| Alluvione 22 ottobre 2008, Forestale: i morti si potevano evitare |
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| Categoria: Speciale Alluvione | |||
| Scritto da Amministratore Sabato 26 Settembre 2009 11:54 | |||
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Il piano di emergenza non esisteva, mancato avvio delle procedute. La Forestale: i morti si potevano evitare. Consegnato in Procura il rapporto sull'alluvione del 2008
e individuare i responsabili del disastro ambientale che ha messo in ginocchio l'intera zona alle porte di Cagliari e ucciso l'ingegnere della Asl 8 Antonello Porcu e la suocera Licia Zucca (travolti in auto dall'onda di piena mentre attraversavano il ponticello di Pauliara, a Poggio dei pini), Annarita Lepori (l'insegnante di Iglesias annegata in una tempesta di acqua e fango mentre si trovava in macchina con una collega sulla strada per Pula all'altezza di Frutti d'oro), Speranza Sollai (l'anziana morta nella sua casa di San Girolamo sommersa dal torrente in piena), Mariano Spiga (il contadino di Sestu sommerso dall'acqua mentre tentava di guadare un ruscello). Il lavoro della Forestale è suddiviso in tre blocchi: comincia dal piano d'emergenza che non c'è, quel documento indispensabile che il Comune di Capoterra ha studiato e mai adottato nonostante fosse obbligatorio. Risultato: senza il piano non sono state avviate le procedure d'emergenza dopo l'allarme lanciato dalla Protezione civile con largo anticipo. Quanto ai danni dovuti alla diga che ha ceduto, i ponti che non hanno tenuto, le strade che sono state inondate, le case che sono state distrutte, per chiarire le cause serviranno consulenze tecniche ad hoc, certo. Ma la Forestale ha messo nero su bianco una circostanza: dopo le alluvioni precedenti a quella del 2008 sono stati costruiti ponti sottodimensionati, di lì lo straripamento dei corsi d'acqua. Pure le strade sono state realizzate senza rispettare le regole urbanistiche e alcune abitazioni sono state costruite nell'alveo, deviato, del rio San Girolamo. La Forestale non ha potuto controllare i documenti relativi alle abitazioni realizzate decine di anni ma ma quelli dei villaggi più recenti, sì. E, sorpresa: hanno tutte la concessione edilizia. Eppure quelle abitazioni non rispettano le distanze dal fiume previste dal regolamento comunale. Quanto alla diga, il problema è più complesso. Detto in parole facili: secondo la Forestale quella struttura è stata trattata come un invaso condominiale mentre in realtà era una vera e propria diga e, in quanto tale, avrebbe dovuto avere un responsabile che procedesse a monitoraggi, verifiche e controlli mai fatti. Anche l'impianto dell'Idrocontrol è stato costruito nell'alveo del fiume: è vero che i suoi perimetri in cemento armato e massi hanno retto all'onda di piena, allo stesso tempo però hanno peggiorato gli effetti dell'alluvione nei terreni attigui. Insomma, la relazione della Forestale suggerisce ai pubblici ministeri la strada da seguire. Ma, se anche non si dovessero mai provare responsabilità penali, resta un dato di fatto: a San Girolamo molte case sono in vendita, anzi, in svendita. C'è chi si accontenterebbe di 70mila euro per liberarsi di una casa singola dove ogni tuono fa paura. Fonte: MARIA FRANCESCA CHIAPPE L'Unione Sarda 26/09/09
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Commenti (3)
![]() scritto da chiarezza, 26 - 09 - 2009, 13: 23 53
Finalmente qualcosa si muove, speriamo che si indaghi anche sulla procedura di affido dei lavori per il ripristino del territorio durante l'alluvione.
scritto da PG, 26 - 09 - 2009, 13: 25 28
Ora abbiamo anche l'utilissimo servizio SMS con il quale la macchina della protezione civile capoterrese, gestita da persone altamente qualificate e competenti, provvederà a informare la popolazione su possibili allagamenti e acquazzoni.
Per ora i 3600 euro sono serviti a pubblicizzare un evento religioso in un palazzetto neppure collaudato dove non era presente neppure un estintore. Ma noi ci fidiamo dei nostri amministratori e per tanto speriamo che non capiti un nuovo 22 ottobre. Siamo sicuri che quello che è accaduto in questi giorni a Pirri da noi non sarebbe mai capitato grazie al piano di emergenza e al servizio SMS. Dopo questo articolo spero solo che qualcuno ci rimetta la faccia e anche la libertà. scritto da Milly, 26 - 09 - 2009, 15: 56 12
PG: stai attento a quello che dici sul servizio sms...
Potresti essere denunciato per "procurato allarme"! Tornando all'articolo... E' vero che lo Stato e Regione hanno voltato le spalle a Capoterra, solo con la giunta Soru furono stanziati degli aiuti economici, motivo per cui i lavoro più impegnativi son stati bloccati. Ma a distanza di un anno Capoterra resta quella del post alluvione. Non si può trasferire una lottizzazione o una frazione intera perchhè si trova in un luogo a rischio, ma almeno bisognerebbe cercare una soluzione valida che renda sicuro il nostro territorio. Creiamo questo necessario piano di emergenza e mettiamolo in pratica, iniziamo ad usare il servizio sms per le EMERGENZE e non per il gossip, blocchiamo la costruzione di altre case sui fiumi... Ad un anno dal 22 Ottobre continuiamo a tremare ogni qualvolta un tuono irrompe nella nostra quotidianità! Scrivi commento
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Settembre 2009 16:34 |













