| Le Autolinee |
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| Scritto da Amministratore | |||
| Martedì 07 Luglio 2009 15:10 | |||
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Le autolinee a Capoterra. Un interessante articolo scritto da Antonio Matta collaboratore de "Demos Capoterra"
L'evoluzione dei mezzi di trasporto ha da sempre attirato la mia curiosità. Lo sforzo dell'ingegno umano , il quale è passato attraverso i secoli , dallo sfruttamento della forza motrice del cavallo , a quello del motore a scoppio , fino al volo delle navicelle spaziali , mi affascina in maniera totale e restituisce speranze ai dubbi che a volte mi tormentano riguardo alle capacità dell'Uomo di migliorarsi.
Confortato dai successi della nostra civiltà , circa un anno fà mi affidai fiducioso ai mezzi pubblici della nostra cittadina per raggiungere il posto di lavoro nel centro di Cagliari. Il primo impatto con l'organizzazione dei trasporti pubblici non fù dei migliori . Infatti le compagnie di gestione sono due , diversissime tra loro . Diversi i gestori ( uno pubblico , l'altro privato ) , diverse le fermate ( a centinaia di metri di distanza l'una dall'altra ) , diverso il modo di obliterazione del biglietto da viaggio ( tessera pre-acquisita in uno , spiccioli cash all'autista nell'altro ) . Così capita che chi vuole prendere i bus , sia costretto il giorno prima a escogitare un piano di battaglia , spesso aiutato dai preoccupati familiari , con percorsi a tappe , munito di spiccioli e biglietti delle due compagnie , in modo da modificare all'ultimo momento i propri progetti e salire sull'agognato mezzo. Chi abita nelle vicinanze delle fermate , avrà notato spesso dei curiosi personaggi ( tra cui il sottoscritto ) , correre a perdifiato i cento metri piani da un punto all'altro della via , mulinando le braccia per far cenno all'autista di bloccare il mezzo , essendosi accorti che la fermata non era quella giusta !! ( Metodo , per inciso , gettonatissimo in Giamaica , vera e propria fucina di velocisti .. ) Ma le differenze tra i gestori non si fermano qui . Infatti ciò che più divide i due concessionari di linee , è il parco mezzi , nuovo e moderno quello pubblico , vecchio e malfunzionante quello privato. Contrariamente al solito clichè italiano , a Capoterra spicca la modernità del servizio pubblico contro la decadenza di quello privato. E qui si rende necessario un approfondimento sulla nostra autolinea privata . Prima di tutto l'estetica , ovvero la forma dei mezzi . Alcune forme richiamano alla mente gli anni ' 60 , precisamente gli scuolabus gialli americani della serie televisiva " Happy Days " , solo che a Capoterra sono azzurri . Tondeggianti come i frigoriferi che tutti abbiamo conosciuto nelle nostre case da bambini ma non altrettanto rassicuranti , visto che il viaggio e' sempre accompagnato da un rumore assordante di pistoni e cilindri che lottano inesorabilmente tra di loro. Il resto dell'autoparco invece risale ai " mitici " anni '80 , con forme più squadrate , meno nostalgiche , più decise e intraprendenti , nello spirito tipico del decennio "reaganiano" . Esiste anche una versione grigia , disegnata però nella parte posteriore da alcuni studenti graffittari che proiettano il mezzo direttamente nel terzo millennio. Purtroppo per gli utenti , i risultati di questo " deja-vù" stilistico non sono confortanti . I mezzi non funzionano a dovere , e nei giorni più neri , neanche si muovono . Dopo alcuni viaggi su queste corriere , anche il viaggiatore più cinico , inizia a prendere in considerazione l'immagine sacra che viene affissa sulla porta automatica del mezzo e che ricalca il profilo di Padre Pio , infatti appena ci si accomoda nei sedili , si comprende come la mano del santo di Pietralcina sia necessaria per la prosecuzione del viaggio senza intoppi. Durante la corsa accade di tutto , vetri traballanti che minacciano di cadere sul collo dei passeggeri a mò di ghigliottina , porte che non si aprono alle fermate ma si spalancano durante la corsa , marce che non ne vogliono sapere d'ingranare , seguite dalle imprecazioni degli autisti. Forse l'unico punto di contatto tra le due compagnie è la mancanza di puntualità . Dieci , venti , minuti rientrano nella norma , in questo aiutate dal traffico infernale che ogni giorno fin dalle prime luci dell'alba intasa la statale 195 . Nel nostro mondo ideale esisterebbe solo una compagnia in grado di collegare Cagliari a Capoterra e viceversa , con corse più frequenti e più puntuali , fermate disseminate in tutte le residenze in maniera più capillare e che possano coprire gran parte della giornata , dall'alba fino a mezzanotte , visto che oggi i nostri gestori di autolinee hanno deciso che dopo le 21 - 21.30 non sia possibile spostarsi se non con mezzi privati . Senza tener conto che ormai nel comune risiedono più di 20.000 persone le quali sono impiegate in un mondo del lavoro evolutosi nel frattempo nel terziario , con orari spalmati in tutte le 24 ore , e che da tempo abbiamo abbandonato il mondo agropastorale , il quale ,seguendo il moto degli astri , si addormentava al tramonto del sole ! Insomma , la corsa tecnologica accennata al principio dell'articolo pare arrestarsi nella nostra amabile cittadina , ma noi siamo per natura ottimisti e confidiamo in nuovo inizio per le nostre autolinee in modo da adeguare lo standard dello stato dei trasporti a quello dei paesi europei ( visto che oggi l'unico termine di paragone lo possiamo fare solo con un altro continente posto più a sud !! ) . Fonte: Demos Capoterra
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