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Li hanno trovati quasi con le mani nel sacco. Le tracce di sangue per terra tanto evidenti, coltelli ancora sporchi e per di più una cinquantina di maiali appena uccisi. Quando un gruppo di carabinieri dei Nas hanno fatto irruzione ieri sera nella stalla a Is Coddus, sulla provinciale 91, nell'azienda agricola di proprietà di un exallevatore (C.B., 80 anni) lo scenario è apparso chiaro: si sono trovati di fronte ad un vero e proprio macello abusivo. Ai militari del Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri di Cagliari è bastato un sopralluogo per rendersi conto che si trattava di una attività illegale. Per il momento risulta segnalato all'autorità Giudiziaria solo l'anziano titolare dell'azienda agricola. Le altre tre persone presenti in quel momento, tra cui il figlio, proprietario di una macelleria a Capoterra e due dipendenti, non risultano essere state denunciate.
Però per i carabinieri l' indagine non è ancora conclusa perché sebbene sia stato posto sotto sequestro il locale, così come i 50 suini trovati morti, i militari vogliono accertare chi sia stato materialmente a macellare le bestie. Appare improbabile che l'allevatore ottantenne abbia potuto abbattere da solo bestie anche di notevoli dimensioni. L'operazione ha visto impegnati anche gli uomini della stazione di Capoterra guidata dal maresciallo Carlo Porru e dai volontari della Lida, lega italiana diritto degli animali, in funzione di guardie zoofile. I cinquanta maialetti sequestrati sono stati portati nelle celle frigo della Valriso, il macello autorizzato, situato nella zona industriale di Macchiareddu. E ora sono a disposizione del magistrato. Gli investigatori vogliono fare chiarezza sui possibili scenari: «Intanto accertare se le bestie siano sane oppure portatrici di qualche malattia», ha sottolineato Giovanni De Jorgi, comandante dei Nas di Cagliari. Ancora, se i suini abbattuti erano di proprietà della persona denunciata oppure se stessero macellando per conto di altri. Resta da appurare se si tratta di attività saltuaria o in piena regola, collegata a un traffico irregolare di carni, vendute e macellate senza rispettare le norme sanitarie.
MARIAGRAZIA MARILOTTI 09/10/2008 L'Unione Sarda
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