| Dio e’ uno e trino. Anche i politici ? Di Franco Bayre |
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| Scritto da Utente | |||
| Mercoledì 19 Maggio 2010 22:47 | |||
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Premessa utile e forse anche doverosa: chi scrive ha ricevuto ben tre proposte “serie” e documentabili di candidatura per le imminenti elezioni provinciali. Le ha rifiutate, con garbo e decisione, tutte. Ergo, viene specificato a scanso di dubbie o malevole interpretazioni, la favoletta della volpe che, non potendo cogliere i turgidi acini d’ uva posti su un irraggiungibile tralcio, rincasò coda tra le gambe, affermando peraltro subdolamente che aveva sua sponte rinunciato a cogliere il prelibato cibo solo perché ancora immaturo, non gli è assolutamente applicabile. Se a taluno dei nostri lettori potesse interessare: il rifiuto di tali candidature è dipeso principalmente da due specifiche e ponderate riflessioni: - in primis dal personale ma non solitario convincimento (essendo opinione piuttosto diffusa) che le Provincie, allo stato attuale della loro inefficienza e improduttività, siano degli Enti assolutamente inutili, autentiche e vergognose idrovore di denaro pubblico e pertanto da abolire immediatamente; - in secundis, ma sullo stesso piano di equivalenza, perché conscio che, in ipotesi di successo elettorale, il duplice incarico di consigliere comunale nella Pubblica Amministrazione di Capoterra e nel consesso amministrativo provinciale sarebbe stato quasi impossibile da gestire e portare a compimento con la doverosa responsabilità che ambedue i ruoli comportano e con il necessario e costante impegno che, inevitabilmente, necessita per cogliere il risultato di una buona, attenta ed oculata amministrazione del Bene Pubblico. Pur facendo parte di una Minoranza (quindi non essendo oberati da diretti compiti amministrativi decisionali) si è constatato, qualora in proposito dubbio Vi fosse, che seguire con attenzione le problematiche della comunità locale, prestare attenzione alle giuste sollecitazioni e più spesso recriminazioni dei cittadini, verificare con attenzione e puntualità atti e documenti sì da avere la doverosa cognizione e forse anche risoluzione dei “disagi amministrativi” o di malcontenti più o meno diffusi è un impegno che, se assunto ed espletato con il giusto senso di responsabilità, assorbe talmente, sia a livello temporale che psicofisico, da sconsigliare, fatti salvi i sacrosanti ed imprescindibili impegni familiari e professionali, di dedicarsi a duplici, triplici, financo multipli “ incarichi politici”. E allora si resta perplessi al cospetto di candidati che, già investiti d’una carica amministrativa in loco, vanno a concorrere, a seconda delle scadenze elettorali, per uno scranno provinciale, regionale o addirittura nazionale nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Pertanto diventa consequenziale una riflessione e chiedersi: - colui che scrive è politicamente sottosviluppato, anzi inadatto al ruolo politico in quanto non riesce a farsi carico, pur sempre con giusta responsabilità e doveroso impegno, di plurime cariche ed assolverle in modo ottimale? - coloro che si candidano per duplici, triplici, multipli incarichi sono degli “alieni politici” con straordinarie doti di resistenza psicofisica, con ipertrofia della materia grigia, con genialità da ridurre in vergogna persino un Einstein, o si tratta di puri e semplici “carrieristi politici” che di quella che originariamente doveva essere una “sublime missione sociale” ne hanno fatto una forsennata ingordigia di potere, una nevrotica maratona a macinar poltrone infarcite da succulente prebende finanziarie da cui non può assolutamente essere dissociato un elevatissimo rischio di non portare a compimento, come da doverosa responsabilità amministrativa, alcuna delle cariche ricoperte? Quel buon diavolo dell’inossidabile Giulio, in illo tempore, sentenziò che il potere logora chi non ce l’ha. Non é che colui che scrive sia un tantino logorato? O forse sono logorati ed in malo modo coloro che non percepiscono o si rifiutano di percepire che, come sentenziavano i Latini, “est modus in rebus” ovvero “ vi è una giusta misura per ogni cosa? Boh! Chissà. Chi vuole tragga le debite conclusioni. Franco Bayre consigliere comunale
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Commenti (1)
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Si, hai capito bene: pigrizia.
La pigrizia di chi non vuole alzarsi presto la mattina come tutti i comuni mortali, di chi non vuole percorrere in fila indiana, insieme a qualche migliaia di altri sventurati, la pericolosa Sulcitana per arrivare in tempo utile davanti all'odiosa macchinetta, timbrare l'altrettanto odioso cartellino e rientrare a casa la sera stanco morto, convinto di aver fatto bene il proprio dovere.
E per cosa poi? Solo per un misera pagnotta?
E le inaugurazioni, le promesse da fare, le assunzioni, le clientele, il prestigio? Ma vuoi mettere??
Gianleonardo Corda