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Contestato il piano di smaltimento della Provincia, il Consiglio comunale boccia l'ipotesi di ricevere altri rifiuti negli impianti del Tecnocasic.«Abbiamo già dato». È questa, in sintesi, la netta presa di posizione dell'amministrazione comunale al piano di localizzazione di recupero e smaltimento rifiuti della Provincia di Cagliari. «Non siano più disponibili - taglia corto il sindaco di Capoterra Giorgio Marongiu - a ricevere tutti i rifiuti del “Bacino 1”, vale a dire dell'intero territorio dell'ex provincia di Cagliari. Ospitiamo già duecento tonnellate giornaliere, ospitiamo il termovalorizzatore, ospitiamo il depuratore e l'impianto di compostaggio, oltre, davvero non possiamo andare».
Per questo Marongiu ha scritto al presidente della Provincia Graziano Milia e all'assessore all'Ambiente Ignazio Polu per ribadire il no secco al piano, tra l'altro deciso dall'intero Consigli comunale alla fine dello scorso anno. Una lettera che ha anche generato una polemica sulle polemiche quando a rispondere punto su punto alla nota sulle osservazioni approvate dall'assemblea civica al Piano della Provincia è stata non tanto la parte politica dell'amministrazione provinciale ma il dirigente del Settore ecologia e protezione civile Andrea Monteverde.
«Non posso nascondere il mio personale sconcerto nel constatare che le osservazioni formulate dal massimo organo istituzionale del Comune possano essere confutate con una lettera a firma del dirigente, senza con questo voler in alcun modo sminuire il ruolo e le competenze di questi». Scrive Marongiu: «Il Consiglio comunale, peraltro, aveva richiesto che la Provincia si facesse portavoce presso la Regione perché la pianificazione potesse tenere conto delle nostre argomentazioni».
Capoterra, insomma, alza le barricate e chiude le porte ai nuovi rifiuti ma anche ai propositi che a Macchiareddu possano arrivare altre tonnellate di spazzatura. «Fino ad agosto - ricorda l'assessore ai Servizi tecnologici, Francesco Dessì - ricevevamo i rifiuti di Carbonia e Iglesias e siamo riusciti a tenerli fuori dai nostri impianti». Così la decisione di trasferirli in altri siti. «Sono stati dirottati al Cisa di Serramanna e sono subito nati i problemi. La verità è che c'è carenza di impianti. Per questo stiamo proponendo le variazioni al Piano provinciale e chiediamo che la provincia di Carbonia-Iglesias costruisca la sua stazione di compostaggio, che il Medio Campidano potenzi la sua e che il Sarrabus faccia altrettanto. Si mettano in campo, poi, le royalty per i comuni che ospitano gli impianti e si mettano per iscritto i patti parasociali per garantire occupazione e vantaggi per i residenti».
Fonte: ANDREA PIRAS L'Unione Sarda 07/03/2010
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Non vorrei sbagliare ma è la prima volta che il Sindaco di Capoterra tira fuori gli attributi.
cosa è successo? Forse si è reso conto che alle prossime puzze l'aria diventerà pesante anche per lui.