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Alluvione, la patata bollente PDF Stampa E-mail
Categoria: Speciale Alluvione
Scritto da Stampa Locale   Sabato 16 Ottobre 2010 23:15
Arriva in un giorno di pioggia la notizia dell’ordinanza emessa dal commissario straordinario per l’emergenza alluvione, il presidente della Regione Ugo Cappellacci, che delega al nuovo assessore regionale ai lavori pubblici Sebastiano Sannitu il compito di individuare progettisti e imprese per la sistemazione idraulica del rio San Girolamo e Masone Ollastu e per gli interventi di ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate dall’alluvione che mise in ginocchio l’intero territorio. Ora la sorte del territorio di Capoterra è in mano all’assessore ai lavori pubblici: una palla che scotta e che passa di mano in mano senza considerare che sono due anni che Capoterra attende l’inizio dei lavori di messa in sicurezza.
Lo sa bene il movimento ‘Capoterra solidarietà e pari dignità’ che il 24 settembre ha manifestato grande preoccupazione e i familiari delle vittime dell’alluvione che, questo 22 ottobre, si troveranno a commemorare una triste ricorrenza senza che ancora sia stato fatto nulla. Eppure i soldi ci sono anche se potranno solo garantire gli interventi prioritari. Una situazione assurda per il consigliere regionale Marco Espa: «La mia preoccupazione è che si tratti solo un passaggio di responsabilità, in questo momento è un errore delegare, si deve gestire tutto nell’emergenza e accelerare i tempi perché i soldi sono disponibili subito. Bisogna poi considerare che i 35 milioni di euro non bastano perché già la bozza dello studio preliminare dell’Hidrodata prevede lavori intorno ai 70 milioni di euro - conclude Espa - si deve ritornare allo spirito del post-alluvione del 2008 quando in pochissimi giorni il consiglio regionale in maniera unitaria ha approvato una legge che finanziava i primi interventi compresi anche questi e dopo dieci giorni ha erogato i compensi. È quella la tempistica giusta». Critico anche l’assessore ai lavori pubblici di Capoterra Efisio Demuru: «L’ordinanza del commissario Cappellacci è utile ma gravemente tardiva anche perché il comitato tecnico aveva già approvato da parecchi mesi lo studio di messa in sicurezza di Hidrodata. Non capisco perché si è aspettato il mese di ottobre per muoversi dato che i 35 milioni sono sempre stati in campo alla Regione».

- Bettina Camedda, La Nuova Sardegna 14 -10 -2010
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