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Un centinaio di lettere della Regione alle vittime delle piogge del 22 ottobre Una macchina distrutta, come la casetta nel giardino adibita a lavanderia. A Frutti d’Oro 2 in via dei Gabbiani, una delle zone più colpite dall’alluvione. Per i danni subiti il 22 ottobre 2008, a dicembre la Regione aveva risarcito Pasquale di Napoli con quattromila euro. Ora, a un anno di distanza, glieli richiede indietro. Una raccomandata che porta la data del 2 dicembre 2009. «Il contributo erogato è stato rideterminato da euro quattromila a euro zero», c’è scritto. Poi: «L’importo non dovuto è stato parzialmente recuperato a compensazione con le modalità previste dalla delibera della Giunta del maggio del 2009.» nelle ultime righe: «La presente nota intima ad adempiere al pagamento della somma residua di 2810 euro, entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della stessa. Decorso inutilmente tale termine si attiveranno le procedure ordinarie di recupero del credito».
Quindi, fra tre giorni Di Napoli dovrebbe intestare quasi tremila euro sul conto della tesoreria regionale. «Ma io non ho tutti quei soldi - dice lui - e non so proprio come fare». La nota specifica che «eventuali ricorsi relativi ai contributi per i beni mobili potranno essere presentati dopo la formale approvazione della graduatoria definitiva che sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna». Un ricorso che potrebbe essere inoltrato solo dopo il versamento della somma richiesta dal servizio Protezione civile e antincendio della Regione.
Una prima richiesta di risarcimento, Pasquale Di Napoli l’aveva fatta pochi giorni dopo il 22 ottobre. «Ci avevano fatto scrivere una domanda che avevo consegnato presso una tenda allestita dal comune di Capoterra. Avevo segnalato la macchina, la mia casetta in giardino. Una settimana dopo avevo dovuto specificare il numero di targa dell’auto». A fine novembre gli agenti del corpo forestale fanno un sopralluogo. Gli chiedono se era sua abitudine mangiare nella casetta (quella che Di Napoli ha chiamato cucina nella prima domanda ). Non rilasciano alcun verbale.
Oppure quando la raccomandata firmata dal direttore del Servizio, Giorgio Onorato Cicalò, intima all’adempimento del pagamento, è proprio a quel breve sopralluogo che fa riferimento. Una visita di un anno fa senza il rilascio di alcun verbale. «È come se ti facessero la multa senza rilasciarti la ricevuta», spiega Di Napoli. Nella sua situazione si trovano altre centocinquanta persone almeno. Marco Loddo, per esempio, ha casa a Poggio dei Pini. «Mi hanno chiesto indietro quello che mi avevano dato. Siamo in tanti e arrabbiati. Alcuni hanno dovuto chiedere un prestito alla banca».
Fonte: Giornale di Sardegna, 15/12/2009
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Almeno noi non rischiamo che ci venga richiesto nulla indietro...siamo stati ignorati dal Comune sebbene come molti avessimo documentato i danni con tanto di perizia debitamente redatta e consegnata.
Ora non viviamo più li, e presto cambieremo pure residenza.
Ringraziando il Comune prodigo.