| La Cassazione conferma la condanna al presidente della Provincia di Cagliari |
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| Scritto da Amministratore Venerdì 23 Dicembre 2011 23:52 | |||
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Nessuna prescrizione per il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia. La Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato dall'esponente del Pd, confermando così la condanna per abuso d'ufficio.
Nessuna prescrizione per il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato a Roma l'inammissibilità del ricorso presentato dall'esponente del Pd, confermando così la condanna di secondo grado per abuso d'ufficio ad un anno e quattro mesi (con pena sospesa), e l'interdizione dai pubblici uffici per l'identica durata, inflitta nel marzo 2010 dalla Corte d'Appello di Cagliari, per una vicenda avvenuta quando era sindaco di Quartu Sant'Elena, terza città sarda per numero di abitanti.
Al termine dell'udienza i giudici hanno anche dichiarato inammissibili altri ricorsi (compreso quello dell'ex dirigente regionale Lucio Pani, Ufficio tutela paesaggio) confermando, per questa ragione, per gli altri imputati le sentenze del processo d'appello. In primo grado il presidente Milia era stato assolto. Il processo era nato da un'inchiesta della Procura su presunti illeciti che avrebbero spianato la strada alla costruzione di un villaggio sportivo a Margine Rosso a Quartu S.Elena, quando l'esponente del Pd era sindaco della città nel 1999. Fonte: La Nuova Sardegna
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Commenti (5)
![]() scritto da H2SO4, 26 - 12 - 2011, 10: 46 08
Già, i principi morali. Nel PD sono quelli di accontentare amici e parenti per restituire i voti...poi viene il popolo....ne sappiamo qualcosa.
scritto da mary, 27 - 12 - 2011, 15: 16 59
smettiamola di condannare le persone, il Presidente Milia èèèèè stato giudicato così severamente pert aver votato nella sua Giunta comunale una cosa che doveva votare in consiglio comunale.
Non ha rubato, ne corrotto e ne si è fatto corrompere. Prima di massacrare le persone informiamoci. scritto da John, 28 - 12 - 2011, 10: 41 40
Mary,
ti pare poco? Le leggi della Repubblica prima, insieme alle regole democratiche, vanno rispettate, nonostante 15 anni di Berlusconismo abbiano messo in discussione tutto. Gli amici di Milia hanno avuto pesanti condanne, qualcuno è stato pure arrestato subito dopo la sentenza e portato in galera (Pani). Se proprio sicura di quello che scrivi? scritto da Marcoelle, 28 - 12 - 2011, 15: 40 31
E del viaggio a spese dei contribuenti in Libano cosa pensi? E del finto appalto vinto dalla casa editrice del suo amico?
Cos'altro ti occorre per giudicare certi personaggi? Questa gente, scaldapoltrone, deve andare a casa e mettersi a lavorare come tutti noi. Milia è imboscato da una vita, ma, per onor del vero, non è l'unico. Scrivi commento
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Dicembre 2011 23:54 |














Ma il principio morale del PD non è quello di non candidare i rinviati a giudizio e i condannati?
"Simul stabunt vel simul cadent"