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Abbanoa è arrivata.
Ufficializzato il servizio sul suolo Capoterrese sono subito sopraggiunti i primi disservizi nell’erogazione dell’acqua, senza tralasciare le bollette salate che si son viste recapitare alcune famiglie.
Dai rubinetti arriva meno pressione, ma quelli che hanno avuto
la peggio sono stati i residenti di Poggio dei Pini - più precisamente della Residenza del Poggio - i quali, senza nessun preavviso , si sono ritrovati i rubinetti a secco da venerdì 16 a lunedì 19 luglio.
Nessuna comunicazione nel sito istituzionale, ne con il famigerato e tempestivo servizio SMS, ne tantomeno attraverso gli organi di stampa. Solo qualche manifesto affisso in fretta e furia dalla Polizia Locale nella mattinata di sabato nelle cabine di derivazione Telecom, nei paraggi della Residenza. Nei volantini è stato specificato che l’erogazione dell’acqua sarebbe stata interrotta dalle 22 di venerdì alle 6 di sabato per problemi tecnici.
Oltre il danno, derivante dalla mancanza d’acqua in un periodo come luglio, vi è la beffa da parte del Comune per non aver comunicato il disservizio e non aver organizzato la distribuzione dell’acqua attraverso le autocisterne della Protezione Civile. Come giusto sarebbe stato in un paese civile ben organizzato. Inoltre ci si chiede come mai ai numeri di telefono della polizia locale e dell’ufficio tecnico non rispondesse nessuno. Dopotutto di emergenza si è trattata.
A parte la mancanza di tempestività nell’informare la popolazione di un disservizio come la distribuzione dell’acqua, ci si chiede se il passaggio al gestore unico delle reti idriche sia stata in effetti una scelta appropriata, per lo meno in un Comune notoriamente conosciuto per le grandi risorse idriche del sottosuolo.
Sperando che queste situazioni non diventino routine ci auguriamo che l'amministrazione provveda a alleviare il danno con soluzioni appropriate.
Approfondimenti su Abbanoa spa. Fonte: Istituto Bellieni
Storie ordinarie di un carrozzone che fa acqua....
Beh, la vicenda ABBANOA è molto complessa, ed è difficile per l’osservatore esterno o l’utente finale del servizio percepire in tutta la sua gravità le dimensioni del disastro; purtroppo, il continuo e progressivo aumento dei costi della bolletta idrica per gli utenti sardi è in realtà solo la punta emersa dell’iceberg; il costo economico e sociale per i sardi di tutta l’operazione ABBANOA Spa, pilotata dalla sinistra, è enorme ed è ancora tutto da calcolare, e credo che sarà uno dei non facili compiti della prossima legislatura regionale.
Per arrivare a capire quale è stato finora il costo effettivo per la popolazione sarda dall’avvento di Abbanoa Spa, all’aumento notevole del costo delle bollette (a proposito, in sordina è stato introdotto un altro ulteriore aumento del 4%, con effetto dal 1° gennaio 2009) bisognerebbe sommare anche altri costi, non immediatamente evidenti, ma che comunque sono (e saranno) a carico della collettività dei sardi:
- La dispersione del patrimonio umano e professionale (fatto anche di sacrifici personali e di risultati sul campo eccezionali ed impensabili, in relazione ai contenuti mezzi a disposizione) di circa 500 ex dipendenti dell’ESAF, l’Ente Regionale che per circa 50 anni ha avuto il compito difficilissimo di portare l’acqua in qualunque angolo della Sardegna, a prescindere dalle dimensioni dei centri serviti; ed il tutto con una tariffa di tipo sociale, molto più bassa dell’attuale.
- Il costo non indifferente del Consiglio di Amministrazione, che per di più è composto da persone che non sono esattamente dei guru del management (ad essere buoni). Il Presidente, che è l’unico tecnico, è espressione della Regione ed i Consiglieri eletti dai Comuni sardi sono politici puri, quasi tutti espressione della sinistra (Cabrasiani, più esattamente).
- I danni provocati da uno staff manageriale impreparato ed inadeguato, infarcito di nozioni da manuale di marketing aziendale di stile pseudo-bocconiano, ma in realtà avulso dalla realtà aziendale e territoriale della nostra Isola.
- Gli enormi debiti accumulati dalla Società, finora non esattamente quantificati, che prima o poi dovranno essere saldati (ovviamente a spese degli utenti e dei Comuni).
- Il lento, ma inesorabile degrado degli impianti, trascurati da una gestione tecnicamente inidonea e comunque priva di mezzi finanziari per programmare anche la minima manutenzione conservativa delle opere.
Del resto non si può certo tacere del crescente e generalizzato calo di efficienza del servizio idrico, testimoniato dalla continua presenza negli organi di stampa di proteste di cittadini e di sindaci, che continuamente ABBANOA Spa pretende di giustificare con lo start-up aziendale (ma ormai la Società ha quasi quattro anni di vita!) o con i debiti pregressi degli Enti o Società che sono stati fusi per consentire la sua nascita; ne si può tacere dei disagi patiti dai fornitori della Società, che si vedono retribuiti i loro servizi o le loro forniture con ritardi biblici; tra questi fornitori di beni e di servizi vi sono numerose imprese ed officine artigianali sarde che ormai rischiano il tracollo a causa di questi ritardi nei pagamenti.
La stabilizzazione di un elevato numero di precari (ormai la Società veleggia verso circa 2.000 dipendenti diretti) è solo una sfaccettatura (e forse l’unica veramente positiva, in un periodo di forte crisi economica e di aziende che chiudono i battenti) del complesso rapporto Società/dipendenti, che è caratterizzato da forti tensioni; forse siamo in presenza di un caso più unico che raro di una Società che è riuscita con i suoi comportamenti di stile padronale ad inimicarsi (insieme alla maggior parte degli utenti e dei sindaci) praticamente tutti i suoi dipendenti, da quelli “storici” appartenenti alle Società che sono state fuse per crearla, a quelli neo-assunti, che in teoria avrebbero dovuto essere i principali sostenitori di ABBANOA Spa.
Non va poi trascurato il danno di immagine e culturale a tutta la Sardegna derivante dal fatto che l’insipienza e l’arroganza della politica è riuscita a trasformare quella che era una straordinaria opportunità dal punto di vista della unione e della solidarietà della comunità isolana (ABBANOA Spa è la prima società composta da praticamente tutti i Comuni della Sardegna per amministrare un bene comune) in una iattura per la popolazione, percepita ormai dagli utenti come l’ennesimo (carissimo) carrozzone politico imposto da una politica ostile e vessatoria.
Insomma, c’è molto lavoro in questo campo per la prossima maggioranza in Consiglio Regionale!!!
Domenico Calaresu
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