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I vigili urbani di Capoterra hanno bloccato i lavori per la sistemazione delle transenne al Santa Rosa. Polemiche con la società privata.
Sono tornati alla carica, puntando dritti verso il Santa Rosa, ma davanti al campo di calcio diventato l'emblema della discordia tra il Comune e l'imprenditore belga Marcello Stoffelen, il titolare della società privata e il suo legale Nanni Campus hanno trovato le porte sbarrate. I camion dell'impresa cagliaritana "Mal.Va", che avrebbe dovuto sistemare le transenne e mettere in sicurezza la parte demolita lo scorso maggio della recinzione dell'impianto sportivo (l'abbattimento era stato di fatto autorizzato dall'Ufficiale giudiziario della Corte d'Appello di Cagliari con il riconoscimento della proprietà), sono stati bloccati dalle pattuglie della Polizia municipale.
«Dovevamo realizzare la discesa per eliminare il gradone di terra e montare la recinzione definitiva per garantire la sicurezza dei luoghi, i vigili ce l'hanno impedito motivando lo stop con la mancanza di concessione edilizia comunale», dice l'avvocato Campus. «Non è esattamente così, l'mpresa non disponeva di tutta la documentazione, a cominciare dalla Dichiarazione unica di regolarità contabile», replica il vicesindaco Francesco Dessì. La tensione è così cresciuta, tanto che Marcello Stoffelen e il suo legale si sono recati alla stazione dei carabinieri di Capoterra per presentare un esposto verbale contro il Comune. «Non ci arrendiamo, siamo nel giusto, domani ( oggi per chi legge, ndr ) saremo di nuovo a Santa Rosa accompagnati dalle forze dell'ordine», assicura il legale della società. Dopo quasi trent'anni di battaglie legali (lo scontro era cominciato nel maggio del 1980) la parola fine di questa interminabile vicenda era stata scritta ad aprile dal Tribunale. Cinque pagine con cui una fetta dell'impianto sportivo (parte della gradinata, lo spicchio del corner e ancora una parte della pista d'atletica) veniva restituita al legittimo proprietario, Marcello Stoffelen, titolare della lottizzazione Santa Rosa. Così lo scorso martedì 6 maggio le ruspe hanno poggiato i suoi bracci meccanici sul muro di cinta del campo di calcio e i nastri rosso-bianchi hanno rinchiuso la piccola proprietà di Stoffelen strappandola al Santa Rosa. Una restituzione (e una vittoria dei privati) che costa al Comune ben 520 mila euro. «La presenza di ieri mattina al Santa Rosa era inutile, Stoffelen sa bene che i quattrini sono già stati deliberati ed è solo questione di tempo perché gli vengano accreditati. Tra l'altro la mesa in sicurezza era già stata garantita al campo», conclude Francesco Dessì.
Fonte: A. PI. L'Unione Sarda
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Sembra che ci sia un'attitudine a spendere i soldi pubblici come se si giocasse al Monopoli, alla faccia dei problemi economici di una nazione malata.