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Alluvione, troppi ritardi PDF Stampa E-mail
Categoria: Speciale Alluvione
Scritto da Stampa Locale   Giovedì 29 Settembre 2011 18:54

«Quattro morti, danni per decine di milioni di euro, un territorio perennemente a rischio. Tre anni di ritardi e lavori mai iniziati, progettazioni e autorizzazioni da rifare da capo, soldi stanziati ma inutilizzati. Tutto ciò è inaccettabile. Il governo deve far intervenire subito la protezione civile nazionale». Lo ha scritto a chiare lettere, l'ex presidente della Regione e parlamentare Mauro Pili, in un'interrogazione presentata ieri al presidente del consiglio e al ministro dell'Interno. Un atto d'accusa per denunciare «una situazione al limite del paradosso che sta bloccando i lavori di risanamento e sistemazione idraulica del rio San Girolamo-Masone Ollastu e gli interventi di ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate a Poggio dei Pini e altre frazioni».

IL DOCUMENTO Parole nette e pesanti che non sono evidentemente piaciute all'assessore regionale ai Lavori pubblici, Angela Nonnis. «Sull'alluvione la giunta Cappellacci ha realizzato solo atti concreti. Oggi, a meno di un anno dal decreto firmato dall'ex assessore Sannitu, si è pronti all'appalto e sono stati aggiudicati i lavori, che saranno consegnati a fine 2011, per la ricostruzione del ponte distrutto a Poggio dei Pini».

I FONDI Quanto al primo lotto dei lavori per la complessiva messa in sicurezza del territorio, per un importo di oltre 11 milioni di euro, Nonnis ricorda «che dal decreto di affidamento alla conferenza di servizi sono passati solo 5 mesi».

Mauro Pili denuncia che «a distanza di tre anni da quel terribile evento risulta tutto da rifare e la delibera del 18 agosto scorso della giunta regionale pone degli interrogativi inquietanti. Com'è possibile che tre anni dopo si richieda ancora una progettazione adeguata? Com'è possibile che solo oggi ci si accorga dell'esigenza della valutazione di impatto ambientale? Per quale motivo non si sono utilizzati i poteri commissariali per approvare i progetti in deroga e far partire i lavori?»

IL COMMISSARIO Ancora Nonnis: «A ottobre 2010 il presidente Cappellacci, in qualità di Commissario governativo, si era avvalso delle deroghe straordinarie dal decreto di affidamento della progettazione alla convocazione della conferenza dei servizi. Il grande impegno degli uffici regionali e di tutti gli altri enti ha fatto sì che molte pratiche siano state accelerate proprio in considerazione delle pressanti e giustificate aspettative del territorio. Ad oggi, sotto la competenza del nuovo commissario governativo, Efisio Orrù, potremmo bandire la gara di appalto per la progettazione e la realizzazione dell'intervento affidando all'impresa appaltatrice anche l'onere di procedere alla valutazione di impatto ambientale. Mi preme sottolineare che le norme sulla valutazione di impatto ambientale sono inderogabili anche sotto la gestione commissariale. Piuttosto, potrebbe essere utile un intervento del Parlamento per snellire le leggi nazionali e accorciare l'iter di approvazione dei progetti urgenti». L'importo dei lavori del primo lotto dei lavori che, assieme alla progettazione definitiva ed esecutiva saranno affidati in seguito alla gara pubblica, è di 11,317 milioni di euro. Le risorse disponibili per i quattro i lotti raggiungono 50 milioni.

L'EMERGENZA «Capoterra, le sue frazioni, sono in pericolo - sostiene Pili - e il piano idrogeologico assegna a quelle aree il rischio massimo. Non si può e non si deve perdere nemmeno un giorno».

Fonte: Andrea Piras Unione sarda

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Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Settembre 2011 18:55
 
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