| Bracconaggio, ancora minacce sui nostri monti |
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| Notizie - Approfondimenti | |||
| Scritto da Amministratore | |||
| Martedì 10 Gennaio 2012 18:07 | |||
Da anni questi volontari, che non intascano un centesimo, lottano contro un malcostume travestito da usanza. Da anni dedicano il loro tempo alla salvaguardia della fauna a rischio estinzione e contro la crudeltà delle trappole dei bracconieri. Svolgono il lavoro scomodo quanto pericoloso, affiancandosi all’operato spesso insufficiente delle forze dell’ordine. A farlo, per l’appunto, sono giovani volontari che rischiano spesso anche la vita quando, nei sentieri di montagna, si imbattono con personaggi disposti a tutto pur di portare a casa quattro poveri uccelli morti. Il tutto per rimpinguare le tavole natalizie di anonimi buongustai o finire per essere un regalo al personaggio “illustre” di turno.Sono persone la cui identità, quella dei bracconieri, è ben nota alle forze dell’ordine, filmate addirittura dalle telecamere di striscia la notizia. Eppure continuano a svolgere il loro “rinomato mestiere” alla luce del giorno, sotto gli occhi di tutti, indisturbati e ricercati, in senso positivo, dagli “intenditori” di tutta l’isola. Capoterra ancora una volta finisce sotto i riflettori per un vergognoso fatto di cronaca. L’ennesimo episodio risale a due giorni fa, quando il gruppo della Lipu ha subito prima una sassaiola e poi minacce di morte. La conta dei danni ammonta ad una vettura distrutta dalla pietre e tanta paura. Tutti questi eventi di bracconaggio non possono che influire negativamente sulla fauna da una parte, e sulla fama del nostro paese dall’altra.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 10 Gennaio 2012 18:12 |









Da anni questi volontari, che non intascano un centesimo, lottano contro un malcostume travestito da usanza. Da anni dedicano il loro tempo alla salvaguardia della fauna a rischio estinzione e contro la crudeltà delle trappole dei bracconieri. Svolgono il lavoro scomodo quanto pericoloso, affiancandosi all’operato spesso insufficiente delle forze dell’ordine. A farlo, per l’appunto, sono giovani volontari che rischiano spesso anche la vita quando, nei sentieri di montagna, si imbattono con personaggi disposti a tutto pur di portare a casa quattro poveri uccelli morti. Il tutto per rimpinguare le tavole natalizie di anonimi buongustai o finire per essere un regalo al personaggio “illustre” di turno.



