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L'attacco viene dal mare PDF Stampa E-mail
Categoria: Speciale Alluvione
Scritto da Amministratore   Sabato 29 Novembre 2008 19:39
Decine di case allagate a Frutti d'Oro dalla furia del vento
Decine di case allagate a Frutti d'Oro e alla lottizzazione Picciau. Dopo i giorni dell'alluvione, ieri lungo la costa è stata di nuovo emergenza per la violentissima mareggiata di scirocco.
L'attacco è arrivato dal mare. Prevedibile quanto drammatico. Frutti d'Oro atto secondo, le onde sono entrate nelle case, superando quel che restava delle spiagge di un tempo, infischiandosene di massicciate improvvisate che qualcuno aveva deciso di innalzare pochi giorni dopo l'alluvione. Inutili quanto dannose. Marcello Lissona, che a Frutti d'Oro abita da parecchi anni e ancora deve fare i conti con i danni subiti dal nubifragio del 22 ottobre, invoca giustizia e spara a zero contro chi ha realizzato quelle illusorie barriere antimareggiata. «Porcherie pensate e messe su per chissà quale scopo visto che non ci vuole la laurea per capire che avrebbero fatto più danni che benefici». E i danni sono arrivati. «Le onde di scirocco, violentissime come solo la mareggiata del 1995 aveva provocato, hanno sbattuto contro quella diga di sassi piazzata sulla battigia e sono finite dritte in casa nostra», racconta Giovanni Giamberduca, proprietario di una villa separata ormai dal mare soltanto dal piccolo viale del centro residenziale.
È tornata la paura, a Capoterra. Sulla costa dove i danni dell'alluvione sono ferite aperte in ogni casa, in ognuna delle famiglie che risiede su un litorale diventato un inferno. Ma a guardarli, i volti di chi è stato catapultato fuori dal letto in piena notte, svegliato dal ruggito del mare e dall'incubo di una nuova tragedia, si legge più lo sconforto che la rabbia. Stefania Simone aveva un metro e mezzo d'acqua, la mattina del 22 ottobre, nella sua casa di Frutti d'Oro primo. Il segno dell'alluvione è ancora impresso sui muri. E ieri l'acqua si è infilata ancora una volta nelle stanze e negli scantinati. Acqua di mare, né pioggia né fiumi in piena. «Si sentiva il tuono, stanotte. Il tuono dei cavalloni. Ho pensato ai giorni dell'alluvione, quando abbiamo perso tutto e c'è rimasto soltanto un tavolo. Ora viviamo al piano di sopra, ospiti di nostra figlia», racconta Rita Tuveri. «Da dieci anni si parla di dighe foranee per fermare le onde, di pennelli semisommersi e di ripascimento. Non si è fatto nulla. E intanto come accade ogni autunno arrivano le mareggiate e qui dobbiamo fare i conti con allagamenti e danni», denuncia il capocondomino di Frutti d'Oro, Giuliano Tudino. «Gli amministratori comunali l'avevano addirittura presentato alla popolazione il progetto esecutivo, lo stiamo ancora aspettando».
C'è già una data, per riparlarne nei piani alti della Regione, della dighe antiflutti. «Il 5 dicembre è fissata la conferenza dei servizi, spero che questa volta, alla luce anche di questi ultimi gravi episodi, non ci sia neppure un ente a frenare i programmi e spero anche che nessuno si tiri indietro per paura di ripetere chissà quale scempio ambientale simile a quello perpetrato al Poetto. Qui a Capoterra bisogna salvare decine di case e nessuna spiaggia visto che l'erosione, l'arenile di un tempo, se l'è ingoiato da parecchi anni», dice l'assessore ai Lavori pubblici, Efisio Demuru. «Il progetto, che prevedeva 14 barriere era stato rivisto e corretto. Adesso si dovrebbero realizzare undici dighe a Maddalena e Frutti d'Oro, anche se bisognerà inevitabilmente rimettere mano al portafoglio per aggiornare il finanziamento».
Magari anche di questo potrebbe far chiarezza il governatore Renato Soru che oggi pomeriggio alle 17,15 sarà a Frutti d'Oro, nella chiesa parrocchiale, per incontrare gli abitanti delle zone di Capoterra colpite dall'alluvione di ottobre e ora anche dalla mareggiata di ieri mattina.

Fonte: Andrea Piras L'Unione Sarda 29/11/2008
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