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Dichiarazione In Consiglio Comunale Del Consigliere Gianfranco Littarru PDF Stampa E-mail
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Notizie - Gli articoli degli utenti
Scritto da Utente   
Martedì 13 Aprile 2010 09:48

Il Consigliere GIANFRANCO LITTARRU e il Direttivo Politico, rendono noto al Consiglio Comunale la propria SFIDUCIA all’assessore Efisio Arrais e lo invitano a DIMETERSI.

Caro Sindaco, l’Assessore Efisio Arrais, mi delude profondamente che ancora una volta, un patto, un accordo, un'alleanza, così come essa era stata sancita, sia stata meschinamente violata per volere e arbitrio di interessi ambigui e sentimenti anomali perpetrati di nascosto e spesso covati in gran segreto come qualcosa di negativo che uno si porta dentro e che, col passare del tempo, diviene marcio e ammuffisce e deve essere per forza sradicato.

Devo pensare, a questo punto, che tutte le mie parole e le mie azioni, la mia volontà nella collaborazione e nel miglioramento dell'intero gruppo siano state da sempre, sin dal primo momento, fraintese.

Tutto è sempre stato male interpretato!

Eppure credevo di avere a che fare con persone adulte, che sapessero che differenza c'è tra la verità e la menzogna, tra la lealtà e la scorrettezza, tra la fiducia e la diffidenza.

Ho sempre incontrato un latente malumore, qualche volta tradottosi in finta approvazione e mediocre contentezza laddove ci sia stato il bisogno di esprimerla.

Ho sempre letto l'egoismo e l'arroganza di appropriarsi dei miei pensieri, così scomodi e sconvenienti ad alcuni, e l'incuranza di rispettare la mia posizione politica e la dignità che da essa ne deriva: una parola data non si può tirare indietro è come una promessa, se non la si mantiene, viene meno ogni credibilità e ritegno.

Ed io tengo moltissimo all'interesse comune che deve crescere nell'onestà e nel rispetto delle regole, non nella superficialità e nell'occasionalità o improvvisazione delle parti.

Occorrono figure ferme nei loro propositi e non certamente uomini a metà che si rincorrono a vicenda e sperano di coinvolgere nel loro folle stupido gioco, persone che non riescono a capire neppure che cosa si vince o cosa si perda, che sia il vincitore alla fine e chi il vinto.

La politica per me non è un gioco e soprattutto nessuno può stabilire sin dall'inizio, quali siano le pedine scomode e quindi da eliminare in modo da poter procedere nella gara sicuri di poter arrivare al traguardo con pochi banali punti in tasca, ma comunque vittoriosi.

Non è con l'eliminazione e la soppressione altrui che potrà mai andare avanti.

Questa non è una tirannide che nega la libertà e privilegia l'opportunismo.

Questa non può essere una società di uomini che ancora si vendono ad uno pseudo-potere e credono che tutti quelli che hanno intorno gli somigliano per fragilità e incoerenza.

Perciò non ho accettato delle proposte insane né compromessi effimeri e rischiosi per la mia dignità, e quando varie persone mi hanno chiesto quale fosse, anche in mezzo alla tempesta, la mia posizione, sono stato ben lieto di esprimerla, sempre uguale a me stesso.

Quando invece, altre persone che si dicono impegnate in quella che impropriamente definisco politica, hanno provato a modificarla con i loro vuoti discorsi, hanno solo fatto mercanzia di se stessi.

Lo sapevo che non sarebbe stato facile conciliare più uomini messi insieme, ma la speranza del bene comune mi ha fatto spesso dimenticare le difficoltà.

Tuttavia il non aver riposto nel mio operato fiducia nel ricercare possibili soluzioni, per superare le incomprensioni, è stato grave, perché ha rappresentato un ulteriore mancanza di fiducia nei miei confronti.

Mi esimo dunque dall'elencare in maniera piuttosto noiosa le motivazioni con cui legittimo la mai autorevole decisione; sono troppe e profonde e rischierebbero di essere, anch'esse, fraintese; perciò mi limito a comunicarle semplicemente la nostra sfiducia, mia e del partito, dell’assessore Efisio Arrais, (delega all’Urbanistica, Territorio e Ambiente), con l’invito alle dimissioni perché indignati del mancato rispetto di una alleanza e dei principi su cui essa era stata originariamente fondata.

Capoterra, 29 marzo 2010

Il Cosigliere

Gianfranco Littarru

Presidente consiliare del gruppo politico “Popolari UDEUR”

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Commenti (12)Add Comment
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scritto da master 66, 13 - 04 - 2010, 11: 47 20
mi ricorda un detto dialettale"Su cavunu narara pei trottusu a s'aligusta"
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scritto da CURIOSONE, 13 - 04 - 2010, 17: 12 43
cessu cessu!!!! compitino da tre meno meno, ma l'avete letto bene ? Ma itta boliri nai ? cos'é un outing psicologico? E la composizione delle frasi ? de si ponni arriri !!! Comunque quello che mi interessa é solo una cosa che non mi fà dormire la notte e spero che qualcuno mi aiuti : MA CHI e' QUESTO IL DIRETTIVO POLITICO ? Ce lo dica consigliere chi é ? chi é suo fratello Anthony ? non di poreusu prusu !! p.s. DIMETERSI si scrive con DUE T, spero che il documento presentato in consiglio da mettere agli atti a futura satira...ehm memoria sia corretto altrimenti Giorgetto ha la matita rossa pronta ! Forza UDEUR
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per il consigliere Littarru
scritto da buon intenditor, 13 - 04 - 2010, 21: 25 04
Carissimo consigliere Littarru, a togliere la delega all'assessore dovrebbe essere il Sindaco, il quale valutate le richieste del gruppo politico a cui lei appartiene, dovrebbe intervenire con l'autorità che gli compete, ottemperando senza indugi a quanto richiestogli dal gruppo politico che sostiene la sua giunta.
Se invece non lo fa, lei dovrebbe, a mio parere, dimostrare maggiore dignità e coerenza politica, abbandonando i banchi della maggioranza ed iniziando un nuovo percorso politico di opposizione ad un Sindaco opportunista e alla sua maggioranza fatta solo da mediocri burattini[...]. Se veramente crede nelle sue stesse parole, se lei è veramente deluso, dimostri buon senso, prenda una posizione ora finchè è ancora in tempo. Non faccia l'errore di dimostrarsi offeso con questo centro sinistra quando ci saranno le elezioni, allora sarà troppo tardi, ed i suoi elettori non glielo perdoneranno.
In questa situazione, lei non può volere capre e cavoli, o stà con lui condividendo il fatto che preferisca non scontentare l'assessore piuttosto che il vostro gruppo politico, oppure prenda le distanze e combatta questa maggioranza cercando anche l'appoggio di qualche altro "deluso", per far si che questo Sindaco despota e poco rispettoso delle richieste di chi è stato eletto dal popolo, vada per sempre a casa.
Si ricordi, l'elettore non ha l'anello al naso si muova ora o la sua carriera politica finirà quì!
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Solo per gli invidiosi.
scritto da RISPETTO, 13 - 04 - 2010, 21: 55 26
Mancherà pure una “T” ma a Te MANCA di più, una “T” di TESTA pensante.
Avete la mia fiducia e l’appoggio di tutti quelli che a Capoterra vi conoscono, vi sostengono e vi stimano per le cose che fate, per la vostra disponibilità al dialogo e al confronto e grazie anche a voi che il paese è migliorato in questi anni, a parte le disgrazie dell’alluvione.
Va bene cosi andate avanti!
Questa gente non ha niente da insegnavi politicamente.
Oggi purtroppo sono in pochi che mantengono come priorità i valori della politica, il rispetto e la correttezza.
Questi non vi meritano, sanno solo sputare veleno, dove voi avete fato bene. Essi sono invidiosi del vostro successo. Molta invidia! tanto successo!
Come si dice! L’invidia per il successo degli altri è il primo sintomo del proprio fallimento.
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L'INVIDIA
scritto da POPOLARE, 13 - 04 - 2010, 22: 00 18
Alla resa dei conti, non c’è vizio che nuoccia tanto alla felicità dell’uomo come l’invidia.
Cartesio

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...
scritto da Psicologo, 13 - 04 - 2010, 22: 06 06
L’invidia è il sentimento che noi proviamo quando qualcuno, che noi consideriamo del nostro stesso valore ci sorpassa, ottiene l’ammirazione altrui. Allora abbiamo l’impressione di una profonda ingiustizia nel mondo. Cerchiamo di convincerci che non lo merita, facciamo di tutto per trascinarlo al nostro stesso livello, di svalutarlo; ne parliamo male, lo critichiamo. Ma se la società continua ad innalzarlo, ci rodiamo di collera e, nello stesso tempo, siamo presi dal dubbio. Perché non siamo sicuri di essere nel giusto. Per questo ci vergogniamo di essere invidiosi. E, soprattutto, di essere additati come persone invidiose. In termini psicologici potremmo dire che l'invidia è un tentativo un po' maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell'altro.

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scritto da Cittadino di Frutti d'oro, 14 - 04 - 2010, 10: 46 37
Sig. Littarru, lei si sente indignato perchè il suo fedelissimo generale Arrais ha violato "per volere e arbitrio di interessi ambigui e sentimenti anomali perpetrati di nascosto" i patti del suo partito udeur.
E noi cittadini come ci dovremo sentire se ancora una volta voi politici eletti dal popolo democraticamente litigate per l'ennesima poltrona a discapito di progetti per il bene della collettività?
Anzichè scazzottarsi con il Sindaco perchè non prova a lavorare per il bene del paese? Capoterra da troppi anni è governata da una classe politica obsoleta, incapace di convergere tutte le idee in progetti tangibili e di unire tutto il territorio sotto lo stesso nome. Invece siamo davanti all'ennesimo litigio che non fa altro che alimentare la delusione dei cittadini verso la politica locale e di disgregare ulteriormente la cittadina in piccole fazioni, ognuna delle quale non si sente per nulla rappresentata da voi.
Da troppi anni Capoterra è governata dalle solite famiglie che, attraverso una sorta di oligarchia, ha monopolizzato tutte le attività strategiche del paese per i propri tornaconti personali a danno del bene per la collettività.
Di questo passo credo che per Capoterra non si prospetti nulla di buono per il futuro.


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scritto da politikós, 14 - 04 - 2010, 11: 41 46
La vera politica e:
Fatta da chi ha il coraggio di confrontarsi liberamente, accettando critiche e suggerimenti.
Fatta da chi ha il coraggio di ribellarsi ad un sistema che ha come obbiettivo all'accentramento del potere deleggittimando i partiti.
Fatta da chi ha il coraggio di venir fuori e non si nasconde.
Fatta da chi non ha peli sulla lingua.

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scritto da una cosa seria, 14 - 04 - 2010, 17: 16 48
Scusate, questa volta molto molto seriamente, una domanda non a voi ma alla vostra coscienza con prgehiera di risposta. Parlo ai Signori Udeur e loro sostenitori che non sanno leggere tra le righe di una battuta l'amarezza per questa situazione chiamiamola politica di questo nostro sfortunato paese. Ma, saro' io ingenuo, gli assessori non vengono celti motu-proprio dal Sindaco in qualità di fedeli collaboratori proprio perché lo stesso nutre in lro assoluta fiducia? Come sarebbe a dire questa novità che gli assessori vengono scelti o imposti dai vari pseudopartiti? Fatemi capire e rispondendetemi senza dirmi che sono scemo, semmai solo un illuso ! Nel caso avessi ragione io a credere che siate delle persone pulite e non loschi affaristi ( io non lo penso ma lo sento dire in giro e tra l'altro ve lo dite tra di voi ) MA CHE CAVOLO VOLETE IMPORRE VOI ? e' IL SINDACO O NON A SCEGLIERE?
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scritto da politikós, 15 - 04 - 2010, 10: 28 42
Nella pratica gli assessori sono scelti tra gli esponenti delle forze politiche appartenenti alla coalizione che sostiene il sindaco, il presidente della provincia o il presidente della regione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Assessore_(enti_territoriali_italiani)
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scritto da una cosa seria, 15 - 04 - 2010, 17: 54 30
Bravo Politikos, toglimi una curiosità : l'acqua calda l'hai brevettata tu ? Non c'era proprio bisogno di scomodare Wikipedia ( anche perche si é scoperto e non da ora che vi sono un sacco di stupidaggini ) ! La sostanza della mia ingenua domanda é : Al di là delle belle parole e delle apparenze, concretamente, gli Assessori vengono imposti o in qualche modo scelti dal Sindaco ? Perché se venissero imposti dove andrebbe a finire il " primus inter pares " ? sarebbe un ricatto continuo dei partiti attraverso i loro assessori spinti e manovrati dai consiglieri ( che non si dimettono e non possono essere dimissionati come gli assessori ) da dietro i muretti a secco !
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RISPOSTA PER UNA COSA SERIA - ECCO DOVE VA A FINIRE IL "PRIMUS INTER PARES"
scritto da COPIATO, 17 - 04 - 2010, 00: 40 54
Gli assessori non vengono eletti dal popolo tramite le elezioni. Nelle elezioni si elegge solo il consiglio comunale. Esso è composto dai consiglieri e dal sindaco.
Gli assessori fanno parte della giunta comunale.
A Capoterra la giunta è composta da ben 7 assessori più il sindaco.

Gli assessori non sono eletti dal popolo allora da chi sono eletti?
Non c'è un elezione. Ma un accordo.

Durante la campagna elettorale i partiti fanno gli accordi (di coalizione e di programma e si alleano).
Insieme decidono una strategia, si alleano (in questo caso 6 partiti: DS, ROSA NEL PUGNO, POPOLARI UDEUR, MARGHERITA, PRC, PSD'AZ).
E si promettono che in caso di vittoria che in relazione al numero di voti raccolti e/o al numero di consiglieri eletti "scatta" l'assessorato (attualmente cosi ripartiti: 2 ai DS, 1 alla ROSA NEL PUGNO, 1 ai POPOLARI UDEUR, 1 alla MARGHERITA, 1 al PRC, 1 al PSD'AZ).
Per la "legge" l'assessorato viene scelto dal Sindaco senza questi patti.

Nella pratica ci si rifà a delle regole non scritte definite dal cosiddetto "Manuale Cencelli".


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Ultimo aggiornamento Domenica 25 Aprile 2010 08:23
 
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