| Alluvione, sotto accusa i vertici dell'Anas |
|
|
|
| Categoria: Ultime Notizie | |||
| Scritto da Stampa Locale Venerdì 12 Novembre 2010 22:22 | |||
|
I vertici dell’Anas finiscono sotto inchiesta per l’alluvione di Capoterra che costò la vita a 4 persone. Bruno Brunelletti e Giorgio Carboni avrebbero dovuto far demolire il ponte San Girolamo indicato come pericoloso per la popolazione. Escono dall’inchiesta due tecnici e il sindaco del paeseNell'inchiesta sull'alluvione di Capoterra la Procura alza il tiro: ora sono indagati per concorso in omicidio colposo anche i massimi dirigenti in Sardegna dell'Anas, accusati di aver trascurato le prescrizioni contenute nel Pai, il piano di assetto idrogeologico.
Secondo i pm Daniele Caria e Guido Pani il capo dipartimento Bruno Brunelletti e il dirigente della viabilità regionale Giorgio Carboni nel periodo tra l'11 e il 15 marzo 2007 l'uno e dal 16 marzo ad oggi l'altro, avrebbero dovuto demolire il ponte sul rio San Girolamo al chilometro 12,5 della statale 195, indicato nel documento come zona di massimo rischio anche con possibilità di perdite di vite umane.
Una possibilità che il 22 ottobre di due anni fa si è verificata, quando l'onda d'acqua e fango arrivata da Poggio dei Pini ha travolto l'insegnante Annarita Lepori mentre passava in auto su quel tratto di strada. Il ponte andava demolito, l'Anas non l'ha fatto. L'inchiesta è chiusa, ma i due magistrati hanno deciso di modificare e integrare il capo d'imputazione con i nomi dei due dirigenti statali, mentre è destinata all'archiviazione la posizione del responsabile dei lavori pubblici di Capoterra Italo Deiana, dell'amministratore e del coprogettista della società Edicor Ettore Corongiu ed Enrico Montaldo, indagati fino a pochi giorni fa con la stessa accusa per aver realizzato il ponte in muratura sulla 195 in difformità dal progetto. Nella fase finale dell'inchiesta i due tecnici hanno chiarito ogni aspetto del loro operato e sono usciti indenni dal procedimento penale. Alleggerite anche le accuse nei confronti del sindaco di Capoterra Giorgio Marongiu: resta indagato per omicidio colposo e rifiuto di atti d'ufficio ma la Procura non gli contesta più l'addebito legato all'inadeguatezza delle opere realizzate dal comune di Capoterra sull'alveo del rio San Girolamo, epicentro e causa del disastro. Ed è proprio a questa decisione che la Procura lega il parere negativo opposto all'istanza del difensore del sindaco, l'avvocato Patrizio Rovelli, che ha chiesto al gip un incidente probatorio sull'origine, la prevedibilità e l'evoluzione dell'alluvione del 22 ottobre, sulle cui cause hanno depositato un'ampia relazione tecnica gli avvocati di parte civile Carlo Monaldi e Mario Maffei. Rovelli ha chiesto al giudice di disporre una serie di perizie sugli effetti provocati nell'alveo del rio San Girolamo dalle opere realizzate dal comune e autorizzate dal Genio civile. Il giudice si esprimerà sull'istanza, mentre la Procura dovrebbe notificare di qui a qualche giorno agli indagati la richiesta di rinvio a giudizio. Con Brunelletti, Carboni e Marongiu dovrebbero andare davanti al giudice Virgilio Sergio Cocciu, Raffaela Serra, Gianbattista Novella e Antonio Deplano, tutti dirigenti del Genio Civile, Giampaolo Cillocu e Giovanni Calvisi rispettivamente responsabile sicurezza e presidente della cooperativa Poggio dei Pini, e Sergio Carrus, funzionario quel giorno reperibile della protezione civile. La mattina del 22 ottobre 2008 tra le otto e le nove del mattino quattro persone morirono per un'alluvione che secondo la Procura poteva essere prevista e forse evitata. Fonte: La Nuova Sardegna
Nessuna corrispondenza
Imposta come favorito
Condividi
Invia Email
Hits: 569 Trackback(0)
Commenti (0)
![]() Scrivi commento
|
|||
| Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Novembre 2010 22:27 |













