«Mai detto che la vita di Santa Barbara sia frutto di una leggenda, ma che non esistono riscontri storici documentati sulla sua esistenza, come invece sono accertati quelli della sua omonima turca, la Santa Barbara di Nicomedia. La tradizione comunque va rispettata».
Giustifica quanto detto nell'omelia, padre Giorgio, e prepara una sorta di difesa contro quanti lo accusano di non rispettare le usanze e la fede dei capoterresi. Una frase che ha fatto andare i cittadini su tutte le furie proprio durante le celebrazioni in onore della santa più amata dai capoterresi: Santa Barbara, martire cagliaritana, decapitata a causa della sua fede, sulle montagne di Capoterra, dove nel medioevo fu eretta in suo onore una piccola chiesa romanica.
INTERVENTOPadre Giorgio ci tiene a difendere anche l'operato del suo parroco, don Mario Mela. « Chi ha detto che non vuole le processioni? Ha subito un delicato intervento chirurgico al ginocchio e necessita di una lunga riabilitazione, ma non intende vietarle a nessuno. Piuttosto - rincara è inutile fare troppe processioni quando poi Nostro Signore Gesù Cristo lo lasciamo solo in chiesa».
Risponde anche all'altra accusa di aver ridotto e non di poco le orazioni in onore della santa. «Come può un fedele guardare l'orologio per contare quanto dura una preghiera? Il dialogo con Nostro Signore non è questione di quantità, ma di quantità».
Una linea difensiva che per ora non accontenta i parrocchiani. «E' quantomeno inopportuno e offensivo sminuirci la santa proprio il giorno che la stiamo festeggiando», afferma Rita Carta, una parrocchiana.
VOLANTINO Intanto i parrocchiani hanno deciso di distribuire in giro per il paese i volantini con le fotocopie del decreto di nomina a compatrona di Capoterra, firmato da Monsignor Ottorino Alberti, che nel 2003 ha proclamato compatrona la santa più amata dai capoterresi.
Le dichiarazioni all'omelia sono state oggetto di discussione anche al mercato. Commenta una devota mentre acquista pesce fresco. «Non si può andare contro un paese che segue devotamente la tradizione, poi si lamentano che la chiesa è vuota la domenica». Ha da dire la sua Mauro Dadea, archeologo e segretario del Comitato organizzatore dei festeggiamenti e autore nel 1997, nella chiesa di Sant'Anna a Cagliari, della riscoperta delle reliquie di Santa Barbara (già tornate alla luce nel 1621, nella cripta di Santa Restituta a Cagliari), che si cred evano distrutte dai bombardamenti dell'ultima guerra.
EQUIVOCO « Padre Giorgio è partito dal presupposto che siccome Santa Barbara Vergine e Martire Cagliaritana non risulta nel calendario, di conseguenza non sarebbe mai esistita, e che quella da venerare sia solo l'omonima di Nicomedia, la famosa patrona dei pompieri. Equivoco vecchio, già più volte chiarito in sede scientifica, ma tanto più assurdo ora se si considera che proprio della Santa Barbara di Nicomedia, da tempo, gli studiosi hanno messo in dubbio la storicità, e la stessa Chiesa, con la riforma del calendario liturgico del 1969, ne ha declassato la memoria ai soli ambiti locali».
L'ASSESSORE A stemperare gli animi arriva Sergio Dessì, assessore al turismo: « La parrocchia svolge un ottimo lavoro, ma mi auguro che padre Giorgio si sia documentato bene prima di fare una simile affermazione, perché sennò si crea solo confusione tra i cittadini».
MARIA GRAZIA MARILOTTI L'Unione Sarda 27/06/2008