| La Regione vuole commissariare il Cacip; la Provincia e i Comuni sono contrari |
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| Notizie - Approfondimenti | |||
| Scritto da Amministratore | |||
| Sabato 04 Febbraio 2012 19:20 | |||
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Il Cacip, casic o area industriale che dir si voglia è, in realtà, secondo il nostro punto di vista, un bacino di carenaggio, dove ogni sindaco dei sette comuni limitrofi entra per diritto nel consiglio di amministrazione ed ha altresì diritto ad un contributo per il loro prezioso tempo messo a disposizione della collettività. Il Cacip è un area industriale abbandonata a se stessa, dove la viabilità è ridotta a pochi cartelli illeggibili e le grandi arterie stradali sono in condizioni pessime, senza illuminazione e senza la benché minima manutenzione. Sporcizia e abbandono. Questo è il Cacip, dove le aziende chiudono con la stessa rapidità con cui hanno aperto e le grosse aziende internazionali si guardano bene dall’investire in un territorio in cui le vie di comunicazione e le infrastrutture sono da terzo mondo. Eppure, nonostante ciò, i sindaci dell’area vasta, consci della stato di abbandono dell’area industriale e della scarsa produttività della stessa, difendono a spada tratta i loro piccolo “gioiello” di famiglia. Ma perché? Non c’è da stupirsi se la Regione Sardegna approfittando della delicata situazione in provincia dopo la condanna dell’ex presidente Milia, cerchi ora di piazzare il consulente del presidente della Regione. “Un atto di assoluta arroganza”, così giudicano l’operazione i sindaci appartenenti al consiglio di amministrazione del Cacip. Noi, rileggendo questo articolo abbiamo tutta un'altra opinione. A parte le ripicche politiche, che lasciano il tempo che trovano in una situazione di crisi economica come questa che stiamo attraversando, noi invece crediamo che il problema del Cacip, ora come ora, non sia il cambio dirigenziale ma lo scarso impegno nello studiare un piano per la rivalutazione e il rilancio a livello internazionale di questo importante polo dell'industria. Per anni politici e amministratori, pagati profumatamente, hanno ignorato il problema dell’emorragia di posti di lavoro laddove in anni migliori industrie internazionali producevano e spedivano in tutto il mondo i loro manufatti. Oggi l’area industriale sembra più un museo del patrimonio industriale, decaduto. In effetti, il commissariamento del Cacip è più una grana per i politici che per i cittadini. Questi ultimi tenuti sempre ben lontani da quelle che sono le decisioni prese nella stanza dei bottoni.
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| Ultimo aggiornamento Domenica 05 Febbraio 2012 10:05 |









La notizia del commissariamento del Cacip è per i cittadini noiosa come una formula di matematica. Una di quelle notizie da prima pagina, ma che in realtà non interessa che a poche persone. Una situazione insignificante per molti, ma non per tutti. Soprattutto per coloro che ricoprono un importante carica all’interno del consiglio di amministrazione del Consorzio Industriale Provinciale di Cagliari e possono, come in tutti i CDA, poter godere di proficue retribuzioni. C’è chi perde il posto di lavoro, e non fa notizie, e chi invece la poltrona da consigliere di amministrazione e fa scalpore. Potere del denaro.



