| Monumenti aperti 2011 |
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| Notizie - Eventi | |||
| Scritto da Amministratore | |||
| Venerdì 06 Maggio 2011 19:00 | |||
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Il Comune di Capoterra ripete anche quest'anno l'esperienza di Monumenti aperti, festa della cultura, nel segno vincente dell’identità della nostra sempre più numerosa Comunità.
I monumenti, infatti, raccontano la nostra storia, spesso drammatica, e guidano i nostri passi a percorrere gli esempi buoni e a evitare i meno buoni. Quattro chiese presenti nel nostro territorio sono, non a caso, un esempio da manuale della storia intesa come maestra di vita, a patto, ovviamente, che la si conosca. La chiesa romanica di Santa Barbara rappresenta il grande passato. Fu eretta infatti nel 1280, quando ancora prosperava, svolgendo un ruolo di prestigio nel governo del nostro Stato giudicale, l’antica Capoterra, che nel 1353 sarebbe stata distrutta e condannata a due secoli di oblio dalla sanguinaria ferocia dei catalano – aragonesi, invasori della nostra Isola. La chiesetta eremitica di San Gerolamo, attestata fin dal 1565, ricorda il nostro territorio senza Capoterra. I testi dell’epoca danno una descrizione triste del vecchio abitato e del suo territorio, accompagnandoli da aggettivi quali spopolata, distrutta, in abbandono. La rifondazione del villaggio sarebbe infatti avvenuta solo il 9 maggio del 1655, nonostante una violenta pestilenza flagellasse l’Isola da anni. Non fu un caso che il nuovo villaggio fosse consacrato a Sant’Efisio, al quale i sardi si rivolgevano abitualmente per liberarli dalla peste. L’attuale chiesa parrocchiale di Sant’Efisio fu costruita nel 1858 sul pianoro che le carte catastali indicano con il nome di Sa Pira, dove furono edificate le prime abitazioni del nuovo villaggio. Questa chiesa rappresenta la nuova Capoterra, che nell’’800 sembrava già destinata a crescere senza più fermarsi. La chiesa parrocchiale Madonna di Lourdes di Poggio dei Pini, aperta al culto nel 1997, è l’emblema della storia più recente di Capoterra, del grande sviluppo edilizio e della crescita esponenziale del piccolo villaggio, oggi, con i suoi oltre 24.000 abitanti, definito sempre più città. L’Amministrazione ringrazia le studentesse e gli studenti delle scuole del I e del II Circolo, della Scuola Media “Nivola” e dell’Istituto ISIS “S. Atzeni”, nonché il Gruppo Giovani dell’Oratorio di Sant’Efisio e l’Agesci Gruppo Scout Capoterra 3, che faranno da guide accompagnando i visitatori alla scoperta della chiesa romanica di Santa Barbara, della chiesetta eremitica di San Gerolamo, della chiesa parrocchiale di Sant’Efisio, della chiesa parrocchiale Madonna di Lourdes di Poggio dei Pini, della chiesetta di Sant’Efisio di Su Loi, della Torre costiera di Su Loi, della Casa Melis, della Biblioteca Multimediale comunale e della Casa Spadaccino. Anche stavolta la mobilitazione appassionata di tanti giovani guidati dai loro insegnanti non potrà che influire beneficamente sulla forte presa di coscienza dei futuri cittadini, indispensabile per ogni Comunità che voglia giungere ad una seria tutela e valorizzazione del proprio patrimonio artistico e culturale. In questo caso la storia potrà essere davvero maestra di vita. Fonte: Comune di Capoterra guida ai monumenti
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Commenti (2)
![]() scritto da turista, 07 - 05 - 2011, 18: 10 24
Ho finalmente avuto modo di visitare Casa Melis a Capoterra, come da molti anni era mio desiderio fare. Edificio molto bello e interessante, con ottimo servizio guida fornito dai ragazzi della scuola media. Bravissimi! Ho però notato un particolare che mi ha fatto cadere le braccia: gli utilissimi pannelli illustrativi del monumento fatti fare l'anno scorso, stampati a colori su forex, che sicuramente saranno costati un occhio, sono stati recentemente riutilizzati sulla parte posteriore come supporto per attaccare le locandine di una delle ultime manifestazioni della Cpo di Capoterra... Quindi, anzichè essere lasciati bene in vista per illustrare il monumento a vantaggio dei partecipanti alla manifestazione, sono stati trattati come se fossero pezzi di compensato qualsiasi, sui quali le locandine sono state attaccate addirittura con puntine da disegno forandoli da parte a parte! Chi pagherà i danni arrecati a questi costosi oggetti appartenenti al patrimonio comunale (cioè a tutti noi)? Che giudizio si può dare di chi dimostra tanto disprezzo nei confronti della cultura? Ricorro a quello che sicuramente avrebbe utilizzato Vittorio Sgarbi: CAPRA IGNORANTE!!!!!!!!!
scritto da Il mohai de su bixinau de susu, 07 - 05 - 2011, 21: 46 55
Monumenti aperti? Io direi chiusi, guardate casa Melis viene aperta al pubblico una volta l'anno inoltre la parte del palazzo storico é completamente inutilizzato!!
si potrebbe istituire un museo etnografico capoterrese aperto al pubblico anche 2 volte a settimana ma questa idea non esiste! A capoterra storia e cultura non vanno d'accordo ci si accontenta delle mostricine della CPO che invece di svolgere il ruolo per cui é istituzionslmente riconosciuta é stata trasformata in un associazione che allestisce mostre (deserte) delle tanto decantate donne Capoterresi le quali secondo me non hanno minimamente bisogno di queste mostre, le donne Capoterresi cercano qualcosa di piú importante e non di certo da una CPO che il giorno di S.Efisio esponeva le maginette della Presidentessa nel tavolo di qualche artigiano..... Scrivi commento
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