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Rifiuti, la guerra dei sindaci PDF Stampa E-mail
Categoria: Speciale Alluvione
Scritto da Amministratore   Giovedì 30 Ottobre 2008 12:48
Il sindaco di Sarroch blocca i camion in arrivo da Capoterra.
Sembravano d'accordo, ma improvviso è arrivato il fermi tutti. Con l'ordine perentorio di portarsi dietro tutti i detriti. A Capoterra, dopo lalluvione che si è tragicamente abbattuta sul territorio e sulla popolazione, si stava provvedendo allo spostamento di quella enorme massa di macerie e rifiuti che si sono accumulati in questi giorni nelle zone colpite dal nubifragio. Residui indifferenziati, dove è confluito di tutto. E che ora sono ammassati in due punti: Rio san Girolamo (viale Europa) e chiesa di Frutti d'Oro. Ventimila metri cubi di detriti che non possono essere smaltiti al Tecnocasic.
Ma che devono essere portati via da Capoterra, dove tra l'altro la situazione igienico sanitaria è a rischio epidemie. Così, in via provvisoria Provincia e Genio Civile avevano scelto la vicina Sarroch, per stoccare tutti questi cumuli di terra fango e quant'altro. Ma dopo alcuni viaggi compiuti l'altra sera dai quaranta autocarri che hanno trasportato i primo 800 metri cubi, come un fulmine a ciel sereno è arrivato l'alt da parte del sindaco di Sarroch che alle 16 ha intimato ai mezzi di fermarsi e vietato in modo perentorio di scaricare il materiale che i volontari e cittadini hanno raccolto dal territorio di Capoterra. Di fronte a questo rifiuto si sono riuniti sindaco, assessore regionale all'Ambiente ed è stata trovata un'altra soluzione: la discarica di Carbonia, più distante. «È stato individuato come luogo ideale dove poter stoccare i rifiuti in attesa di poterli smaltire con calma - ha spiegato il sindaco di Capoterra Giorgio Marongiu - quando l'emergenza sarà superata e si potrà lavorare senza frenesia». Il pericolo alluvione non è superato e se dovessero scatenarsi di nuovo temporali tutti quei detriti potrebbero essere trascinati nelle strade. Di fronte al rifiuto del sindaco il primo cittadino di Capoterra ha scritto una sorta di lettera aperta dove ,con una vena di amarezza, ringrazia il collega vicino di casa « per la solidarietà mostrata al nostro Comune in un momento davvero drammatico per tutta la comunità».
SPOSI CERCASI Intanto è giunta in redazione una lettera commovente. « Oggi pomeriggio sulla spiaggia, causa il forte vento, si sono riversate innumerevoli banchi di legna e canne provenienti molto probabilmente dalla zona colpita dall'alluvione la scorsa settimana. Tra queste ho trovato diverse foto di un matrimonio con data 16/06/08. Mi piacerebbe moltissimo restituirle al proprietario». Chi si riconosce in questa data può scrivere alla redazione del giornale. Per recuperare un momento felice.

Fonte: (ma. ma.) L'Unione Sarda 29/10/2008

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Commenti (1)Add Comment
giorgio78
Questo è il ringraziamento!!
scritto da giorgio, 31 - 10 - 2008, 12: 19 57
Questa è stata la risposta ad un paese che gestisce nel
proprio territorio l'IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO ed accetta
rifiutti da diversi Comuni!!!! Bel ringraziamento!!
Noi continuiamo a respirare le varie fragranze che giungono
nella cittadina a seconda del vento.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Ottobre 2008 12:50
 
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