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Giovane capoterrese arrestato dopo un folle inseguimento |
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Scritto da Administrator
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giovedì 03 luglio 2008 |
Sperona 20 auto durante la fuga da Sant Elia a Capoterra Decisivo l’intervento dell’elicottero
dei militari
che ha rintracciato il fuggiasco
sulla strada statale
195. Nell’auto che aveva
rubato è stata trovata della
refurtiva che il ragazzo
avrebbe dovuto vendere.
Un inseguimento di venti chilometri, da Sant'Elia a Capoterra, speronando una ventina di auto e guidando contromano in una trafficatissima strada statale 195. Solo per una fortunata coincidenza la folle fuga di Manolo De Agostini, trentenne di Capoterra alla guida di una Renault Megane, non si è conclusa con una strage. Il fuggitivo, braccato dai carabinieri intervenuti con alcune pattuglie e con l'elicottero, ha terminato la sua corsa all'altezza della rotatoria per Poggio dei Pini, schiantandosi contro una gazzella dei militari per poi essere ammanettato sotto gli occhi terrorizzati di numerosi automobilisti.
I militari di Sarroch, all'incrocio per Poggio dei Pini, riescono a mettere la loro auto davanti a quella di De Agostini che centra in pieno la gazzella. Il trentenne, nonostante le ferite riportate nello scontro, scende e prova a scappare a piedi. I carabinieri, anche loro feriti (ne avranno per dieci giorni), gli sono sopra. Sull'asfalto rovente va in scena un corpo a corpo che si conclude quando arrivano i tre militari dell'elicottero: solo a quel punto (sono quasi le 11) si mette la parola fine al lungo inseguimento. Nella Megane vengono trovati un coltello, un ricevitore satellitare, una cesta con reti da pesca, due borse e una serie di oggetti in legno. Tutta merce rubata che, è il sospetto dei carabinieri, il trentenne voleva vendere. De Agostini, ritenuto dai militari sotto l'effetto di droghe, è stato arrestato con le accuse di furto, ricettazione, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, guida senza patente, porto ingiustificato d'arma da taglio. Il ragazzo dall'ottobre 2007 era sottoposto a misura restrittiva: non poteva lasciare il comune di residenza (Capoterra) se non per andare al lavoro a Macchiareddu, dove ha rubato l'auto. Per questo nel processo di stamattina dovrà rispondere anche di inosservanza di prescrizione della sorveglianza speciale.
Fonte: MATTEO VERCELLI L'Unione Sarda 3/7/2008
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