| Quel pieno di benzina costa troppo |
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| Categoria: Ultime Notizie | |||
| Scritto da Stampa Locale Mercoledì 06 Ottobre 2010 12:08 | |||
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Le somme sarebbero state solo annotate su un foglietto e rimborsate. La Procura indaga sui rifornimenti dei veicoli comunali. L'inchiesta dei carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cagliari, ipotizza il reato di peculato contro ignoti.
Auto e mezzi pesanti, macchine della polizia municipale e utilitarie di servizio: tutti i veicoli del comune di Capoterra fanno rifornimento al distributore Q8 del centro. Una firma e via. Poi il gestore della stazione va in Municipio e si fa rimborsare. Nessuna indicazione sul veicolo né sulla targa tantomeno sul tragitto e le finalità del servizio. Nulla di nulla. Gli uffici pagano sulla base di foglietti che riportano solo la cifra, nessuno chiede nulla. E c'è chi ha cominciato a sospettare che qualcuno possa fare la cresta.LA PROCURA Così la Procura della Repubblica di Cagliari ha avviato un'indagine per peculato, per il momento contro ignoti. Nei giorni scorsi i carabinieri di Capoterra hanno bussato agli uffici del municipio e hanno sequestrato la documentazione relativa ai rimborsi-benzina per tutti i mezzi in dotazione al Comune negli ultimi tre anni. Non sono cifre altissime, alcune migliaia di euro, ma se i sospetti dovessero rivelarsi fondati si tratterebbe di una gestione allegra che viola la legge penale. L'inchiesta, affidata al sostituto Gaetano Porcu, è la costola di un'indagine sull'uso improprio del mezzo di un'associazione di volontariato: nel mirino c'è una persona che collabora con la Protezione civile che ha chiesto il rimborso della benzina senza l'autorizzazione del Comune. In quel caso la magistratura sta procedendo per truffa aggravata. Indagando su quella vicenda i carabinieri si sono soffermati sulle modalità di rimborso delle spese di carburante. In sostanza, chiunque utilizzi l'auto comunale fa rifornimento nella stazione Q8 regolarmente convenzionata col Comune di Capoterra: lì compila e firma un foglio dove viene indicato soltanto il costo della benzina, niente di più. Per il rimborso il gestore consegna poi quel foglietto al Comune. IL SEGRETO Il segreto istruttorio che protegge l'inchiesta in questa delicatissima fase impedisce di conoscere i particolari ma sembra che siano saltate fuori perfino documentazioni false con correzioni sul foglietto utilizzate per il rimborso. Ad esempio: la spesa era di 80 euro ma sul documento finale compare 180. LA FIRMA Il problema è innanzitutto quello di capire se questo modo di procedere sia compatibile con la legge, se cioè davvero possa bastare la firma su un documento senza alcuna indicazione dell'auto utilizzata né della targa né dello scopo per cui il mezzo è stato utilizzato, in altre parole se la gestione dei rimborsi sia in astratto regolare. Il secondo passo saranno gli accertamenti su ogni singolo rimborso, con particolare attenzione al periodo dell'alluvione, quando sono stati utilizzati molti mezzi, anche pesanti, del Comune di Capoterra. MARIA FRANCESCA CHIAPPE dall'Unione Sarda del 6 ott 2010 Trackback(0)
Commenti (1)
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Ottobre 2010 06:43 |














Eppure basterebbe molto poco: una scheda carburante magnetica, come quelle in uso nelle aziende private serie, una scheda veicolo dove si annota il nome l'utilizzatore, la data, l'ora, il percorso ed i Km effettuati ma sopratutto un controllore che controlli.
Gia! Ma a Capoterra chi controlla?