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Eolico, Cappellacci: no grazie. PDF Stampa E-mail
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Notizie - Approfondimenti
Scritto da Amministratore   
Giovedì 04 Marzo 2010 23:02

paleCapoterra oggi si trova a vivere la possibilità di vedere sorgere un nuovo parco eolico sul proprio territorio. Nelle acque della Maddalena spiaggia potrebbero fare la loro comparsa trentatre pale. L'avanzata dell'eolico nel golfo è una realtà quasi tangibile, che incontra reazioni discordanti fra gli investitori del settore e gli amministratori dei Comuni interessati. Un no secco arriva anche dalle Mura della Regione, dove il presidente Cappellacci conferma il suo veto. Ma la comunità Capoterrese cosa ne pensa? Siete d’accordo con la possibilità di un investimento nell’energia rinnovabile pur essendo a discapito del paesaggio?

Amministrative 2011, proponi il sindaco
 

Di seguito l'articolo apparso su "Il Giornale di Sardegna" del 02/03/2010

L'impianto tra Pula e La Maddalena spiaggia. Pili: il governo intervenga per bloccare l'iter.


Trenta giorni di tempo per impedire la costruzione di 33 pale eoliche nel Golfo di Cagliari. La Capitaneria di porto, che fa capo al ministero delle Infrastrutture e trasporti, lo annuncia nelle principali testate giornalistiche e nelle bacheche dei comuni interessati: Cagliari, Capoterra e Sarroch, per la precisione. La società sempre più vicina al nulla osta definitivo è la Trevi energy di Cesena.

La multinazionale, leader nella geotecnica, aveva fatto richiesta di concessione demaniale marittima cinquantennale il 10 giugno 2008. Un anno e mezzo dopo, il 9 novembre 2009, faceva istanza per la realizzazione di un impianto di generazione eolica offshore in uno specchio d'acqua compreso nel Golfo degli angeli. Si tratta di un parco enorme che andrebbe a ricoprire, con le sue pale alte 120 metri, una superficie di dieci milioni di metri quadrati, davanti a La Maddalena spiaggia e Sarroch, fino a Pula. Non solo: il progetto prevede il posizionamento di un cavo sottomarino della lunghezza di circa 10 chilometri, che dalla cabina di trasformazione a mare giunge sino alla zona di approdo, nella spiaggia di Giorgino, e che prosegue costeggiando la strada comunale sino alla stazione Enel del Porto Canale di Cagliari. «Un affronto politico istituzionale senza precedenti in Sardegna».

Il deputato del Pdl, Mauro Pili, definisce così «la pubblicazione nei quotidiani locali delle procedure di avvio delle autorizzazioni per la realizzazione di un impianto offshore sul Golfo di Cagliari». E lo fa attraverso un'interrogazione urgente ai ministri delle Infrastrutture e dell'Ambiente, «perché intervengano immediatamente per revocare le procedure avviate, per manifesta violazione delle più elementari norme di tutela ambientale, naturalistica, culturale, archeologica che si concentrano su quel tratto di mare». «Non avrei mai pensato - aggiunge - che dopo la mobilitazione dei mesi scorsi, le prese di posizione di tanta gente, ma soprattutto delle istituzioni locali, i signorotti del vento potessero continuare a soffiare sugli interessi, a tal punto da pensare che la Sardegna sia terra di nessuno». Tanto chiasso non era stato fatto a caso. Le richieste di concessione demaniale marittima sul Golfo di Cagliari, compresa quella della Trevi energy, sono cinque: due da parte della cagliaritana Sostenergy, l'unica società sarda in gioco, una della Ecopowernet srl di Varese e, infine, una della Licata Energy di Treviso.

Le tre ditte hanno fatto richiesta dopo la società di Cesena, ma anche nel loro caso arriverà il momento in cui la Capitaneria di porto concederà i famosi trenta giorni di tempo per presentare per iscritto le osservazioni ritenute opportune a tutela dei loro eventuali diritti. Ma, trascorso questo termine, che è quello del 30 marzo 2010, non sarà accettato alcun reclamo e si darà corso alle pratiche relative alla concessione richiesta. Per Mauro Pili, il problema sta alla base: «L'avvio delle procedure doveva essere impedito in tutti i modi soprattutto per l’incongruenza dell’impianto proposto con l’area prescelta». In pratica, il vero errore l'avrebbe commesso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che ha dato il via libera alla richiesta.

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Commenti (9)Add Comment
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scritto da Mario Melis, 05 - 03 - 2010, 13: 17 37
Secondo me dietro tutta questa insistenza c'è qualche pezzo grosso della regione. Dopo il ben servito da Is Arenas avrebbero dovuto capire che qui non vogliamo questi mostri in mare!
kero
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scritto da kero, 05 - 03 - 2010, 16: 52 33
Io son sempre stato a favore delle energie rinnovabili e scarsamente inquinanti, di conseguenza son a favore anche dell'Eolico a Capoterra.
L'argomento è ancora da chiarire ovviamente, per ora filtrano solo le informazioni che vogliono che passino, e cioè che il Nostro Governatore, in veste di tutore improvvisato della madre terra, abbia detto no allo scempio ambientale che comporterebbe l'arrivo delle pale eoliche.
Ma stiamo parlando dello stesso Governatore che tempo fa fu a favore della cementificazione?
Quello che voleva abolire i vincoli paesaggistici?
Ci stanno facendo un lavaggio del cervello.
Posso capire che i Surfisti del litorale sardo possano essere incacchiati vista la possibilità di vedere sfumare le loro surfate pomeridiane, ma non venitemi a dire che la Maddalena potrebbe venir deturpata.
Ma nessuno di voi ha occhi sani? Ma nessuno di voi ha notato quanto sia antiestetica la Saras, per quanto indispensabile per l'economia locale?

Il mio "voi" è generico..
Quello che sento sono opinioni discordanti, tutti contro l'eolico, ma se si chiedono motivazioni nessuno è in grado di darle!
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scritto da marajà, 05 - 03 - 2010, 17: 31 47
Bravo Kero, per una volta non sei polemico e parli centrando perfettamente il problema. Aggiungo alcune considerazioni : Primo perché qualcuno non fornisce indicazioni piu' precise ? Ad esempio a che distanza dalla costa saranno installate le pale Eoliche ? Esiste o é stato richiesto uno studio che verifichi se il mulinare della pale o la loro semplice installazione modificherà o potrebbe farlo, le correnti marine, la direzione dei venti etc. in modo da conoscere non l'impatto ambientale sotto il profilo visivo ( perché se come si dice verrebbero installate a 10 miglia = 18 Km. circa dalla costa bisognerebbe aver una vista d'aquila) ma quello piu' concreto sulla morfologia della costa? E poi ha ancora ragione Kero, ma solo ora siamo diventati tutti interessati a salvaguardare il panorama ? Oltre la SARAS e il Casic ? e il Compostaggio e la zona Industriale in casa nostra ma di competenza ( e pagamento tasse ) di altri e ben piu' distanti Comuni ? Energia alternativa contro l'inquinamento non dovrebbe voler dire LA BOTTE PIENA E LA MOGLIE UBRIACA. ATTENTI A NON FARE LE PECORE E SEGUIRE IL PASTORE SOLO PER TUTELARNE GLI INTERESSI OCCULTI. CREDO MOLTO POCO A QUESTE CROCIATE.
Milli
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scritto da Milli, 05 - 03 - 2010, 21: 12 32
Concordo con Kero e Maraja.
Aggiungo un quesito a quelli già posti:
Ma se le pale vengono disposte in mare, l'impresa investitrice paga il canone per l'occupazione del luogo in cui le stesse pale si trovano?
Oppure questo è uno stratagemma per non versare nulla nelle tasche dei Comuni?

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scritto da Marcoelle, 06 - 03 - 2010, 11: 05 41
Milly è prorpio questo il punto: gli impianti eolici NON HANNO BISOGNO DELLE AUTORIZZAZIONI DEGLI ENTI LOCALI, REGIONE COMPRESA, in questo modo ai comuni che hanno gli impianti che deturpano il loro panorama, non arriverebbe neppure un centesimo.
Infatti le richieste vengono presentate alla Capitanerie.
E' inutile che Cappellacci e Floris facciano finta di protestare.
A Maraja ricordo che la linea dell'orizzonte (curvatura terrestre) è distante circa 50 km dalla costa. Qundi le pale a 10 miglia sarebbero visibili eccome!
Inoltre, chi ha approfondito un po il discorso sa bene che questi impianti potranno stare in mezzo al mare oltre i 30 anni, perchè dopo quel periodo la corrosione avra distrutto distruggerà tutto.
Andare sul Monte Arci per vedere, dopo lo scempio dell'installazione in mezzo ai boschi di querce, ammassi di ferraglia inutilizzati, e li non c'era la salsedine.
Detto questo, è chiaro che siamo tutti d'accordo sulle energie alternative a condizione però che non sia la sola Sardegna, che ne ospita anche troppi, l'unica regione d'Italia a sostenere questo peso.
Quello di Macchiareddu, per esempio, perchè funziona a singhiozzo?
Qualcuno è in grado di rispondere?
Jack
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scritto da Jack, 06 - 03 - 2010, 13: 03 34
Bravo Marcoelle. Le energie alternative sono necessarie ma bisogna anche porre un limite. Poi c'è da chiarire quali interessi si nascondo dietro questi parchi. Mi sembra molto strano che uno come Cappellacci che ha mille cambiali elettorali da restituire si opponga così bruscamente all'installazione di un parco eolico marino proprio lui che in campagna elettorale parlava di energie alternative e rilancio dell'economia. Che la massoneria sarda non sia stata capace di arraffare qualcosa? Ma poi cosa abbiamo da perdere alla Maddalena? Il paesaggio fa schifo. Tra saras e casic non è proprio il paradiso terrestre! Forse come scrive Marcoelle i comuni non ci guadagnano nulla a contrario di elettrodotti (votati all'unanimità in consiglio comunale) e impianti di depurazione e compostaggio (ricordate il caso dei posti di lavori affidati ai parenti dei nostri politici?)
sarà ma a me questa cosa puzza come l'acqua della Maddalena.
Non si parla di un posto come Is Arenas....ma di una fogna a cielo aperto!
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Favorevole all'eolico purchè benefico per Capoterra
scritto da Eolo, 06 - 03 - 2010, 17: 23 51
Sono favorevole a patto che Capoterra ne tragga beneficio collettivo in termini di risparmio energetico.

Guardate la SARAS, mi dite che cosa mai ne abbiamo tratto in beneficio oltre che ai posti di lavoro i quali non sono gratis ma pagati duramente con il lavoro?

Inoltre la Saras inquina, e a tal proposito abbiamo mai avuto qualche agevolazione sul Carburante?

Ben venga l'eolio se non impattante ma sopratutto benefico per la nostra comunità.

Guardatevi la puntata di domani (Domenica 7) di Presa Diretta su RAI 3 relativa all'Eolico, poi ne riparliamo...

Aprite gli occhi gente!!smilies/sad.gif
kero
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scritto da kero, 08 - 03 - 2010, 13: 38 44
Non son d'accordo con la questione Saras.
E' innegabile che sia inquinante, che abbia un grosso impatto sul territorio, antiestetica, ma che non abbia mai dato beneficio al paese che la ospita non è vero.
Logicamente Capoterra, che non ha nulla a che fare con l'impianto non guadagna nulla se non i posti di lavoro che questa offre, cosa da non sottovalutare, dato che buona parte dell'economia gira soprattutto grazie alla disponibilità economica che questa garantisce ai propri dipendenti.
E poi in campagna elettorale anche molti politici hanno "giovamento" da essa.....
kero
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scritto da kero, 08 - 03 - 2010, 13: 43 14
Marcoelle
hai detto cose che non conoscevo.Bisogna valutare i pro e i contro .
Sul monte Arci lo scempio è chiaramente evidente, ma se le pale venissero locate i zone pianeggianti, prive i boschi,dove, parliamoci chiaramente, non c'è nulla da deturpare io son d'accordo .
Ad esempio se si parla di quei due impianti nei pressi del casic ammetto che non mi piacciano, perchè troppo vicini agli stagni dove si trovano molte specchi di voltatili.


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Ultimo aggiornamento Domenica 25 Aprile 2010 10:11
 
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