| Assemblea consiliare del 29 Aprile 2010: intervento di Franco Bayre |
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| Scritto da Utente | |||
| Sabato 01 Maggio 2010 12:34 | |||
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Colleghi della Maggioranza, con molta umiltà, riteniamo doveroso chiederVi scusa: abbiamo sbagliato! Tempo addietro e a più riprese, in questa sala consiliare, ci siamo lamentati ritenendo vergognoso che non Vi fosse alcun dialogo e un corretto confronto politico tra Voi signori della Maggioranza e noi che, di una distratta e monca Minoranza, facciamo parte. Abbiamo sbagliato. Pardon! Pensavamo d’essere ingiustamente discriminati. Ritenevamo che, lo stesso sindaco Marongiu, a fronte dei nostri interventi in cui sollecitavamo un buon governo, una diretta partecipazione dei cittadini alla vita politica della nostra cittadina e denunciavamo tutta una miriade di disattenzioni e omissioni amministrative ci guardasse torvo e di soppiatto, per dirla con Manzoni, sibilasse in tono compassionevole al nostro indirizzo: “ Va…va, povero untorello di democrazia partecipata…non sarai tu che spianti il nostro potere clientelare!”. Abbiamo sbagliato! Siamo caduti in errore perché convinti che, nel contesto di Codesto Consiglio Comunale, venissero fatte meschine distinzioni tra figli e figliastri. I figli, ovvero Voi che appartenete a questa Maggioranza, si pensava godessero di una filiale attenzione e fossero assistiti, in ogni loro desiderata con amorevole cura e premura dal loro papà sindaco. Mentre noi, i figliastri, generati da un Dio minoritario, seppur partoriti da un consenso elettorale, nutrivamo sospetto, talvolta certezza, d’essere abbandonati e trascurati, reietti, senza alcuna possibilità d’interlocuzione e d’ascolto vuoi da parte di codesta Maggioranza vuoi dello stesso Sindaco e di quell’l’Esecutivo che presiede. Finché nell’ultima assemblea consiliare, un componente di Codesta Maggioranza, , il consigliere Gianfranco Littarru ha avuto coraggio di affermare e porre per iscritto, che “ in questi mesi sono mancati il dialogo e il corretto confronto politico all’interno della coalizione di Maggioranza”. Dunque, se questo è lo stato dell’arte, l’arcano, subitaneamente, viene svelato. Infatti, se nei confronti della Minoranza sono mancati il dialogo e il corretto confronto, stando a quanto proclamato urbi et orbi dal Littarru, dialogo e corretto confronto, sono altresì mancati in modo eguale, addirittura speculare, anche all’interno della medesima Maggioranza. Quindi ogni ipotesi di discriminazione, di emarginazione nei confronti della Minoranza cui apparteniamo, si frantuma al suolo disintegrata infine dal verbo dell’udeurico Littarru. Vergogna! Noi della Minoranza, uomini di poca fede, abbiamo pensato male e piagnucolato indispettiti. Il peggio è passato. Evviva, Libertè, Egalitè, Fraternité! A conti fatti, seppur nella disgrazia, quindi siamo tutti uguali. Questa sì che è davvero una bella soddisfazione! Caro consigliere Gianfranco Littarru, se tenuto conto che Ella ha chiesto, in merito alle sue su citate affermazioni, anche un nostro parere, se a noi fosse concesso un tempo d’intervento sufficiente per dire in tutta interezza quel che pensiamo di questo diarroico mal di pancia che attanaglia le viscere della Maggioranza cui Ella appartiene, Le garantiamo che potremmo procurarle schietta ed esaustiva giustificazione a tutte le sue attuali geremiadi e di certo faremmo indispettire i Triumviri del Politburo locale. Purtroppo, tale spazialità temporale, sappiamo già che ci verrà puntualmente negata. Come Ella ben sa, noi veniamo annoverati (e siamo ben felici di esserlo) come costante voce di disturbo per i macchinisti amministrativi, e giusto per essere più precisi, proprio per quei triumviri che Ella prima allegramente ha sostenuto ed ora mestamente, a denti stretti, maledice. Pertanto, in sintesi: caro Gianfranco, Ella avrà memoria di quello spot pubblicitario in cui, a seguito di un ding dong citofonico, si udiva un dialogo: “Signora c’è Gigi? No! Gigi non c’è! E di rimando s’incalzava: E la cremeria? Purtroppo nella Vostra Maggioranza la Cremeria pare costretta a chiudere. I padroni della Cremeria, maestri pasticceri di inaudita ingordigia, buona parte di quanto mettono in forno, appena s’indora, con la scusa di un “assaggio” se lo pappano loro e i bobbòetti sopravvissuti, alla fine risultano meno di quanto gli chef avevano promesso di regalarne ai camerieri. Concludendo: di solito i bobbòetti fanno venire i mal di pancia quando se ne trangugiano troppi. Nel Vostro caso, abbiamo appurato che sta succedendo il contrario: questo nauseabondo mal di ventre che attanaglia codesta Maggioranza si sta acuendo irrimediabilmente, quasi a diventar letale, per crisi di digiuno ed astinenza: finish bon bon! Ovvero, i bobbòetti sono finiti. Ergo, se non si riesce ad impiantare a breve qualche nuova cremeria magari in Provincia, Vi aspettano tempi davvero bui e oltremodo nervosi. Così è se vi pare! E se non vi pare, purtroppo per Voi, è pur sempre così. Grazie comunque per la Vostra più o meno cortese attenzione. Il consigliere Franco Bayre
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| Ultimo aggiornamento Sabato 01 Maggio 2010 14:46 |













