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Assemblea consiliare del 14.04.2010 intervento di Franco Bayre PDF Stampa E-mail
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Notizie - Gli articoli degli utenti
Scritto da Utente   
Giovedì 15 Aprile 2010 07:47

Colleghi Consiglieri, nell’ultimo periodo, con sempre maggiore frequenza, siamo stati chiamati, come peraltro accadrà anche stasera, ad esprimere, attraverso un voto, la nostra contrarietà per delle risoluzioni che altri (Governo nazionale, regionale, provinciale, comparto privato) assumono sul nostro territorio e che, a parer nostro, per questo territorio e per coloro che lo abitano, potrebbero essere foriere di situazioni di disagio sociale, di violenza ambientale, di danno economico. Riteniamo si possa essere tutti d’accordo che, tra i nostri concittadini, quanti sono stati colpiti in modo violento e tragico dall’ultimo catastrofico evento alluvionale del 22 ottobre non possano essere costretti ad ulteriori patemi d’animo a fronte

dell’astrusa ultima pretesa dell’Ente Regionale di riavere indietro quel minimo di provvidenze finanziarie erogate a queste “vittime” peraltro in modo del tutto insufficiente alle reali necessità e vicissitudini e pur sempre con vergognosi e penalizzanti ritardi.

Riteniamo altresì si possa essere tutti d’accordo nel significare a chi di dovere, a chiare lettere e, se necessario, con veemenza e pacifica determinazione che, il nostro territorio, incommensurabile per naturale bellezza e collocazione logistica, non possa né debba sopportare ulteriori attentati alla salubrità ambientale, alla incolumità psicofisica dei propri abitanti, per l’invadente, invasiva e nociva presenza di corpi estranei al contesto naturale di detto territorio.

Corpi estranei che possono aver sembianze di mostri eolici che sorgono dalle acque a deturpare il nostro orizzonte, di impianti di compostaggio o smaltimento rifiuti che opacizzano il nostro cielo, rendendo irrespirabile l’aria ed incubando quotidiani attentati alla nostra salute.

Abbiamo già dato ed abbondantemente: ergo il “basta” è davvero d’obbligo.

Ma, non è d’obbligo solo a quanto di negativo viene arbitrariamente deciso da altri per il nostro territorio ma, dovrebbe esserlo anche per tutta quella serie di manchevolezze che, noi per primi, nel nostro ruolo di amministratori, cagioniamo alla comunità cui apparteniamo.

Quindi, è necessario riconoscerci tutti, ed ognuno per la quota di responsabilità che gli compete, coinvolti in una incresciosa situazione di disagio che necessita, senza se e senza ma, di una immediata e perentoria inversione di rotta amministrativa.

Già nell’ultima assemblea consiliare Vi sono state delle evidenti fibrillazioni in seno a Codesta Maggioranza.

Noi, appartenenti ad una distratta e latitante Minoranza che per prima dovrebbe recitare il proprio mea culpa, non intendiamo assolutamente entrare nel merito di quanto accade sull’opposto versante politico e che direttamente non ci appartiene, ovvero il contesto e lo stato di salute della Maggioranza.

Ci é lecito solo osservare, giudicare ma non interferire. A ciò ci atterremo.

Entriamo però a buon diritto, senza paure di invadere l’altrui campo, in quello che potrebbe essere il nocivo prodotto di siffatte conflittualità, ossia il rallentamento se non addirittura la paralisi dell’attività amministrativa con le inevitabili conseguenze negative che, in ultimo, andrebbero a colpire gli incolpevoli cittadini.

A scanso di dubbie interpretazioni chiariamo che, in questa nervosa situazione, non intendiamo essere assolutamente tra coloro che auspicano o si prodigano per una prematura conclusione di questo secondo mandato del sindaco Marongiu e dell’Esecutivo dal medesimo presieduto.

Si porti a compimento quel mandato che, in questa stessa aula, talvolta con tronfio tono, si è spesso evidenziato essere derivazione della sovranità popolare.

Si faccia in modo che tale mandato non subisca una subitanea e prematura fine, così da consentire, a chi attualmente governa, di acquisire a pieno titolo il giusto tributo per le azioni positive eventualmente compiute, ma nondimeno di farsi carico di ogni e qualsiasi onere e responsabilità in merito ad eventuali omissioni e negatività, così da non poter accampare, in ipotesi di fallimento amministrativo, scusante alcuna con furbesco addebito della debacle alla prematura conclusione del medesimo mandato.

Ma nondimeno si abbia giusta e doverosa responsabilità per evitare che questa lagnosa querelle sulla sfiducia all’assessore all’Urbanistica diventi il fulcro dell’attenzione amministrativa relegando nelle retrovie e abbandonando al disinteresse quanto invece dovrebbe essere assolutamente prioritario per il buon governo di questa nostra comunità capoterrese.

Vi sono delle opere ultimate ma non fruibili, vedi il Palazzetto dello Sport ed il Centro Meccano, che reclamano una giusta attività sociale per non assurgere vergognosamente per incuria ad inutili “cattedrali nel deserto” o peggio ancora a funerei mausolei di spreco del denaro pubblico.

Vi è parimenti un Piano Urbanistico Comunale che ha urgente ed improcrastinabile necessità di trovare attuazione pena l’atrofia del nostro territorio con tutto quello che ne consegue sul piano sociale, economico, ambientale.

Dio non voglia che la diatriba assessoriale possa diventare comodo alibi per tergiversare ulteriormente su quella macroscopica disattenzione e superficialità amministrativa che ha impedito di fatto la concretizzazione del Piano Urbanistico Comunale.

Disattenzione e superficialità che si perde oramai nella notte dei tempi con molteplici responsabilità negative e altrettante molteplici paternità disconosciute ma certe.

Disattenzione e superficialità che comunque principalmente non può scrollarsi di dosso chi per ben due mandati ha osato definire e contrabbandare come imminente realtà quello che, al silente stato attuale, ha le evanescenti connotazioni d’un trucco, ovvero dicono ci sia ma non si vede.

Aldilà di queste inderogabili urgenze, vi è soprattutto un allarmante , inquietante e diffuso disagio sociale che interessa principalmente quello che giocoforza sarà il nostro futuro, ovvero i nostri giovani.

Disagio di cui certamente non è artefice la classe politica ma di cui, in assenza di interventi risolutori immediati, può divenirne complice per acquiescenza ed ignavia amministrativa

Disagio su cui, ormai e purtroppo, aleggia il fantasma dell’abitualità e che ha acquisito tragica sostanzialità nell’ultimo efferato delitto dell’ultimo venerdi santo.

E quanto appena elencato, purtroppo é solo una parzialità di innumerevoli problematiche alle quali é nostro dovere dare immediate ed adeguate risposte prima che sia troppo tardi.

Pertanto, da parte nostra, pur rifiutando com’è nostra coerente abitudine qualsiasi compromesso di comodo, garantiremo la nostra massima collaborazione per quelle intenzioni o piuttosto azioni in cui dovesse albergare una buona volontà amministrativa.

In conclusione: auspichiamo davvero che questo nostro umile e pacato invito non cada nel vuoto ma possa indurre una doverosa, comune e positiva riflessione finalizzata al precipuo interesse comune, anche se, sinistri sibili danno sentore che, traendo input dalla quisquilia dell’avvicendamento assessoriale, una pirotecnica santabarbara, finalizzata alla forsennata acquisizione di “comodi” scranni nel consesso provinciale, comparirà nel breve per fare da abituale ma non di certo onorifico corollario all’imminente certame elettorale.

Grazie comunque per la Vs. cortese attenzione.

Il Consigliere

Franco Bayre

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Ultimo aggiornamento Domenica 25 Aprile 2010 08:23
 
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