| Progetto Area Vasta, un mondo da scoprire |
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| Notizie - Approfondimenti | |||
| Scritto da Amministratore | |||
| Sabato 18 Settembre 2010 23:00 | |||
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E' forse questa disinformazione di fondo a spingere esponenti politici a dichiarare cose talvolta inesatte. E' il caso dello sfogo del Sig. Mallus riportato, due giorni fa, dalla stampa locale: «Capoterra è un paese di circa ventiquattromila abitanti e non è mai stato oggetto di attenzione da parte del Ctm, benché una legge stabilisca che fino a trenta chilometri dal capoluogo i trasporti possano essere gestiti dalle linee urbane Ctm». (F.te Unione Sarda) Riteniamo corretto correggere questa affermazione evitando così confusione ai cittadini. Dal Portale del Comune di Cagliari è possibile prendere visione del progetto "Area Vasta". Si tratta di un piano strategico di mobilità sostenibile, studiato da CTM (allora ACT), Provincia di Cagliari e Comune di Cagliari (compresi i restanti 15 comuni dell’Area), che, da oltre 10 anni, stagna nei cassetti della burocrazia. Il fine di questo piano è quello di collegare adeguatamente i sedici Comuni dell'hinterland cagliaritano per mezzo di autobus e tram. La storia dell’Area Vasta è vecchia quanto il progetto della SS195, e come questa resta bloccata forse per mille e più conflitti di interesse. Anche CapoterraOnLine, più volte, ha spolverato l’argomento per smuovere le coscienze dei politici, affinchè si adoperassero per mettere in atto un piano che alleggerirebbe notevolmente il traffico veicolare da e per il Capoluogo e, non da meno, permetterebbe di dimezzare i tempi di percorrenza garantiti dalle attuali linee extraurbane gestite da ARST e dall’azienda di famiglia Bayre. Nonostante i nuovi autobus, le frequenze sono rimaste immutate, così come resta immutata l’attività politica del nostro Comune sul fronte “servizi ai cittadini”. Meglio non rompere le uova nel paniere, le scelte populiste sono sempre le migliori (solo per portare voti). Qualche campo da calcio, un capannone-piscina e i cittadini possono considerarsi coccolati da questa amministrazione… Di seguito l'intero articolo apparso su L'Unione Sarda del 17 settembre 2010 Biglietti troppo cari, proteste contro l'Arst Primo giorno di scuola con amara sorpresa a Capoterra. Il costo del biglietto Arst, per via della delibera regionale, è passato da 2,5 a 3,5 euro. «Parlano di un rincaro pari al venti per cento, la realtà è che l'aumento sfiora il cinquanta. Ho due figli in età scolastica, per noi questi costi sono insostenibili», tuona Sandro Defraia residente a Su Spantu. C'è preoccupazione anche tra gli amministratori locali. «È la negazione del diritto all'istruzione, considerato anche l'aumento dei libri di testo», sottolinea il consigliere Pd Giacomo Mallus. È stata presentata una mozione condivisa dai capigruppo in Consiglio comunale che sarà sottoposta all'attenzione della Regione». Sono migliaia i pendolari che ogni giorno raggiungono il capoluogo con i mezzi pubblici dell'Arst. «Capoterra è un paese di circa ventiquattromila abitanti e non è mai stato oggetto di attenzione da parte del Ctm, benché una legge stabilisca che fino a trenta chilometri dal capoluogo i trasporti possano essere gestiti dalle linee urbane Ctm», aggiunge Giannetto Soi, consigliere Rc. Per i capoterresi esiste una sola via di comunicazione con Cagliari, la vecchia Sulcitana, dove il traffico va in tilt al minimo incidente. (mg.m)
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Commenti (2)
![]() scritto da diplomata, 20 - 09 - 2010, 16: 54 57
I rincari sarebbero giustificati qualora ci fossero dei giustificati motivi.
La Regione Sardegna ha DEVOLUTO buona parte dei soldi delle proprie casse alla Sicilia per far fronte ai danni dell'alluvione dell'anno scorso. Fra l'altro si è dimenticata che anche la Sardegna è zona alluvionale. Magari quei miliardi di euro avrebbero potuto evitare tali rincari. Spero che i politici sopracitati si adoperino realmente per concludere una battaglia dura contro i conflitti di interesse. Scrivi commento
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| Ultimo aggiornamento Domenica 19 Settembre 2010 21:32 |









La notizia è apparsa soltanto ieri sul quotidiano più diffuso dell’Isola, ma è vecchia di oltre un mese. I rincari nel trasporto pubblico sono stati disposti con la finanziaria 2010 studiata dalla Giunta regionale, capeggiata da Cappellacci, l’uomo del “Sardegna torna a sorridere” per intenderci. I tagli al TPL programmati dal governo Berlusconi hanno avuto come risultato un aumento delle tariffe per il trasporto pubblico locale in tutta Italia. Le regioni non hanno potuto fare altro che adeguarsi.




Area vasta? Interessi vasti!