| «Pagate i servizi di Poggio dei Pini» |
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| Categoria: Ultime Notizie | |||
| Scritto da Amministratore Sabato 04 Febbraio 2012 05:28 | |||
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Vittoria totale per la non piccola comunità di Poggio dei Pini, 2.200 abitanti, un paese la cui gestione privatistica non ha troppi eguali in tutta Italia. Il Tar ha dato ragione agli abitanti che chiedono al Comune di Capoterra di accollarsi la gestione di fogne, luce, acqua. Difesi dall’avvocato Gianmarco Tavolacci, 120 residenti di Poggio dei Pini avevano presentato ricorso al Tar per mettere fine a una vicenda amministrativa innescata dalla convenzione tra Comune e cooperativa Poggio dei Pini che ha costretto la comunità a pagarsi di tasca i servizi di urbanizzazione primaria nonostante il regolare versamento di tutte le tasse dovute alla municipalità di Capoterra.
Il Tar ha accolto la richiesta dell’avvocato di emettere un provvedimento cautelare col quale si obbliga subito il Comune «ad assumere tutti gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria correlati alla gestione delle medesime opere di urbanizzazione; anche accertanto e dichiarando, qualora occorra, la nullità delle pattuizioni contrarie contenute nelle convenzioni di lottizzazione stipulate nel tempo tra la cooperativa Poggio dei Pini e il Comune di Capoterra e la conseguente illegittimità delle relative delibere (sei) di approvazione delle convenzioni citate».
La portata della decisione del Tar a favore dei dissidenti della cooperativa si coglie quando si considera che non si è trattato di un giudizio di merito, fissato nella stessa ordinanza per il 24 ottobre 2012, bensì della risposta all’istanza cautelare dell’avvocato. I giudici del Tar hanno spiegato che «in base all’articolo 28 della legge 1150/1942, sussistono le condizioni affinché il Comune di Capoterra debba prendere in carico il funzionamento e la manutenzione delle opere di urbanizzazione primaria relative al piano di lottizzazione Poggio dei Pini». L’ordinanza non è lunga, ma già prevede il «risarcimento a favore dei ricorrenti di tutti i danni subiti in ragione dell’inadempimento dei suoi obblighi». Spiega Giovanni Monni, uno dei 120 ricorrenti: «E’ una decisione per noi davvero importante perché, in attesa di sapere chi dovrà gestire strade, fognature, acquedotto, illuminazione, il Comune se ne deve occupare e quindi fare i lavori per coprire le buche, riparare le condotte fognarie e i cavi elettrici scoperti insomma tutto quello che spetta a un Comune i cui cittadini pagano le tasse». (a.s)
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