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Notizie - Approfondimenti
Scritto da Amministratore   
Domenica 22 Maggio 2011 09:58

Sulla scia dei popoli nord africani, i nostri cugini iberici, da alcuni giorni, hanno iniziato a manifestare pacificamente nella centralissima piazza Puerta del Sol di Madrid, per poi invadere le principali piazze di tutte le città spagnole. È una manifestazione nata per opporsi al crescente potere in mano ai politici e alle banche. Un modo per opporsi al sistema e far sentire la propria voce. A distanza di poche ore dal voto delle amministrative che interessa diverse città iberiche, i manifestanti sono cresciuti in maniera esponenziale, facendo letteralmente tremare non solo i candidati spagnoli, ma tutti i governi europei.  

I manifestanti chiedono la riforma elettorale che attualmente favorisce solo i partiti più grandi; eliminazione dei privilegi; abolizione della monarchia;  riforma delle banche e altre decine di punti, tutti incentrati sul diritto democratico.

Partecipano migliaia di giovani, studenti, precari, lavoratori ma anche pensionati ridotti all’indigenza dalla crisi economica e dal mal governo iberico. Rivendicano dignità e uguaglianza, soprattutto laddove la legge favorisce i politici corrotti. Si scagliano pacificamente contro il sistema marcio che rende il povero sempre più povero e il ricco sempre più ricco, dove le banche che hanno causato questa crisi vengono salvate con i soldi di tutti i contribuenti e i loro manager diventano i nuovi leader politici. Sono stanchi della precarietà  dei rapporti di lavoro, della sanità e dei servizi essenziali che via via stanno scomparendo per far posto al mondo dei privati. Stanchi del divario sempre più evidente tra la classe politica e quella dei lavoratori: politici che nonostante la crisi non rinunciano a privilegi e prebende stratosferiche rispetto ai redditi dei comuni cittadini.

È dal ’68 che l’Europa non vive più un esperienza del genere. Anche se non violenta, la manifestazione spagnola fa sussultare la democrazia europea schiava dei poteri forti e consapevole di non essere  in grado di sostenere un’ondata rivoluzionaria in stile nord africana.

E quella spagnola potrebbe diventare il laboratorio per future manifestazioni in tutto il resto d’Europa. Soprattutto qua in Italia, dove la situazione politica non sembra essere tanto diversa da quella iberica, anzi.

Crediamo sia arrivato il momento di mettere da parte la vecchia politica - chi è stato la causa del problema non può essere la soluzione – per mettere in atto una nuova idea di politica partecipata, lontana da quelli che sono stati fin’ora solo privilegi per poche persone elette dal popolo.

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Ultimo aggiornamento Domenica 22 Maggio 2011 10:03
 
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