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Capoterra e Abbanoa spa, quale futuro? PDF Stampa E-mail
Notizie - Approfondimenti
Scritto da Amministratore   
Mercoledì 24 Febbraio 2010 14:25

Se ne parla da diversi mesi. Un anno e tre mesi per l’esattezza. Da quando il 22 Ottobre 2008 una perturbazione ha riversato una quantità d’acqua sul territorio di Capoterra senza precedenti, danneggiando le condotte idriche e fognarie delle zone residenziali. A distanza di pochi giorni dal disastro, il 5 novembre 2008, il consiglio comunale ha deliberato, con numero di riferimento #47, a favore del passaggio ad Abbanoa spa delle risorse idriche di Capoterra. Come per la Maddalena e l’Aquila,  l’emergenza ha avuto la meglio sulla ragione. E senza possibilità di discussione, la Giunta ha optato per cedere il testimone ad una società privata con capitale pubblico. La stessa società che ad oggi risulta con un bilancio disastroso e “costretta” ad affidare gli appalti di manutenzione a ditte siciliane, lasciando le società locali a bocca asciutta.

 

Recentemente,  in consiglio comunale, la proposta di passare ad Abbanoa è ritornata sotto i riflettori.  In una recente seduta consiliare, la maggioranza si è spaccata, sollevando un polverone sulle modalità di passaggio delle consegne.

Inoltre, voci di corridoio, il CASIC non vorrebbe più concedere il BONUS sulla TARSU ai cittadini di Capoterra nonostante il pesante vincolo a cui il nostro paese è costretto a convivere quotidianamente.

Alla luce di queste ultime rivelazioni, sarà un bene passare tutto il servizio idrico (fogna e acqua potabile) ad Abbanoa spa?

Per ora Vi consiglio di leggere le ultime news su Abbanoa apparse su La Nuova Sardegna.

Le gare d’appalto, evidentemente, non sono come una partita di calcio. Il fattore campo, almeno in Sardegna, conta ben poco. Il G8 insegna. Arrivano le aziende dal Continente, dribblano i concorrenti locali, portano a casa il risultato e qui lasciano le briciole. Con la gara bandita a gennaio da Abbanoa è successa la stessa cosa. E in palio c’erano 85 milioni di euro più iva. Una bella fetta dello sviluppo dell’i sola.

Ed è un paradosso che la manutenzione delle reti idriche, fino al 2012, finisca nelle mani di impresari che abitano a migliaia di chilometri dal tubo che si rompe o dalla fogna che tracima. Per capirsi: non è come commissionare la realizzazione di un depuratore, dove un’impresa si accantiera e poi sbaracca quando l’o pera è ultimata. Qui si tratta di vigilare ogni giorno, 24 ore su 24, sull’integrità di migliaia di chilometri di vecchi tubi che corrono sotto la pelle dell’isola, e garantire in 6 ore l’i ntervento. «Il film sarà sempre lo stesso - dice Franco Cerboneschi della Turritana costruzioni di Porto Torres - le ditte di fuori vincono e poi subappaltano alle imprese sarde in cambio del 10%. Naturalmente, in questa situazione di crisi, c’è sempre qualcuno disposto ad accettare, pur consapevole che i margini di guadagno saranno ridotti all’osso.

L’impresa continentale ha ottenuto l’appalto con un 20 per cento di ribasso, passa le consegne in cambio di un 10 per cento, rovesciando sul subappaltante locale un ribasso del 30 per cento. E stare dentro ai costi sarà molto dura». La Turritana, in questa enorme lotteria che sono le gare al massimo ribasso con calcolo della media ed eliminazione delle offerte anomale, è riuscita a portare a casa un solo lotto sui 39 disponibili. Si occuperà della manutenzione del nord Gallura per un importo di 2milioni e 518mila euro. «Per come sono andate le cose non ci possiamo quasi lamentare - dice Cerboneschi - ma questo modo di bandire gli appalti, dove non viene valorizzato a sufficienza il possesso di una sede operativa in loco, è penalizzante. Troppe imprese del territorio, anche grosse, sono rimaste all’asciutto».


Le aziende siciliane, sempre agili nel districarsi tra i labirinti matematici delle gare d’appalto, si sono accaparrate le fette più sostanziose della torta. Hanno visto la gara a evidenza pubblica nazionale, hanno strabuzzato gli occhi davanti agli 85milioni, si sono gettate a pesce. Vanno a Trapani i 5milioni del distretto di Cagliari Hinterland, i 4milioni e 200 di Sassari, i 3milioni e 300 di Alghero, i 2milioni e 300 di Porto Torres, e poi i lavori di Thiesi, del Sulcis e del Campidano.

Aziende spesso sconosciute, dato che il curriculum e l’affidabilità passano in secondo piano in un concorso dove vince l’aritmetica. Per partecipare, in fondo, basterebbe acquistare per 50mila euro un ramo di azienda in dismissione, arruolare un geometra e nominarlo direttore, e iscriversi alla categoria Og6. Poi, anche senza esperienza, si può andare a caccia di gare pubbliche e usare bene la calcolatrice. E così, senza nemmeno sapere quali reti colabrodo dovranno tamponare, sbarcano in Sardegna anche le ditte di Palermo, di Messina, e gli altri di Vibo Valentia, Milano Torino e via dicendo, che, appalto dopo appalto portano via risorse preziose. Per la Sardegna è come se si prelevasse sangue a un talassemico.

Alle ditte locali non resta che difendersi attraverso i ricorsi, frugando tra le pieghe dei bandi di gara alla ricerca dei vizi di forma. In quest’ultimo di Abbanoa c’è una frase che non convince: «ai sensi dell’art. 20 comma 8 della legge Regionale 5/2007 si procederà all’esclusione automatica delle offerte anomale», cioè troppo basse. Ma un correttivo del maggio 2009 al Codice degli appalti stabilisce che, per importi superiori al milione, l’e sclusione non può essere automatica: è necessaria una verifica di congruità dell’offerta giudicata insostenibile. Abbanoa ha aperto le 104 buste una settimana fa: avrà rispettato i nuovi criteri?


(24 febbraio 2010)
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Commenti (7)Add Comment
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Acqua bene pubblico nessuno deve guadagnarci e sopratutto le reti sono state pagate dai cittadini con le tasse
scritto da Tornado1, 25 - 02 - 2010, 20: 47 59
A Torino l'acqua è pubblica grazie a una delibera di iniziativa popolare E' stato inserito nello Statuto: "In osservanza della legge, la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica e inalienabile. La Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente mediante soggetti interamente pubblici". Il tutto con l'opposizione del sindaco Chiamparino del Pdmenoelle. A Rivoli, vicino a Torino, è stata presentata dalla Lista 5 Stelle la stessa proposta. Non è passata grazie all'immancabile Pdmenoelle che ha votato contro. I cittadini di Rivoli (ma anche di altri Comuni) che volessero chiedere spiegazioni inviino una mail al sindaco : sindaco@comune.rivoli.to.it. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

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scritto da Jack.., 02 - 03 - 2010, 11: 39 52
il silenzio è la migliore arma in mano a questa amministrazione. non una parola su abbanoa, non una parola sul casic, non una parola sulle inchieste post alluvione, non una parola sulla bit di milano. siamo governati da mummie che hanno paura di affrontare il popolo e cercano sempre di metterla nel.......di noi cittadini.
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scritto da Capoterrese avvilito, 02 - 03 - 2010, 19: 00 02
Morte in Municipio:
Una grave vicenda ieri ha colpito il nostro piccolo grande paese.Tralasciando il capitolo vandalismo, io focalizzerei l'attenzione sulla facilità di accedere all'interno di un luogo pubblico, zeppo di importanti documenti, talvolta di carattere strettamente privato.
Basta una mazza degli stessi operatori comunali a violare un Municipio.
Nessun allarme, nessuna guardia a tutela di noi cittadini.
Mi chiedo cosa sarebbe successo se il Comune fosse andato totalmente a fuoco!
Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se quel passante non avesse visto il fumo.
Mi chiedo dove fossero anche i vigili.
Oggi mi sento come se avessero violato casa mia, perchè dentro il nostro Comune c'è anche molto di noi cittadini.
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per capoterrese avvilito
scritto da alice, 02 - 03 - 2010, 19: 54 18
se quello non è un atto di vandalismo cos'è stata una visita di cortesia? ti sembra normale scavalcare un cancello, rompere un vetro, scassinare le porte? incendiare un edificio?
Non so se il municipio sia blindato o no ma sicuramente le porte erano chiuse ed anche i cancelli e nessuno deve entrare nelle case degli altri anche se aperte. La mazza degli operatori probabilmente si trovava nel posto più adatto: nel municipio dove stanno i mezzi e gli attrezzi.
I vigili saranno stati a casa loro con le loro famiglie, forse tu sei abituato a lavorare gratis ma i vigili non sono pagati per lavorare di notte.
Tu stesso dici che il comune è come casa tua e di tutti i cittadini, se si è normali non si distrugge ciò che è nostro nè quello degli altri.
In un paese civile dove le persone sono normali e non delinquenti non è necessario blindare tutto anche perchè si dice che il ladro non si pone limiti ed entra dove vuole. Perchè incolpare sempre gli amministratori o i dipendenti e non i delinquenti?
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Per Alice
scritto da Capoterrese avvilito, 02 - 03 - 2010, 20: 54 07
Il mio tralasciare non era minimizzare,era un silenzioso rispetto verso una situazione che la famiglia del mal capitato si trova a gestire.
Detto ciò continuo a chiedermi quanto sia incustodito il nostro Municipio.
E continuo a pensare che questa vicenda abbia dell'inverosimile.
Un luogo pubblico di tale importanza andrebbe preservato da maligne intenzioni criminali.
Io comunque stanotte la porta la chiuderò con due giri di chiave.Cara Alice faresti bene a farlo pure tu, il ladro avrà pure pochi limiti, ma se proprio deve entrare voglio farlo penare.
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scritto da Bruno, 03 - 03 - 2010, 11: 19 22
Il fatto che malintenzionati riescano a introdursi senza nessuna difficoltà all'interno del palazzo municipale dimostra la noncuranza da parte di chi è pagato per garantire la sicurezza a tutti. Come mai a Capoterra, comune di 25000 abitanti, la presenza dei vigili urbani oltre che essere circoscritta nell'incrocio tra via Cagliari e corso Gramsci è limitata a orari di ufficio?
Oggi si legge che il sindaco ha deciso di far installare le telecamere e poi? Anche con le telecamere se non c'è nessuno per bloccare i malintenzionati a che servono?
Facciamo lavorare i vigili e aumentiamo la presenza dei carabinieri che con la scusa di essere 4 gatti sembrano più fantasmi che agenti delle forze dell'ordine.
Non oso immaginare cosa sarebbe successo se questo idiota avesse dato fuoco a tutto il comune.
e per rispondere ad Alice: la colpa di chi dovrebbe essere? di noi cittadini o di chi è stato eletto democraticamente per garantire anche la sicurezza? Capisco che i soldi al comune servano per pagare amici e fare regali...ma se fossero stati utilizzati per aumentare il servizio di vigilanza, atti di questo genere non si verificherebbero così facilmente.
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scritto da baffo, 03 - 03 - 2010, 14: 43 16
Per tutti voi: i compiti dei vigili e dei carabinieri non sono certo quelli di fare da guardiani al municipio ma ben altro, sarebbe più opportuno che si educassero i cittadini alla buona regola del vivere civile e del rispetto della cosa pubblica e non. Far lavorare i vigili di notte costerebbe molto di più dell'installazione e gestione di sistemi d'allarme adeguati come fanno negli altri comuni!!!!!!!!

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 14:30
 
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