| Cappellacci a Capoterra tre anni dopo |
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| Categoria: Ultime Notizie | |||
| Scritto da Amministratore Domenica 18 Dicembre 2011 14:12 | |||
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Il presidente della Regione ha incontrato gli amministratori nei luoghi dell'alluvione: botta e risposta con i cittadini insoddisfatti Un sopraluogo di qualche ora in alcune delle zone colpite dall'alluvione nel 2008 a partire da Frutti d'Oro 2 dalla foce del Rio Masone Ollastu. A tre anni dal drammatico evento il presidente della Regione Ugo Cappellacci ieri mattina ha incontrato il sindaco di Capoterra Francesco Dessì e il consigliere dell'opposizione Gigi Frau che ha illustrato lo stato attuale del territorio. Un incontro riservato a pochi che conferma la scelta forse intrapresa negli ultimi mesi dal governo regionale di dialogare solo con le istituzioni locali. Cittadini esclusi, a parte alcuni che all'ultimo hanno saputo dell'arrivo del Presidente e hanno deciso di non mancare.
«Sono trascorsi tre anni Presidente e non è stato fatto ancora nulla di concreto - denuncia Gaetana Ricciardi - tutti noi conviviamo con il ricordo di quel giorno. E per una madre che ha salvato i propri figli facendoli uscire da una finestra mentre loro gridavano 'non voglio morire mamma' mi creda non è facile. Sono stati spesi 70 milioni di euro per la pulizia del letto del fiume ed è ancora pieno di erbacce e canne. Ci sentiamo presi in giro». «Penso sia utile gestire questo momento in modo costruttivo. Sono qua per vedere la situazione e raccogliere anche suggerimenti - ha risposto Cappellacci - questo è il momento del 'fare' e non di polemizzare perché l'obiettivo di tutti quanti è la messa in sicurezza, porre rimedio al passato e dimenticare quanto è accaduto. Gli impedimenti e i rallentamenti, tutti i problemi burocratici e tecnico amministrativi sono al termine. Siamo alla vigilia della partenza dei lavori». Intanto giovedì 15 dicembre si è chiusa la gara di appalto per la presentazione dei progetti, che ora sono da valutare. A marzo dovrebbero iniziare i lavori di messa in sicurezza del territorio.
Fonte: La Nuova Sardegna
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