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Capoterra rischia l’infarto ambientale: il territorio rischia grosso se non si pone rimedio, ora. PDF Stampa E-mail
Notizie - Approfondimenti
Scritto da Amministratore   
Giovedì 12 Gennaio 2012 22:39
democrazia_popoloCapoterra, un piccolo grande paese, cresciuto in fretta. Dappertutto . Su ogni fronte. Su ogni tipo di terreno spiaggia o collina che sia. Urbanizzazione, venuta su in fretta. Senza una programmazione urbanistica. Tutti richiamati dal dio mattone e di suo fratello denaro. Capoterra, rischia. Rischia grosso. Anche se gli amministratori locali tentennano sul Piano urbanistico. Un Piano tante volte annunciato in campagna elettorale e mai attuato. Perché temporeggiare? Eppure il territorio è di tutti ma alcuni si comportano come se fosse di loro proprietà.

Finalmente in seguito alla seconda disastrosa alluvione nell’ottobre del 2009 in cui morirono due persone, la magistratura, ha detto basta allo scempio del territorio.
Eppure, molti cittadini continuano a star a guardare. Guardano imbambolati il miraggio di tanti soldini che gli immobiliaristi mostrano. Con la crisi e gli euro che non bastano mai è difficile dire no, a questo sistema. In pochi riescono ad opporsi. La promessa di un lavoro e di un futuro senza problemi attrae e fa star zitte parecchie persone.
D’altre parti si respira un aria più verde. Dove la sintesi democratica pare far radici dove le case non hanno ancora posto le fondamenta. Nella provincia di Bologna, a San Lazzaro di Savena 30mila abitanti. Il Comune sta per approvare il nuovo piano regolatore, con una variante che prevede la costruzione di 2500 nuove costruzioni in piena campagna. Un bel po’ di calcestruzzo, sui terreni agricoli. Campi coltivati che gli agricoltori della zona non vogliono lasciare in mano agli immobiliaristi. Questa decisione ha fatto andare su tutte le furie i contadini che hanno iniziato ad incalzare l’amministrazione comunale. Si è formato un comitato che ha promosso un referendum.
Il referendum è stato rigettato dal Giudice, ma il comitato promotore non si è dato per vinto. Il 15 dicembre scorso la popolazione è scesa in piazza per manifestare il diritto di esprimere la propria opinione.
Medesima storia a Parma, quando i cittadini, stanchi della gestione clientelare della cosa pubblica e delle tangenti, dopo giorni di protesta sotto le mura del municipio, sono riusciti a fare dimettere sindaco e giunta.
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Commenti (1)Add Comment
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scritto da Mario Melis, 14 - 01 - 2012, 17: 02 11
Ilvero problema a Capoterra è la minoranza che oltre scaldare il posto e intascare il gettone di presenza e qualche ossicino da sgranocchiare non fa niente per mettere un freno al controllo che fa Dessì di tutto e tutti.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2012 08:53
 
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