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Dopo l'alluvione arriva Equitalia |
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Categoria: Speciale Alluvione
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Scritto da Stampa Locale
Sabato 15 Ottobre 2011 17:02
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A Capoterra arrivano gli agenti riscossori di Equitalia. A ridosso del 22 ottobre, anniversario della terribile alluvione che ha provocato la morte di quattro persone, gli ufficiali giudiziari inviati dalla Protezione Civile stanno notificando un centinaio di lettere, con la richiesta della restituzione del pagamento di 15mila euro.Ovvero l'indennizzo ricevuto tre anni fa per il risarcimento dei beni mobili e auto.Tra i destinatari ci sono anche una trentina di cittadini che vivevano in uno scantinato quando é arrivato il disastro.L'alluvione ha distrutto gli arredi, e quel "primo ristoro" é servito per acquistare armadi, letti e tavolini. Ma ora devono restituire tutto.Una doccia gelata per tanti capoterresi che ancora attendono di vedere iniziare i lavori di messa in sicurezza del territorio.
Ed é ancora fresca la ferita e il ricordo di quella giornata. Quando il Rio san Girolamo é tracimato e ha allagato case, strade, scantinati, cantieri, serre e campi. Tra i destinatari della missiva c'è anche Simonetta Esposito, la figlia di Speranza Sollai, ottant'anni, una delle vittime. Invano mamma e nipote avevano cercato di tirarla fuori dallo scantinato di via Barcellona a Rio San Girolamo. Arrivati all'ultimo gradino, la presa é sfuggita per via di un' ondata più violenta che l'ha scaraventata di nuovo giù in quell'inferno. «L'alluvione ci ha portato via tutto. Non abbiamo più niente - afferma Simonetta Esposito - quei due soldi sono serviti per respirare un po'. Ci portiamo dentro questo grande dolore che nessun risarcimento potrà lenire. Mamma non c'è più. Ma restano due figli disoccupati da mantenere». Disperato anche Filippo De Murtas, 35 anni. «Avevo i mobili in cantina, perché stavo facendo alcuni lavoretti in casa - racconta - e per questo motivo devo restituire l5 mila euro? E chi mi ridà l'auto nuova fiammante? Ora mi ritrovo con un pugno di mosche». Intanto l'amministrazione comunale si é mossa e chiederà la sospensione per tre mesi delle riscossioni forzose. Si sta inoltre predisponendo un emendamento alla finanziaria che riconosca gli indennizzi anche a chi ha avuto danni nelle cantine. Ma ci sono anche quattro capoterresi, che nonostante i disastri dell'alluvione, non hanno mai ricevuto un euro per la casa distrutta. Il motivo? Hanno presentato in ritardo la domanda. Una dimenticanza costata cara anche ai coniugi De Felici di Rio San Girolamo. Ottantenni. Quel 22 ottobre hanno vissuto una odissea tra Sarroch e Cagliari per la dialisi. Dati per dispersi erano rientrati a notte fonda a bordo di un camioncino del latte a piedi tra i detriti e fango. Su questo pietoso caso interviene l'amministrazione comunale: «Chiederemo che vengano risarciti e al più presto. E' prevalsa l'interpretazione più restrittiva di una delibera di Giunta Regionale che doveva essere scritta per aiutare la gente e non per dimenticare le persone che hanno sofferto», afferma Giacomo Mallus, consigliere comunale del Pd.
Fonte: Sardegna 24
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Ultimo aggiornamento Sabato 15 Ottobre 2011 17:16 |