economica generale. Volenti o nolenti, anche a livello locale, ci si deve astrarre da pindarici voli di spesa, piuttosto é d’obbligo far di necessità virtù e finalizzare qualsivoglia intrapresa finanziaria per tentare di ottenere, seppur da una minima risorsa, il massimo del profitto. Pertanto se il mercato ristagna, se il livello occupazionale é da brividi, se la disperazione é ormai dietro l’angolo (se non addirittura qualche passo avanti), sarebbe saggio e necessario intervenire proprio in quei punti che possono dare una scossa positiva al mercato, conseguentemente produrre una riduzione della disoccupazione ed infine determinare un aumento dei consumi. Qualcuno obietterà: facile a dirsi, difficile a farsi e ( aggiungiamo noi) addirittura impossibile quando, come nel nostro caso, per quelli che dovrebbero essere gli indispensabili volani d’una ripresa economica locale, ovvero il comparto commerciale, artigianale, agricolo, Codesta Amministrazione, nel bilancio di cui trattiamo, riserva giusto un insulso battito di ciglia confermando uno statu quo che, per evidenza di fatti, é lontano mille miglia non tanto da livelli di eccellenza quanto e piuttosto da un minimo di decenza. Di grazia: c’è taluno di codesta Maggioranza che voglia spiegare a noi, soprattutto agli operatori economici e nondimeno ai cittadini, quali sono le innovative armi amministrative che si intendono porre in campo per tentare di debellare o perlomeno attutire la crisi economica che ci attanaglia a livello locale? La soluzione ottimale, la panacea ai nostri mali economici può essere quella che determina, riportiamo testualmente quanto scritto nel Bilancio di Previsione, “per i servizi relativi al commercio, all’artigianato, all’agricoltura, nella parte corrente sono garantiti il mantenimento dei servizi attuali”?
Di grazia: quali sono questi mirabolanti e taumaturgici “servizi attuali” che possono davvero aggredire l’imperante crisi? Forse le improvvise, improvvisate e mal notificate aperture e chiusure degli esercizi commerciali attuate in dipendenza degli umori personali di taluno? Forse ulteriori oneri d’esproprio terriero ed esborsi finanziari posti in Bilancio per l’ampliamento di quella zona artigianale nella quale, oggi come oggi, non si è riusciti a vendere neppure i lotti già esistenti? Forse il totale disinteresse per un comparto agricolo che, già pesantemente martoriato dagli eventi alluvionali, non dispone di alcuna struttura pubblica atta a raccordare il comparto per un’armonica unicità produttiva e ad incentivare una vendita diretta dei prodotti ai consumatori? - Settore Teatri ed Attività Culturali.
Ormai é da tre, quattro anni che puntualmente nei Bilanci di Previsione da codesta Maggioranza viene affermato testualmente che “L’Amministrazione attraverso l’acquisto di pubblicazioni intende valorizzare il recupero delle tradizioni capoterresi, anche attraverso la valorizzazione della lingua sarda.”. Onde evitare per il futuro un ulteriore stantia presenza di siffatta voce, Vi rendiamo edotti che l’unica pubblicazione che in qualche modo tratta, seppur sul versante ludico, delle tradizioni capoterresi é opera di un illustre nostro concittadino, il Prof. Mario Atzori (fratello dello storico locale Emanuele Atzori), docente presso l’Università di Sassari. Ci si decida magari ad acquistare tale elaborato e la si smetta una volta per tutte di andare per agros a cercare delle nostre tradizioni fuori dalle nostre mura. Un tale cantautore della rue gauche, il Francesco De Gregori, tempo addietro canticchiando ha sentenziato che “la storia siamo noi”. Quel noi inteso come gente, come popolo che vive la propria quotidianità. Sacrosanta verità. E allora perché incaponirsi a cercare altrove quello che già si ha in casa? Forse perché fa comodo dare incarichi e prebende ad “illustri carneadi”, valvassini elettorali di codesta Maggioranza che pontificano del nulla su una lingua, quella sarda che, qui da noi, ormai è assurta a ombelico dell’Universo Cultura, limba che lor signori a malapena conoscono e di rado hanno masticato, deglutito ed infine assimilato? Questo é davvero tanto ma purtroppo non è tutto. Infatti di seguito, pur sempre e chissà mai perché inserendolo nel capitolo relativo alla cultura e dando seguito all’imperiale filosofia del “panem et circenses”, viene affermato testualmente che “al fine di favorire un’ampia aggregazione sociale si prevede la realizzazione di spettacoli organizzati dal Comune e finanziati in parte da contributo regionale.”.
Di grazia: chi è la mente illuminata che osa indottrinarci che una “ampia aggregazione sociale” possa scaturire dall’essere spettatori più o meno passivi di performances canore, teatrali, et similari? A parer nostro, scusate l’ardire, l’aggregazione sociale, quella ampia, autentica, il vero baluardo contro la ghettizzazione sociale, quella che, in estrema sintesi, necessita davvero ed in modo urgente alla nostra Capoterra, può scaturire soltanto da concrete opportunità di condivisione della quotidianità, da una dialettica costruttiva, dal confronto, sulle tematiche portanti del medesimo quotidiano. Il resto, per dirla con Bennato “sono solo canzonette” e denari pubblici gettati al vento. Tra le righe del settore culturale se ne leggono ancora delle belle o piuttosto delle balle. Nel proseguo, si parla infatti, citazione testuale, della “istituzione della Scuola Civica di Musica”. Oddio! Ma nessuno di Voi, signori della Maggioranza e dell’esecutivo si è accorto che tale istituzione, per Vostra stessa mano, é avvenuta un triennio fa? E allora: Signore perdona loro perché non sanno quello che fanno! - Settore servizi turistici.
A tal proposito, anche in questo settore, viene riscritto quanto già precedentemente posto nero su bianco nei precedenti bilanci e, citiamo testualmente questa deliziosa e antitetica chicca, ovvero che “l’obiettivo dell’amministrazione é la promozione turistica del paese attraverso iniziative per lo sviluppo turistico”. Allibiti, ribadiamo il concetto: “promozione turistica per lo sviluppo turistico”. Montesano trasecolando avrebbe chiesto: “ E cche vor’ di?”. Viene altresì affermato che “sono previste le somme per lavori di pulizia e interventi diversi in spiaggia”. Scusate: ma la pulizia ed il decoro delle spiagge e dell’intorno viene concepito solo a fini turistici o perché atto dovuto soprattutto per coloro che quotidianamente abitano il territorio, spiagge comprese? - Settore Servizio di Protezione Civile. Ci viene altresì detto che “il Servizio di Protezione Civile é garantito dall’attività delle associazioni di volontariato per la prevenzione degli incendi. A sostenimento di tale attività l’Ente provvede all’erogazione di contributi.”.
Non ci viene detto, probabilmente perché a nessuno di Voi signori della Maggioranza é venuto in mente che, questi volontari ai quali va tutto il nostro rispetto, il nostro cordiale encomio per la loro gratuita disponibilità a favore della nostra comunità, potrebbero, anzi dovrebbero necessariamente fruire con giuste provvidenze finanziarie di una adeguata preparazione che possa sfociare in una giusta professionalità e conseguentemente in un loro efficace e puntuale intervento in ipotesi di calamità, sinistri e quant’altro, piuttosto che nell’attuale costrizione, per totale disinteresse di codesta Ammnistrazione, di avere una organizzazione da Armata Brancaleone. - Settore Parchi e Servizio Tutela Ambientale.
Tra le “pie intenzioni”, invero poche e stantie, ancora una volta é assente una definitiva pulizia del Canale Liori che, ormai dall’alluvione del 1999, patisce uno stato di degrado e di abbandono vergognoso ed é ormaii diventato una sorta di new town di ratti e merdonas di proporzioni pachidermiche. Per carità esimeteci dalla stantia e abusata scusante, già mille volte spudoratamente propinataci, che non si può intervenire a risolvere tale sconcio causa il Genio Civile. Qui è il Genio umano che latita e, casomai, la coscienza civile. - Settore Urbanistica e Gestione del Territorio.
Oddio, qui si raggiunge il culmine della lungimiranza amministrativa e dell’acume cerebrale quando si ha persino ardire di scrivere che “al fine di garantire il regolare funzionamento del servizio sono previsti gli interventi ordinari di manutenzione dei sistemi informatici, fotocopiatori e ascensore (si cita l’ascensore forse giusto per poter dire che si punta in alto).E di seguito a discorrere: “Si confermano nella misura dell’esercizio precedente, le spese per gli acquisti di cancelleria, stampati, cartografie, spese postali, spese di pubblicazione per il regolare svolgimento delle attività di servizio e... (udite gente udite!) l’acquisto di materiale di consumo per la predisposizione del PUC. Predisposizione del PUC? Ma allora ci state prendendo per i fondelli quando affermate,come avete ripetutamente e sfrontatamente affermato che il PUC é bello e pronto ? A meno che nel Vostro vocabolario alla voce predisposizione non risulti la dicitura: trattasi di azione o opera compiuta e perfezionata. Fateci cortesemente sapere. Nell’attesa di tale responso noi , senza tentennamenti di sorta e per quanto su esposto, bocceremo questa Vostra proposta di Bilancio Preventivo con il nostro voto assolutamente contrario. Grazie comunque per la Vs. cortese attenzione. Il Consigliere Franco Bayre
Imposta come favorito
Condividi
Invia Email
Hits: 642 Trackback(0)
Commenti (0)
![]() Scrivi commento
|
|||
| Ultimo aggiornamento Domenica 25 Aprile 2010 08:24 |













