| Sigilli in tre bar: «Ordine pubblico» |
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| Categoria: Ultime Notizie | |||
| Scritto da Stampa Locale Domenica 13 Giugno 2010 22:20 | |||
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Chiusura temporanea per il Mameli insieme al Baraonda e all'Elefante. I rapporti scritti dai carabinieri e finiti sul tavolo del questore non hanno concesso deroghe. I sigilli in tre locali di Capoterra. La relazione dei carabinieri è stata così dettagliata da non ammettere dubbi. D'altra parte nel “Bar Mameli” di via Amendola, di episodi tali da richiedere l'intervento delle forze dell'ordine ne sono accaduti numerosi, in questi ultimi mesi. Agli inizi di marzo, quando i carabinieri avevano da pochi minuti arrestato un giovane colpevole di aver esploso diverse fucilate contro la macchina di un coetaneo, il fatto forse più grave.
La Fiat Bravo dell'Arma, parcheggiata in via Amandola, a pochi metri dal locale, venne presa di mira da un balordo che da un'auto in corsa esplose un colpo con una pistola ad aria compressa centrandola in pieno sul montante. Nessuno dei militari, solo per miracolo, rimase ferito.
LA SCELTA In questi giorni il questore di Cagliari, Salvatore Mulas, quelle relazioni firmate dal maresciallo Carlo Porru, comandante della stazione di Capoterra, ha deciso di chiuderlo, il Bar Mameli. Sigilli per trenta giorni. Un provvedimento, questo della serrata provvisoria e temporanea che, nel caso dovessero ripetersi altri spiacevoli problemi di ordine pubblico, rischia di diventare definitivo. E solo il terzo locale chiuso in questi mesi, quello gestito dai Mameli. Il primo era stato il “Baraonda”, la cui licenza era stata sospesa dal questore Mulas (sempre su richiesta dell'Arma) nelle settimane successive all'omicidio di Giancarmine Podda avvenuto davanti all'ingresso del bar di via Sauro la sera tra l'uno e il 2 aprile. Il giovane venne raggiunto, verso le due di notte, da due pistolettate esplose da un'auto che passava davanti al locale. Podda quella stessa sera si era recato in un altro bar, il “Tressette”, dove col fratello Costantino avevano avuto un diverbio con uno dei titolari. SLOT MACHINE L'altro bar sottoposto ai sigilli è stato “L'Elefante” di Corso Gramsci. Anche per i titolari di questo locale, dopo il rapporto consegnato dai carabinieri al questore Mulas, sono arrivati i sigilli. I militari, oltre ad essere intervenuti durante un'operazione contro lo spaccio delle sostanze stupefacenti (un cliente era stato bloccato mentre usciva con in tasca la droga), avevano anche sequestrato diverse slot machine abusive, non collegate alla rete e dunque abusive. Situazione analoga, inoltre, riscontrata anche negli altri esercizi. Un particolare, questo delle macchinette abusive, che oltre alla firma dell'articolo 100 apposta dal questore, costerà al proprietario dell'Elefante un'ulteriore chiusura temporanea che dovrà essere imposta (così recitano le disposizioni) dal sindaco. Fonte: ANDREA PIRAS L'Unione Sarda 12/06/2010
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Giugno 2010 21:43 |













