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Asilo abusivo chiuso dal Comune PDF Stampa E-mail
Categoria: Ultime Notizie
Scritto da Stampa Locale   Sabato 12 Marzo 2011 09:53
Un bell'asilo in un punto strategico, il centro "Residenza del Sole", in località La Maddalena, aperto da poco. Una vera comodità per gli abitanti della zona. Peccato che fosse totalmente abusivo. Per questo era impossibile che "La Casa dei bambini - Maria Montessori", della società cooperativa Horme, continuasse ad accogliere i cinque bimbi tra i quattro mesi e i tre anni che erano regolarmente iscritti. Quando lo ha scoperto, il comune di Capoterra non ha potuto fare altro che mettere i sigilli. E, con un'ordinanza del 2 marzo firmata dal dirigente del Suap Giovanni Antonio Cappai, intimare alla proprietaria della scuola dell'infanzia di chiudere i battenti.
Almeno fino a quando non avrà tutte le carte in regola. Secondo gli accertamenti dell'ufficio Suap - lo sportello unico del Comune che in un giorno consente di iniziare un'attività - l'asilo non aveva l'agibilità dello stabile, una bella palazzina tra via Stromboli e via Serpentara, vicino al centro commerciale I Gabbiani. Inoltre, mancava la certificazione sulla prevenzione dai pericoli derivanti dalla vicinanza ad un'area industriale. Tutte attestazioni che la responsabile dell'asilo, Eulalia Demontis, 25 anni, aveva chiesto, presentando la "dichiarazione autocertificativa di inizio attività". Ma che le erano state negate per mancanza di requisiti di legge. O meglio, gli uffici avevano comunicato in diverse occasioni che non era ancora tempo di aprire l'asilo perché mancavno documenti. Ora la proprietaria dell'asilo ha 60 giorni di tempo per impugnare in provvedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale. L'accertamento amministrativo è nato da un sopralluogo del Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri che nell'ambito di controlli a tappeto aveva notato il cartello che indica l'esistenza dell'asilo. Una volta chiesto conto delle autorizzazioni aveva scoperto che si trattava di una struttura fantasma, totalmente abusiva. (e.l.)

Fonte: La Nuova Sardegna
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