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L'alluvione del 1892 nel Campidano |
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Categoria: Speciale Alluvione
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Scritto da Amministratore
Martedì 28 Luglio 2009 07:51
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Alluvione Ottobre 1892 nel Campidano. The New York Times del 24 Ottobre 1892.
Sul Blog di Poggio dei Pini è stato pubblicato un interessante documento datato 1892. Un vecchio ritaglio del giornale "The New York Times". Le analogie con l'alluvione che investì Capoterra il 22 Ottobre del 2008 sono molto evidenti nonostante siano trascorsi oltre 100 anni. L'importante documento testimonia il fatto che la nostra zona è soggetta a questo genere di fenomeni e la casualità ha ben poco a che fare con i cambiamenti climatici.
THE NEW YORK TIMES pubblicato il 24 Ottobre 1892
CENTINAIA DI ANNEGATI
Grande perdita di vite umane a causa delle alluvioni in Sardegna Cento corpi già recuperati a S. Sperate - Ampio territorio inondato - Case distrutte e bestiame morto - Salvataggio di cittadini
Londra, 23 ottobre - Le ultime notizie da Cagliari forniscono uno spaventoso bilancio del terribile nubifragio e dell'alluvione in Sardegna avvenuta tra giovedi e venerdì scorso. Una calamità in cui sono andate perdute centinaia di vite umane che ha fatto registrare danni per centinaia di migliaia di dollari. Il territorio interessato è la pianura del Campidano, per 15 miglia a nord di Cagliari. La pianura, che collega Cagliari con Oristano per una lunghezza di 49 miglia, è un importante centro di produzione di vino ed olive. Le prime avvisaglie dell'arrivo del nubifragio sono state notate giovedì sera. Il caldo dell'atmosfera è diventato opprimente, il bestiame e gli altri animali hanno cercato rapidamente un rifugio. Sono quindi apparse dense nuvole nere con sfumature rossastre. I contadini che lavoravano ai campi si sono allarmati e sono corsi nelle proprie abitazioni. All'arrivo dell'oscurità il ciclone è esploso sulla pianura con tutta la sua forza. Gli incessanti lampi dei fulmini e il fragore dei tuoni accompagnavano l'ululare del vento. Mentre il cupi brontolii della terra aumentavano il loro terrore provocato dalla tempesta. Il Fiume Mannu e altri affluenti minori sono esondati dai loro argini, inondando un'area di 15 km quadrati. Tra i paesi colpiti ci sono Assemini, Elmas, Samatzai, S. Sperate e Brazzali per una popolazione totale di 6000 anime. La furia delle acque ha demolito numerose case e baracche. Centinaia di persone, che avevano cercato rifugio sui tetti degli edifici, sono annegate. Nella maggior parte dei paesi citati erano numerose le capanne costruite con il fango, che si sono dissolte in pochi attimi. Altre baracche fatte di canne e paglia sono state trascinate via dalla corrente formando zattere alle quali si sono aggrappati molti contadini durante la notte, sino al momento del loro salvataggio. Il venerdì mattina le operazioni di soccorso sono iniziate con vigore. Dozzine di persone sono state ritrovate riunite in punti sopraelevati del terreno o nella parte superiore delle case che erano rimaste in piedi. Molte di queste persone erano terrorizzate e mezzo assiderate. Gli edifici ancora in piedi hanno subito seri danni, con i muri fortemente lesionati e le fondamenta scalzate. La maggior parte dei mobili sono stati rovinati. I sopravvissuti raccontano che l'esperienza di quella notte è stata terribile. Per tutta la notte il silenzio è stato interrotto dalle urla delle persone che annegavano e dai lamenti delle pecore e del bestiame che si mischiavano con l'incessante suono delle campane di allarme provenienti dai villaggi vicini. Il Prefetto di Cagliari, non appena messo al corrente della notizia, ha inviato immediatamente squadre di salvataggio per aiutare la popolazione. Il lavoro di queste squadre è stato molto difficile. I soldati hanno salvato dozzine di vite umane. Cento corpi senza vita sono stati recuperati solo a S. Sperate. Il bilancio totale dei morti dovrebbe raggiungere alcune centinaia. E' andato perduto anche un enorme numero di capi di bestiame. La ferrovia Cagliari-Iglesias è stata seriamente danneggiata dall'alluvione.
Fonte: Poggio dei Pini
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Ultimo aggiornamento Martedì 28 Luglio 2009 12:00 |
Sicuramente non vi erano tutte le numerose abitazioni ad ostruire il corso del fiume 100 anni fa , ma sicuramente Capoterra e zone limitrofe sono spesso soggette a situazioni di questo tipo , a temporali particolarmente intensi, fattore di cui d'ora in poi dobbiamo tener conto.
Ogni 4 anni viviamo una sorta di stagione delle piogge!